Quando la speranza è l’ultima a morire

L’antico quando accoglie il nuovo apre al futuro. Quella che vedete, è una della tante foto che ho realizzato in un mio “tour del dolore” nel Salento, nei luoghi afflitti dalla Xylella fastidiosa. La speranza, si sa, non potrà mai spegnersi del tutto. Si resiste, anche a ciò che appare terribile. Ecco allora l’innesto praticato sugli olivi secolari. È una iniziativa forse della disperazione, ma che apre le porte alla speranza. Si è reso necessario per l’unico scopo di fronteggiare il devastante batterio che sta sottraendo vita agli olivi. Dietro a questo gesto di speranza e di invocazione di futuro, c’è l’impegno e il genio di tanti volenterosi che non demordono. Ne cito due, tra i tanti: i ricercatori Pierfederico La Notte e Sebastiano Vanadia, nonché l’agronomo Giovanni Melcarne, il curatore Sono loro che mi hanno accompagnato tra gli olivi, in un viaggio di dolore ma anche di speranza.

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