Tutti contro l’olio di palma

E’ veramente paradossale e irrazionale come questo mondo in cui viviamo, apparentemente evoluto sul piano culturale, resti vittima della propria incultura. E’ inutile illuderci: di fronte alla ideologia, non si può guarire. Quando si ragiona con la pancia, si finisce sempre con il cavalcare le mode più stupide, come quella di chi vede nell’olio di palma un grasso altamente nocivo per la salute. Non è il miglior grasso in circolazione, per via dell’alto contenuto in acidi grassi saturi, ma nemmeno è da demonizzare. Purtroppo, di fronte all’insipienza di chi cavalca le ideologie si è totalmente indifesi. E così, nemmeno la cultura può nulla. Si può essere istruiti, ma il buon senso o c’è o non c’è. A dimostrare tale assunto, vale l’atteggiamento di quanti, in queste ultime settimane, si stanno scagliando, in maniera oserei dire militaresca, contro l’olio di palma. Proprio una vera e quanto mai incisiva campagna di demonizzazione, ben orchestrata, come se vi fosse una matrice terroristica dietro, con gente disposta a diffondere sentimenti di paura e panico tra i consumatori, alla stessa stregua dell’Isis, in modo platealmente selvaggio. Basti pensare agli attacchi che ha ricevuto Nutella, e non è certo l’unico caso. Poi non c’è da stupirsi se i moti irrazionali si presentino puntuali in ogni epoca e in diverse classi sociali, senza distinzione. L’approccio ideologico con la realtà è un male dell’uomo che non conosce mai interruzioni. Alla fine, interpellato da diversi giornalisti, ho espresso tutta la mia perplessità su quanto sta accadendo, sostenendo tra l’altro quanto sia paradossale, per un paladino dell’olio exta vergine di oliva quale sono, arrivare a difendere l’onorabilità dell’olio di palma per puro amore della verità. Oltretutto si tratta, proprio come quello ricavato dalle olive, di un olio da frutto: e non è di scarso peso questa caratteristica identitaria: essere un olio da frutto. Ho sentito al riguardo lo studioso Francesco Visioli, sempre impegnato su più fronti, diviso con il suo lavoro di scienziato tra Padova e Madrid, e, a partire da luglio, attivo anche in un Panel della Efsa, l’European Food Safety Authority. Insomma, di lui c’è da fidarsi, ed è per questo che vi giro quanto mi ha riferito.

Francesco Visioli: Dunque. L’olio di palma forse è un problema ambientale (ma non ne so niente). Per quanto riguarda la salute non ci sono dati eclatanti. Non è neanche vero, come dicono, che “è dappertutto”. Per esempio stasera tornerò a casa e mi farò (credo) un’insalata di indivia, aggiungo un po’ di feta, condisco col miglior olio del mondo (Masia El Altet), raccolgo l’olio col pane, ci bevo su un bicchiere di bianco e di olio di palma neanche l’ombra. Anche tu non credo ne mangi molto.
Voglio dire: se mangiate molto olio di palma, preoccupatevi della vostra dieta in generale, che non è sana. Se poi alla mattina intingete 5 biscotti nel caffelatte chi se ne frega di quel poco di olio di palma che avrete mangiato, non vi fa male di sicuro.
Ah, se c’è ancora la sogliola in offerta al supermercato questo weekend me ne mangio una. Sai quanto olio di palma c’è in una sogliola? Ecco, appunto.

Insomma, è chiaro che la demonizzazione dell’olio di palma sia solo una (brutta) moda del momento. Tutto dipende comunque da noi, dal nostro modo di mangiare, dal nostro stile di vita, ma da qui a demonizzare un alimento, che pure ha un suo valore nutrizionale, ce ne vuole. Se si abusa di cibi in cui l’olio di palma abbonda, evidentemente c’è qualcosa che non va in chi predilige (e abusa) di un alimento destinato a preparazioni alimentari che non sono di utilizzo frequente, salvo avere un personale rapporto con il cibo molto estremo. Una alimentazione attenta, anche nei quantitativi e nella frequenza è sempre un segno di buon senso. Insomma, se vostro figliolo si nutre solo di merendine, e ne consuma in quantità notevoli, forse è meglio che vi interroghiate dove avete sbagliato. Andate piuttosto dallo psicologo. Se poi invece volete andare al di là di una visione di basso profilo, di chi è intento solo a criminalizzare gli alimenti, allora vedete i luoghi dell’olio di palma, su Olio Officina Magazine, dove compare infatti una ricca, e inedita, galleria immagini in un viaggio nei luoghi, appunto, in cui quest’olio si produce, contribuendo a dare reddito a tante famiglie che lo producono. La fondatezza, infine, di quanti sostengono che le coltivazioni della pianta nuocciano all’ambiente è anch’essa tutta da verificare. In fondo l’agricoltura non è una invasione dell’ambiente naturale?

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