Tutte le parole per l’olio

giulianovaComunicare l’olio, sempre e ovunque, creando le condizioni per il formarsi di una cultura di prodotto che può dare buoni frutti solo se la qualità delle comunicazioni sia stata corretta e rigorosamente supportata da riscontri scientifici certi. Io partirei da questo presupposto di fondo, sempre, quando si tratta di fare un’opera di comunicazione – e, in certi casi, direi anche di evangelizzazione. Diversamente, se non vi è una qualità e correttezza della comunicazione, i rischi di causare danni resta altissimo. Anni fa, per esempio, si affacciò all’orizzonte un tipo che a me non piaceva, non solo perché si dava troppe arie. Viaggiava su un auto di gran lusso e si spacciava pure per esperto, pur provenendo da tutt’altra esperienza professionale. Era stato perfino impropriamente definito un “missionario dell’olio”. Una gran bestemmia per le mie orecchie, non accettando che si possa fare opera di missone se a motivare il tutto vi sia solo una visione grettamente commerciale. In tanti ci erano cascati. Da allora mi sganciai da quel noto giornalista che definì questo presunto esperto d’olio – commettendo il più grave errore della sua vita – un “missionario”. Per fortuna, com’era d’altra parte prevedibile, questo sedicente missionario scomparve dalla circolazione, senza aver lasciato nulla di sè, semmai sottraendo risorse ad alcune aziende del settore che l’avevano ingenuamente seguito. Ecco tutto, l’ho scritto. Così, sempre a proposito di comunicazione dell’olio, vi presento oggi una testimonianza che mi è giunta dall’agronomo Angela Canale, riferita a una sua esperienza di qualche settimana fa sul lungomare di Giulianova. Io evito di riportare le cronache, ma alle volte le cronache aiutano a capire le dinamiche della realtà, ne facilitano la comprensione. L’intervento della Canale vuole essere – parole testuali – “una risposta a quei pochi che in questi giorni hanno scritto sull’inutile uso della valutazione organolettica, ritenendola una futile poesia dettata da un uso inconsapevole e non riproducibile delle papille gustative di pseudoesperti assaggiatori, per non parlare poi del dubbio verdetto di un panel”. Come si può notare, c’è fermento. Per fortuna. Il mondo dell’olio sembra avere, da qualche mese a questa parte, una vibrante necessità di darsi delle risposte, sollecitando sempre nuove domande.

 

TESORI DI FATTORIA

di Angela Canale

Dopo tutti questi secoli di esperienza nella coltivazione dell’olivo, ancora una volta parliamo di olio, sembrerebbe a molti scontato, ma per altri questo è una novità. Pensare di metterci il naso e cogliere mille sfumature di note aromatiche, di sensazioni tattili, di sapori freschi e naturali ci fa pensare che forse il succo di olive è qualcosa di molto più interessante di come lo abbiamo sempre immaginato. Domenica sera sulla terrazza Kursaal, sul lungomare di Giulianova, emozione e meraviglia si sono susseguite parlando di olivo, di lavoro, di passione, di amore, di profumi e di sapori!

La serata era inserita all’interno dell’evento “Tesori di Fattoria”, il tradizionale appuntamento-vetrina sulle produzioni agro-alimentari, giunto alla dodicesima edizione, organizzato da CIA Teramo.

Molte aziende agricole hanno esposto, venduto, comunicato e raccontato i prodotti che sono il risultato della loro esperienza. Ma i “Laboratori del Gusto” sono stati la vera novità di quest’anno. Per concludere la manifestazione, gli amici dell’Accademia della Natura, co-organizzatori della serata finale, hanno proposto il tema: “L’olio extravergine d’oliva, il tesoro più grande delle nostre fattorie”.

“Vogliamo una serata che si trasformi in una vera esperienza sensoriale e degustativa”, mi avevano chiesto gli amici e colleghi Lorenzo Granchelli e Mauro Monaco. E così, più di 140 persone ci hanno messo il naso….sedute nei loro tavoli e guidate da me, attente a tutto quello che è stato detto, si sono lasciate avvolgere dalla magia dell’olio. Ne hanno colto tutte le sfumature.

Da semplice grasso liquido finalmente lo abbiamo trasformato nel primo, vero, interessante, indispensabile elemento della nostra alimentazione quotidiana, a cui è in grado di dare valore nutrizionale e piacere assoluto attraverso il gusto e l’olfatto….come dire un’esperienza che questi sensi hanno colto attraverso l’olio extra vergine di oliva delle aziende olivicole del territorio abruzzese.

Mi è sembrato subito di cogliere una risposta che vorrei dare a quei pochi che in questi giorni hanno scritto sull’inutile uso della valutazione organolettica, ritenendola una futile poesia dettata da un uso inconsapevole e non riproducibile delle papille gustative di pseudoesperti assaggiatori, per non parlare poi del dubbio verdetto di un panel!

Ma se inesperti consumatori colgono, anche se lievi, tutte le fragranze di un olio, riconoscendo la sgradevolezza di un difetto, per quale motivo esperti assaggiatori non dovrebbero essere deputati a rendere applicabile una legge, che da diversi anni è in vigore, volta ad eliminare dal mercato disgustosi oli difettati, seppur chimicamente perfetti?

Non mi resta che continuare a perseverare insieme ad altri colleghi nel trasmettere la capacità e l’attenzione a riconoscere pregi e difetti, per essere prima o poi tutti in grado di scegliere ciò che ci piace e fa bene, quale atto democratico che può solo scaturire dalla conoscenza e dalla cultura che riusciamo a farci su questo nobile prodotto. E se non sarà così facile diventare esperti di marketing per i nostri produttori, sicuramente sarà più facile diventare esperti assaggiatori per i nostri consumatori.

Grazie alla Cia di Teramo, e a tutte le persone che con essa lavorano e che nell’occasione hanno collaborato a questa sentita manifestazione di affetto, che hanno voluto regalare ai loro produttori, i quali sono stati la vera anima dell’evento.

Mi sono rimaste impresse la parole, a fine serata, del presidente provinciale di Cia, Roberto Battaglia: “noi siamo agricoltori, i veri attori e gestori del nostro territorio. Dobbiamo salvaguardare e valorizzare la nostra terra, sarà la vera sfida per il nostro futuro”.

Nonostante la malinconia che purtroppo in questo periodo accompagna un pò tutti gli italiani mi sento di aver partecipato a una festa, di quelle vere che si concludono con un brindisi e ci si da appuntamento per il prossimo anno, felici per esserci stati e per avere la possibilità di esserci di nuovo!

Angela Canale

Giulianova, 21 luglio 2013

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