L’olio che verrà. Parola d’ordine: innovare

Garda, foto lazzarin 1

Oliveto in area gardesana. Foto di Lazzarin

A domanda rispondo. Il quesito non era affatto banale: quali sono le cinque innovazioni più importanti in ordine di priorità da portare avanti nel comparto olio di oliva? Provateci, non è mica facile rispondere. Da dove nasce il quesito? Tempo fa, ed esattamente il 17 dicembre 2012, partecipai a Roma a un workshop organizzato dall’Inea, l’Istituto nazionale di economia agraria. Il tema a partire dal quale ci siamo mossi era lo stato dell’arte in cui versa attualmente la filiera olivicolo e olearia italiana. L’obiettivo dell’incontro è nel tentativo di trarre delle previsioni in prospettiva futura. Dico “tentativo” perché nessuno di noi è profeta, ma il futuro resta comunque l’ambizione primaria di tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’olivicoltura italiana. Con me, nel gruppo di lavoro vi erano alcune ta le varie figure direttamente implicate a vario titolo nell’ambito della filiera. E’ interessante quanto è emerso. Presto i riscontri di questa serie di tappe di approfondimento e indagine si tramuteranno in una pubblicazione ufficiale dell’Inea, che varrà la pena leggere.

Con me all’incontro Inea vi erano: Marco Comella, in rappresentanza dei frantoiani dell’Aifo; Tiziana Sarnari, di Ismea; Riccardo Passero, di Inea; Tiziano Caruso, professore ordinario presso l’Università di Palermo, responsabile del progetto Innolivo; Leonardo Catagnano, della Soat di Sciacca, dirigente dell’Unità Operativa Specializzata in Olivicoltura della Regione Siciliana; Nunzio Scaramozzino, responsabile del progetto sulla tracciabilità di filiera in Unaprol; Agnese Taticchi, del Dipartimento di Scienze Alimentari, sezione di Industrie Agrarie, dell’Università di Perugia; Stefano Petrucci, presidente del Consorzio Dop Sabina, nonché produttore olivicolo-oleario; ed Enzo Perri, direttore del Cra, il Centro di ricerca per l’olivicoltura e l’industria olearia di Rende. A far da regia, per conto dell’Inea, vi erano Sabrica Giuca e Giovanni Dara Guccione.

 

I CINQUE PUNTI, PIU’ LA SINTESI

Desidero informarvi che le indicazioni che riporto di seguito sono state elaborate da Sabrica Giuca e Giovanni Dara Guccione, di Inea.

Luigi Caricato

Comunicazione: è necessario lavorare su un nuovo linguaggio e sui nuovi mezzi espressivi.

Formazione: è necessario che i corsi, su questioni concrete, siano effettuati da professionisti seri e capaci.

Unità di filiera: fondamentale lavorare su un’armonizzazione di filiera, andando al di là delle strutture associative e puntando su figure esterne, libere e indipendenti.

Valorizzare le differenze: ci si concentra sull’extra vergine, ed è giusto ed encomiabile, ma occorre recuperare e dar valore anche al vergine, all’olio d’oliva e perfino all’olio di sansa di oliva.

Deburocratizzazione: eliminare i carichi burocratici e legislativi è l’unica via di salvezza.

In sintesi: La vera innovazione è nella correzione degli errori del passato; poi segue il resto.

Marco Comella

Applicazione della genetica alla tracciabilità di prodotto e salvaguardia della biodiversità.

Costituzione di impianti di trasformazione a ciclo chiuso con zero emissioni ed autonomia energetica.

Strumenti di vaglio della materia prima innovativi.

Strumenti di analisi a basso costo dell’olio in azienda.

Strumenti informativi diretti e innovativi mirati alla formazione ed informazione delle aziende per consentire la diminuzione del gap tra legislazione/ricerca ed utilizzatore finale.

Tiziana Sarnari

Maggiore integrazione della filiera con conseguente riduzione dei costi.

Aumento della qualità in campo con incremento della cultura e diminuzione dei costi.

Innovare la comunicazione nei confronti del consumatore per consentire una maggiore consapevolezza di chi compra perché spende di più.

Innovare la fase di commercializzazione all’origine per consentire all’offerta di avere più potere e per far si che organizzazioni più strutturate possano essere più efficienti e possano anche avere accesso al finanziamento.

Maggiore chiarezza merceologica: differenziazione dell’extravergine per parametri. Maggiore chiarezza nel nome del comparto che rappresenta anche il nome di un segmento merceologico “olio d’oliva”.

Riccardo Passero

Utilizzo dei prodotti secondari e loro potenziale di mercato (sansa-Omega3 nella zootecnia).

Innovazioni nel packaging dell’olio per una migliore conservazione e facilità di utilizzo.

Innovazioni nel marketing del prodotto di elevata qualità nazionale (compresa la comunicazione salutistica).

Innovazioni nelle operazioni di potatura e raccolta.

Aggregazione dell’offerta e posizionamento nella filiera dei produttori di base.

Tiziano Caruso

Delimitazione e quantificazione delle aree olivicole con valore paesaggistico e multifunzionale rispetto a quelle suscettibili di essere valorizzate e “innovate” dal punto di vista agronomico.

Certificazione genetica e sanitaria delle piante ai fini della tutela delle produzioni tipiche (attività da svolgere a livello vivaistico) e nella rintracciabilità del prodotto.

Sviluppo di modelli d’impianto intensivi ad alta densità con cultivar autoctone per aumentare il gradi di meccanizzazione nella raccolta e nella potatura e per migliorare l’efficienza produttiva dei nuovi impianti olivicoli.

Ottimizzazione degli impianti ad elevato consumo di energia: acqua d’irrigazione (irrigazione in deficit), concimazione (monitoraggio stato nutrizionale delle piante e della dotazione minerale/organica del suolo).

Miglioramento genetico attraverso la selezione del germoplasma autoctono e costituzione di nuovi genotipi da utilizzare come cultivar e/o portainnesti (nanizzanti, resistenti all’acidità, resistenti alla verticillosi).

Leonardo Catagnano

Attività di comunicazione delle Istituzioni su media nazionali sulle caratteristiche qualitative dell’olio extra vergine d’oliva.

Formazione degli addetti di frantoio.

Formazione del produttore sulle tecniche per migliorare la qualità nutrizionale dei prodotti.

Studio e trasferimento della conoscenza nei rapporti tra la qualità del prodotto e le condizioni pedoclimatiche.

Semplificazione del quadro normativo sulle qualità merceologiche.

Nunzio Scaramozzino

Sviluppare sistemi in grado di definire l’origine del prodotto “sistemi di rintracciabilità innovativi” (Isotopi stabili, NMR, Analisi standardizzate per prevenire frodi a tutela del made in Italy.

Sviluppare sistemi di etichettatura innovativi a supporto delle azioni di comunicazione per il prodotto di qualità SQN nazionale.

Innovazioni nelle operazioni di estrazione e confezionamento del prodotto.

Strumenti finanziari innovativi a sostegno delle OP-Coop. Per l’anticipazione sul prodotto al fine di sostenere il prezzo.

Innovazione nelle strategie di comunicazione differenziate per categoria di prodotto e regioni produttive.

Agnese Taticchi

Promuovere la percezione della qualità.

Individuazione di strumenti a protezione dell’origine.

Formazione dei tecnici sull’influenza dei fattori di produzione nei riguardi della qualità.

Migliorare la redditività della filiera attraverso la valorizzazione dei prodotti secondari in un sistema integrato.

Ottimizzare il sistema produttivo secondo criteri che preservino qualità e biodiversità.

Stefano Petrucci

Sburocratizzare il Psr e i registri aziendali a carico dei produttori.

Sospendere l’Sqn e trasformarlo in un disciplinare da utilizzare per i claims.

Utilizzo della polpa delle olive come prodotto alimentare e/o mangime.

Utilizzo degli oliveti secolari per la selvicoltura.

Certificazione con isotopi.

Enzo Perri

Rinnovamento degli impianti olivicoli per favorire la meccanizzazione della raccolta in continuo e la potatura salvaguardando comunque gli oliveti e gli ulivi monumentali.

Alta qualità e SQN previa verifica dei parametri proposti relativi al prodotto nazionale.

Rintracciabilità degli oli mediante validazione delle metodiche analitiche e chemiometriche complementari.

Maggiore validazione dei prodotti secondari ai fini salutistici mediante nuovi claims sui fenoli ed altre classi di composti presenti nelle olive e nei suoi prodotti anche attraverso nuove ricerche su cavie ed uomo.

Introduzione di corsi di degustazione nelle scuole relativi ai principali alimenti (non solo oli) per migliorare la qualità dell’alimentazione e promuovere i prodotti di qualità.

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