La magnifica e fascinosa Croazia degli oli da olive

maslina 1Provate a sfogliare la rivista “Maslina”. Vi renderete conto che in Croazia – ultimo Paese entrato a far parte dell’Unione europea lo scorso primo luglio – si fa sul serio. L’olivicoltura croata – e io ve lo posso testimoniare per presa diretta – ha radici che affondano nel glorioso passato di altre civiltà e che ora, a distanza di secoli, esprimono tutta la forza propulsiva della modernità. In questa terra a est d’Europa, nel tessuto vivo dell’Istria e della Dalmazia, già zone operative note ai tempi degli antichi Romani, non vi è solo una generica e ordinaria coltivazione degli olivi, ma un modo di essere in cui molti, tra gli agricoltori del luogo, vi si ritrovano. Prima ancora che alberi di olivo, le piante sono considerate parte della famiglia, parenti stretti. Chi conosce la lingua, può leggere e documentarsi attraverso “Maslina”. Nelle sue pagine si trovano tante storie, saperi e aspirazioni. Nell’ultimo numero, fresco di stampa, ci sono anche due pagine dedicate a me, alla mia recente visita da cui presto ricaverò storie ed emozioni da raccontare. Posso dire che è stata davvero incredibile l’esperienza del mio recente viaggio in Istria. Nnon resta che attendere i miei resoconti, il primo dei quali è già apparso, nella sua prima puntata, su “q. b.” di luglio. Il resto arriverà. Intanto, ecco, nelle immagini che vi propongo, quel che scrivono di me su “Maslina”, proprio un bel giornale.

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4 risposte a La magnifica e fascinosa Croazia degli oli da olive

  1. Ettore Franca scrive:

    Fa piacere il risveglio – su basi solide – della olivicoltura croata. Fa piacere constatare quanto, con le sue forze, ha fatto OLEA. Dal 2005 è stata chiamata dalle autorità croate a tenere corsi per formare assaggiatori, ad illustrare la olivicoltura italiana, i suoi problemi ed i suoi successi che hanno portato al miglioramento della qualità, strada sulla quale, con successo, si è avviata la Croazia. Decine di corsi a Zara, Rovigno, Spalato, ecc., e un corso per capi-panel, concorsi fra gli oli croati, la partecipazione al concorso internazionale “L’Oro dei due mari” e altro. Una sinergia costruita con gli accordi fra la Camera di Commercio di Ancona e le omologhe oltre sponda che, felicemente, ha avviato la ripresa di un successo i cui frutti si cominciano ad intravedere.

  2. Ettore Franca scrive:

    Fa piacere il risveglio – su basi solide – della olivicoltura croata. Fa piacere constatare quanto, con le sue forze, ha fatto OLEA. Dal 2005 è stata chiamata dalle autorità croate a tenere corsi per formare assaggiatori, ad illustrare la olivicoltura italiana, i suoi problemi ed i suoi successi che hanno portato al miglioramento della qualità, strada sulla quale, con successo, si è avviata la Croazia. Decine di corsi a Zara, Rovigno, Spalato, ecc., e un corso per capi-panel, concorsi fra gli oli croati, la partecipazione al concorso internazionale “L’Oro dei due mari” e altro. Una sinergia costruita con gli accordi fra la Camera di Commercio di Ancona e le omologhe oltre sponda che, felicemente, ha avviato la ripresa di un successo i cui frutti si cominciano ad intravedere.

  3. Mi piacerebbe, per le ragioni personali che mi dominano, leggere da Parte di Luigi invece che “L’olivicoltura croata – e io ve lo posso testimoniare per presa diretta – ha radici che affondano nel glorioso passato di altre civiltà e che ora, a distanza di secoli, esprimono tutta la forza propulsiva della modernità – See more at: http://www.olioofficina.it/2013/07/la-magnifica-e-fascinosa-croazia-degli-oli-da-olive/#sthash.tGyMIUBG.dpuf

    Soprattutto per rispetto alla “L’olivicoltura istriana… omissis…” Al limite “l’olivicoltura istriano – croata”, per non togliere nulla a nessuno… Erano diventati, dopo la distruzione della Serenissima Venezia per gli effetti delle paci di Napoleone, tutti cittadini dell’impero Austro-Ungarico, fino alla guerra del 14-18! In Istria restarono gli “istriani”, ormai affiatati nella penisola, di dialetto trieste-veneziano più che di lingua.

    Grazie Luigi,
    Enzo

  4. Andrea scrive:

    Grazie per le belle parole. Fa piacere che, dopo una dozzina di lustri d’oblio, gli sforzi recenti vengano a galla e facciano comprendere, ritrovare e riscoprire questo angolo di Mediterraneo – assieme (o grazie?) alle varie rossignole, bianchere, carbonazze e buse!

    Spero non me ne vogliano la tonda iblea, la taggiasca o le altre!

    Saluti,
    Andrea

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