L’etichetta non aiuta il consumatore, può solo orientarlo

Una illustrazione di Angelo Ruta per il libro "Il racconto dell'olio" di Luigi Caricato

Una illustrazione di Angelo Ruta per il libro “Il racconto dell’olio” di Luigi Caricato

Io vado in controtendenza rispetto a quanto sostengono in molti. L’etichetta non aiuta il consumatore, può solo orientarlo, ma non è uno strumento compiutamente efficace come tale. Chi vuole truffare, è evidente che realizzi etichette perfette, ineccepibili. L’etichetta, tuttavia, resta un utile sistema di difesa, ma solo a posteriori. Quando si effettuano i controlli, l’olio che si trova all’interno di una bottiglia dovrà corrispondere obbligatoriamente al vero. Per il resto, l’ho detto e lo ripeterò fino a stancarmi, l’etichetta non garantisce sulla qualità. La qualità andrebbe invece riconosciuta all’assaggio. Non è necessario essere esperti di analisi sensoriale. Proprio per questo da molti anni vado proponendo un nuovo approccio commerciale con gli oli di oliva. L’ho scritto tempo fa e lo ribadisco ancora una volta: i punti vendita debbono iniziare a proporre l’olio in assaggio. E’ quanto già avviene nelle profumerie, dove è possibile provare i profumi in commercio annusando le varie essenze. In tal modo sarà finalmente possibile scegliere in funzione di ciò che più piace, non in ragione di un prezzo che solo in apparenza si percepisce più conveniente. Quindi, basta con l’osannare le etichette. La qualità va oltre le etichette. Non è del resto accettato da tutti il detto che non è l’abito a fare il monaco?

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