Che il Garda sia l’esempio per altri territori olivicoli

oro del BenacoE così, come era d’altra parte prevedibile, si è conclusa con successo la prima edizione del concorso oleario “L’Oro del Benaco”. L’aspetto che mi preme evidenziare, è che la volontà di unire in un’unica competizione tutti i concorsi che si sono finora svolti in territorio gardesano sia stata una scelta coraggiosa e vincente. Il presidente del Consorzio Dop Garda ha visto giusto. Andrea Bertazzi ha creduto fortemente nella spinta unitaria, in modo da dar magguor valore a un premio che va assegnato alle produzioni più riuscite dell’anno. Così, in questa prima edizione del concorso, le tre regioni in cui ricade la Dop Garda hanno trovato una casa comune. Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige accolgono a sé i territori olivati delle province di Brescia e Mantova, Verona e Trento. Ora ch esiste un concorso unico, la grande scommessa è unire le tre regioni e le quattro province. In che senso unire? Nel senso che gli investimenti da fare in termini di promozione, valorizzazione e formazione debbono essere investimenti condivisi, concepiti per fare un percorso comune. Con l’unità di intenti si può costruire un grande futuro. Con investimenti non coordinati, e, peggio, concepiti e portati avanti per essere in contrapposizione tra loro, non si conseguiranno certo buoni esiti. Come al solito, le migliori iniziative partono dal basso, come ben dimostra il concorso unico “L’Oro del Benaco”. Con l’occasione, vi porto a conoscenza di vincitori e finalisti.

La premiazione è avvenuta il 16 maggio scorso, a Cavaion Veronese.

“I premiati – ci riferisce con dovizia di particolari Enrico Grazioli – sono cinque per la categoria fruttato leggero e altrettanti per il fruttato medio, riportati dal punteggio più alto a scalare, con differenze comunque minime. Dopo una prima selezione del panel test di assaggio, dieci oli per categoria erano stati sottoposti al giudizio di una giuria di chef, ristoratori e giornalisti e a una giuria di consumatori: entrambe hanno emesso un giudizio, su oli comunque tutti eccellenti, quasi identico a quello emesso dalla giuria tecnica.

FRUTTATO LEGGERO

– Azienda bioagricola “Podere dei Folli”, di Eligio Folli e Figli, per l’olio Garda Dop Bresciano

Olearia Caldera per l’olio Garda Dop Bresciano

– Azienda Agricola L’Ulif, di Silvano Delai, per l’olio Garda Dop Bresciano

Consorzio Olivicoltori Malcesine per l’olio Garda Dop Orientale

Olearia Caldera per l’olio Garda Dop Bresciano 100% Leccino

 
FRUTTATO MEDIO

– Azienda Agricola Il Brolo, di Augusto Rampa, per l’olio Garda Dop Bresciano, monocultivar Casaliva

Redoro per l’olio Garda Dop Orientale da oliveti coltivati a Garda

Redoro per l’olio Garda Dop Orientale da oliveti coltivati a Malcesine

– Azienda agricola Borghese Cavazza per l’olio Garda Dop Bresciano

Madonna delle Vittorie per l’olio Garda Dop Trentino

Prossimamente – riferiscono dal Consorzio Dop Garda – gli oli saranno abbinati alle cene di “Valtenesi con Gusto”, la rassegna gastronomica itinerante organizzata dall’Associazione Rassegna interregionale olio extra vergine di oliva Garda Dop di San Felice del Benaco, in programma tra l’estate e dicembre.

Ed ecco infine, per maggiori dettagli, la nota diffusa dal Consorzio dell’olio Dop Garda:

Attorno al Garda negli anni sono stati ideati e organizzati parecchi concorsi che hanno premiato i migliori extra vergini all’interno delle varie feste per la valorizzazione dei prodotti del territorio. Il Consorzio di tutela, per superare questo proliferare di piccoli riconoscimenti locali, ha pensato un concorso unico per tutto il Garda che ha debuttato quest’anno.

I campioni di extra vergine sono stati consegnati dai due terzi delle 76 aziende imbottigliatrici iscritte alla Dop, per un totale di 50 oli. Opportunamente resi anonimi, sono stati valutati da un panel test di assaggiatori professionisti. I 10 oli selezionati dai tecnici (5 fruttato leggero, 5 fruttato medio) sono stati inoltre valutati da una giuria di giornalisti e chef e da una giuria di consumatori.

“Senza nulla togliere a ciascuno dei vari concorsi locali che hanno sempre stimolato le aziende a produrre oli di grandissima qualità e a confrontarsi, non tutti i produttori – dice il presidente del Consorzio Andrea Bertazzi – riuscivano o potevano essere presenti a tutti i concorsi. Così il Consorzio di tutela ha istituito un concorso unico per tutto il Garda, in modo da poter anche valorizzare l’immagine stessa di tutto il marchio e degli stessi produttori associati che non si vedranno più limitati a premiazioni legate a singole feste”.

Con il concorso unico il Consorzio di tutela vuole stimolare i produttori a un impegno sempre maggiore per l’ottenimento di una migliore qualità dell’olio prodotto localmente unito al mantenimento della tipicità. Nello stesso tempo il concorso unico si propone di valorizzare le risorse umane implicate nel percorso che va dall’olivo all’olio, attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera, i produttori, oltre che agli enti e le istituzioni che insistono sul territorio, con lo scopo di raccontare storie, aneddoti, testimonianze, nonché rievocando tradizioni e magari ripescando e rivitalizzando anche leggende popolari e quant’altro possa essere utile allo scopo di creare una specifica, mirata e attenta cultura dell’olivo gardesano e dell’olio Garda Dop: tutto questo partendo dal paesaggio, dal territorio di produzione, dalla storia e dalle esperienze dirette e indirette all’interno della comunità gardesana”.

 

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