La Francia pazza per gli oli da olive

huile-d-olive-fruite-mur. Immagine tratta da InternetChi l’avrebbe detto, la Francia sta impazzendo per gli oli da olive. Come produttori ancora non emergono, ma il loro interesse sta crescendo sensibilmente. Lo dimostra il fatto che le attenzioni soi stanno sempre più qualificando. Fino allo scorso primo marzo era possibile per esempio partecipare all’undicesima edizione del Concorso oleario internazionale “Olio dal Mondo”, promosso dall’Avpa, l’Agence pour la Valorisation des Produits Agricoles. Si svolgerà a Parigi nell’ aprile 2013. Ciò che soprende, è la presenza sulla scena degli “oleologi”. E’ una grande gioia per me sapere che gli oleologi abbiano assunto un ruolo di primo piano anche in Francia. Sono orgoglioso di questa mia invenzione di un ruolo professionale. Così, mentre da noi ci si addormenta e si conclude ben poco per scarsa sensibilità, in Francia si agisce concretamente. Non è un caso che presto l’oleologie sarà una materia di studio. Ora anche l’Unione degli enologi di Francia se ne sta occupando. Poi, per strani sono davvero strani i francesi. In un altro concorso al suo esordio in questi giorni, Les Olivalies-Mondial de l’huile d’olive, si legge la distizione degli oli in “fuité vert” e “fruité mûr”, e fin qui tutto rientra nella norma, ma quando alla voce “altre categorie”, si specifica la distinzione tra oli di oliva “da olive fermentate” e oli di oliva “da olive surmature”, includendo, con ciò, anche gli oli, di fatto, di minore qualità, qualche dubbio sorge spontaneo – ma, si sa, i gusti dei francesi in materia di oli sono gusti strani. Il fatto che si stiano appassionando sempre più agli oli di oliva resta in ogni caso un gran bene. E noi, noi che facciamo nel frattempo? Ci facciamo superare nella formazione anche dai francesi?

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