Olio e legalità, quanta propaganda

All'Hermitage, San PietroburgoLa demagogia è come una serpe strisciante. Quando si affaccia all’orizzonte occorre tenere gli occhi ben aperti. Il mio consiglio è di diffidare sempre di chi si ammanta di purezza, puntando con troppa disinvoltura il dito contro gli altri, mai interrogandosi su se stessi, sui propri comportamenti. Ora, da qualche tempo a questa parte, c’è una nota associazione di categoria, con tutti i satelliti orbitanti intorno, che non smette mai di tempestare, un giorno sì e l’altro pure, le redazioni e le agenzie stampa con dispacci in cui si ergono a maestri di morale. Io, con tutta sincerità, non credo a costoro. Vi invito a diffidare sempre di questa gente, anche perché i puri, quelli autentici, non hanno bisogno di mettersi in mostra: sono puri e basta, non hanno alcuna necessità di gridarlo ai quattro venti. Pensate per esempio ai tanti coraggiosi che con la propria vita, rischiando perfino la propria incolumità, testimoniano con esempi concreti l’impegno quotidiano in vista di un mondo migliore. Il comparto oli di oliva sta purtroppo subendo negli ultimi anni uno sfrontato attacco da una parte deviata dell’associazionismo olivicolo. Un comunicato trasmesso oggi dai media parla di impegno contro le frodi alimentari e di tutela della legalità. Principi ineccepibili, fuor di dubbio, ma resta da chiedersi se stiamo vivendo per davvero un momento storico così drammatico per le frodi e le sofisticazioni o è solo un’azione di terrorismo preventivo. Se il momento non è così drammatico come a me sembra, ha senso questo insistere sul gettare fango su un prodotto e su un comparto già così tanto screditato? Mi chiedo allora il motivo per cui si debba sbandierare ai quattro venti, e in maniera peraltro così volgare, un valore così importante quanto centrale come la legalità. Mi viene il sospetto che sia tutto un mettersi in mostra per dare una immagine positiva di sé, colmando, con simili performance,un terribile vuoto culturale, la totale assenza di idee, l’incapacità di affrontare le dinamiche di un mondo in continuo fermento.

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