Pensare positivo, con l’olio benedicente

Luigi Caricato, in ArgentinaManca poco ormai al grande evento Olio Officina Food Festival. Lo so, sono insistente, ma come si può fare altrimenti? Non capita così di frequente trovare un appuntamento che rappresenti l’olio da olive nella sua totalità, visto e vissuto in tutti i suoi aspetti e le dinamiche evolutive che ne conseguono. OOFF è un evento laboratorio, un vero grande happening nel nome dell’olio, senza pregiudizi, senza riserve: l’olio e basta, senza sbavature, senza politica, senza intromissioni di varia natura. E’ un traguardo importante che solo coloro che ne sanno leggere la portata possono condividerne con me la gioia. Quest’oggi, dopo tante interviste rilasciate, da me e da coloro che animano il festival in veste di relatori, ringrazio tutti coloro che si prodigano nel diffondere la cultura dell’olio in maniera positiva e propositiva. Ecco, per brevi accenni, una sintesi di una lunga risposta che ho dato a una giornalista con cui mi sono sentito questa mattina: “Occorre confrontarsi con la materia prima olio con la predisposizione d’animo di sperimentare in continuazione, già a partire dall’acquisto”. E ancora: “Occorre far tabula rasa delle convinzioni imposte dagli altri e agire secondo i propri sensi, che è poi la scelta più intelligente ed emotivamente appagante”. Il resto del mio pensiero lo leggerete quando sarà pubblicata l’intervista. Per ora, vi aspetto tutti a Olio Officina Food Festival.

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Una risposta a Pensare positivo, con l’olio benedicente

  1. Grazie Luigi!
    Il secondo Festival all’insegna dell’olio e la sacralità e carnalità della donna mediterranea, alla fondamentale personalità del succo come condimento, energia, passione per il bello ed il buono che si propaga dalle sale delle Stelline a Milano… Mi sto imbevendo di coraggio per scoprire antichi legami dei Visconti con le fortune dell’ulivo che per lustri si sono lasciate sopraffare da altri condimenti che hanno coperto bisogni e piaceri ma che hanno contribuito positivamente a rilanciare alla città e al pianeta del rinnovamento industriale e civile dagli anni ’50 fino alla new liturgy ambrosiana di questi giorni…
    Una riflessione e l’onore al merito anche al Festival non poteva trovare migliore collocamento tra i valori più artistici e spirituali del frutto, del succo, della maestosità vegetale dell’olivo per l’uomo e la donna che la tua comunicazione ha sempre anteposto ad altri scopi!
    Grazie, tra poco ancora in festa!

    Enzo

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