Ulivi sotto la pioggia

Che ne dite di un post letterario quest’oggi, sabato 15 dicembre? Ogni tanto per ricaricarmi ho bisogno di attingere a fonti che restituiscano il piacere della vita. Basta poco, a volte. E’ sufficiente immergersi in qualche autore del passato dimenticato ma che è opportuno riproporre. Non sempre è facile trovare alcuni libri, ma si può essere fortunati in qualche remainders, oppure più agevolmente in biblioteca. Ed ecco perciò l’occasione di riprendere la lettura di Giuseppe Bonaviri, autore nel 1958 del romanzo La contrada degli ulivi. Per la campagna – scrive – non si vedeva a vista d’occhio nessuno, tranne gli ulivi.

Il frumento era di là, nella “pagliarola”, entro i sacchi ben chiusi. Per la campagna, a vista d’occhio, non si vedeva nessuno, tranne gli ulivi con le loro grandi ombrelle di rami ricurvi sotto la pioggia che cadeva. Manco compare Iano si vedeva più, chiuso nel suo catoio a pensare ai fatti suoi e al frumento che chissà quando doveva spuntare. Massar’Angelo sospirava e diceva, rivolto alla pioggia: “Avremo lo stesso una cattiva annata. Una cattiva annata”.

Giuseppe Bonaviri

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2 risposte a Ulivi sotto la pioggia

  1. Giulia scrive:

    Riesce a segnalarci ogni volta autori con una grande storia alle spalle ma poco valorizzati. Ha questa virtù, scoprire da un lato talenti, dall’altro portare alla luce figure colpevolmente trascurate. Grazie.

  2. isabella scrive:

    grazie, Luigi, per questo respiro letterario.. la città ci allontana da tutto questo, ma è importante poterci tornare almeno con la mente… Ho nei mei occhi i bagliori del focolare, ho sentito il profumo della terra bagnata e il lieve gocciolio delle grondaie…grazie
    isabella

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