La colva, nel nome di chi non c’è più. Non l’olio, ma il vin cotto

Quest’oggi si onorano coloro che ci hanno lasciato. Il termine defunti a me non piace, perché anche se profondamente vero, mi ripugna. E’ poco rispettoso verso chi è altrove. Così, visto che ogni luogo ha le sue tradizioni, perché non dare spazio a una ricetta della tradizione? Me la fornisce con una ricca presentazione, Pasquale La Notte. Vi avviso però: manca l’olio extra vergine di oliva. Nessun problema. C’è comunque un ingrediente altrettanto importante, un altro condimento assolutamente da provare: il vin cotto.

Ecco come presenta la “colva” Pasquale La Notte:

E’ la ricetta di un dolce che in alcune località della Puglia si prepara e consuma in occasione della giornata dedicata alla commemorazione dei defunti.

In verità non mi risulta essere molto conosciuto in tutta la regione: Trani, Corato, Molfetta , e la stessa Bari lo ignorano, mentre, pare, sia in uso a Foggia ed a Barletta. Non so nel Salento.

Ricordo, sin da bambino, che da noi, a Bisceglie, era molto diffuso e veniva preparato in tantissime famiglie di ogni ceto.

Oggi un pò meno perché le giovani coppie hanno tralasciato le antiche tradizioni, soprattutto quelle che richiedono fatica ed impegno.

Io cerco di rimanere aggrappato agli antichi valori e costumi per cui ogni anno preparo la colva, che distribuisco a parenti ed amici.

LA COLVA

 

Ingredienti:

– 500 g di grano duro privato del germe e dell’involucro esterno (sono reperibili in commercio confezioni sottovuoto già pronte per l’uso)

– 150 g di gherigli di noce

– 150 g di nocciole di mandorla

– vin cotto di uva ben ristretto

– 1 frutto di melograno

– 200 g cioccolato fondente

– chiodi di garofano e cannella

 

Preparazione:

– Mettere a bagno per almeno 10 ore il grano, dopo averlo lavato sotto acqua corrente

– Versarlo in una pentola, ricoprirlo di abbondante acqua fredda e cucinare piuttosto al dente ( non deve oltrepassare la cottura)

– Scolarlo e depositare in una ciotola di terracotta per lasciarlo raffreddare

– Abbrustolire le nocciole nel forno, senza farle annerire, lasciare raffreddare e poi tritarle minuziosamente nel tritatutto

– Tritare i gherigli con lo stesso metodo

– Macinare, con un normale macinino, sia i chiodi di garofano che la cannella (è preferibile non usare quelli in polvere delle bottigliette perché non hanno più il caratteristico odore)

– Sbriciolare il cioccolato in piccoli pezzettini

– Sbucciare il melograno

– Unire al grano le noci, le mandorle, i chicchi di melograno ed il cioccolato, mescolare bene, aggiungere il vin cotto e amalgamare in modo che il tutto risulti ben intriso. Se di gradimento, aggiungere una spolverata di garofano e cannella

– Servire nelle coppette da macedonia

– Accompagnare con Moscato di Trani fresco

– Esistono anche varianti con l’aggiunta di fichi secchi e chicchi di uva bianca: ritengo che si appesantisca troppo e alteri il gusto del vin cotto

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