Extra vergini d’alta quota, a Montegabbione e Monteleone

Nei giorni scorsi vi avevo accennato a una mia intensa giornata dedicata agli oli in terra umbra. Una giornata trascorsa nella casa di campagna dello scrittore Nicola Dal Falco e della madre Carla, dove ho condotto una degustazione guidata, con assaggi raccontati, esplicitati nella loro evidenza olfattiva, gustativa, chinestetica e tattile. Sono stati assaggi vissuti da me con grande emozione e una piena adesione spirituale, complice un pubblico selezionato di appassionati cultori di oli d’eccellenza. In Umbria, del resto, non potrebbe essere diversamente. E’ terra privilegiata per oli d’alto profilo. Difficile produrne di cattivi. Ogni assaggio un elogio. Un po’ i richiami ai tanti santi vissuti in Umbria, un po’ l’anima dei luoghi che invita alla meditazione, se proprio dovessi definire tali oli, potrei scegliere l’appellativo di “oli da meditazione”. Oli pur d’uso quotidiano, senza dubbio, ma tali da ambire ai piani alti, perché sono risultati davvero unici e peculiari all’assaggio, l’uno diverso dall’altro, nonostante un profilo sensoriale di massima comune, differenti e unici pur se prodotti nello stesso luogo: a Montegabbione, tranne uno, a Monteleone.

Ed ecco, di seguito, la scheda delle aziende recensite con i miei saggi-assaggi.

Ringrazio lo scrittore Nicola Dal Falco per aver organizzato sapientemente l’incontro; e ringrazio l’agronoma Paola Chiappini per aver fornito i dettagli delle aziende produttrici e predisposto, insieme al sindaco del comune di Montegabbione Andrea Ricci, il reperimento dei campioni per l’assaggio. Come pure ringrazio la signora Carla Dal Falco per l’ospitalità e il buon desinare.

Gli assaggi, per la cronaca, sono avvenuti con bottiglie anonimizzate.

AZIENDA IL CORNIETO, di Rita Trincia

Loc. Il Cornieto, a Monteleone d’Orvieto (TR), terreni a circa 450 m slm

Numero piante: 1350, di cui 50% cultivar Frantoio, 20 % Leccino, 20% Moraiolo 10%; e come impollinatore la cultivar Pendolino.

La raccolta è iniziata nell’ultima decade di ottobre.

Imbottiglia il blend e i monovarietali, ed è certificata bio

SAGGIO ASSAGGIO

Il monovarietale Leccino > Fruttato erbaceo di medio leggero, con amaro e piccante armonici e ben dosati, gusto vegetale di carcofo, lieve punta piccante in chiusura.

Il monoviarietale Frantoio > Fruttato erbadceo di media intensità, con amaro e piccante netti, gusto vegetale, nota speziata e sentore di cardo.

Il monovarietale Moraiolo > Fruttato medio, erbaceo, con piccante e amaro netti ma in equilibrio, una buona fluidità e note di cardo ed erbe di campo in chiusura.

 

AZIENDA IL CASTELLO DI MONTEGABBIONE, della Famiglia Piselli

Montegabbione (TR), terreni a circa 550 m slm

Piante: 60% Leccino, 25% Frantoio, 10% Moraiolo, 5% Bianchera, 10% Pendolino quale impollinatore

Imbottiglia un blend

Raccolta tra fine ottobre e primi di novembre

SAGGIO ASSAGGIO

Fruttato medio leggero, erbaceo, dai sentori di mela, gusto vegetale, morbido, sentore di erba di campo e lieve piccante in chiusura

 

AZIENDA LORENZO CECCHETELLI

Montegabbione (TR), terreni a circa 500 m slm

Numero piante: 300, di cui 35% Leccino, 30% Frantoio, 15% Moraiolo, 20% Pendolino

Raccolta a fine ottobre, primi di novembre

Imbottiglia un blend

A produrre l’olio, mi dicono sia la madre, da tutti conosciuta come la Pediatra.

SAGGIO ASSAGGIO

Fruttato erbaceo di media intensità, fresco, vegetale, equilibrato, gusto vegetale, con note di mandorla amara in chiusura.

 

TENUTA CORINI

Montegabbione (TR), terreni a circa 480 m slm

Numero piante: 1400, Frantoio, Leccino, Moraiolo in percentuali uguali, e Pendolino come impollinatore

Raccolta fine ottobre, primi di novembre

Imbottiglia un blend

SAGGIO ASSAGGIO

Fruttato erbaceo dalle note fresche, floreali, con piacevole nota amara e sensazione piccante più accentuata, erbe di campo in chiusura

 

PODERE LE OLLE

Montegabbione (TR), terreni a circa 450 m slm

Produzione certificata bio

Raccolta a metà otobre

Imbottiglia un blend

SAGGIO ASSAGGIO

Fruttato erbaceo dai sentori vegetali di carciofo, amaro e picante ben dosati, buona fluidità e armonia, lieve punta piccante in chiusura.

 

CASA RONDINI, di Franco Giuseppe Burrello

Montegabbione (TR), terreni a circa 450 m slm

Raccolta primi di novembre.

Numero piante: circa 1200, con prevalenza Leccino, Moraiolo e Fantoio in uguale percentuale, e Pendolino quale impollinatore

Imbottiglia un blend. Certificato bio

SAGGIO ASSAGGIO

Fruttato erbaceo di media intensità, con sentori di mandorla ed erbe di campo, gusto vegetale di carciofo, sentore mandorlato in chiusura e lieve punta piccante

 

SOCIETA’ AGRICOLA MARCHINO

Montegabbione (TR), terreni a circa 450 m slm

Raccolta fine ottobre, primi di novembre

Numero piante: circa 700, 60% Leccino, 30% Moraiolo, 10% Pendolino

Imbottiglia un blend, certificato bio

SAGGIO ASSAGGIO

Fruttato erbaceo di media intensità, di buona fluidità, armonico, gusto vegetale con note di cardo, punta piccante in chiusura.

Ed ecco cosa ha scritto in un articolo pubblicato su Teatro Naturale Maria Carla Squeo:

(…)

In alta collina l’olivicoltura non è facile, ma da’ i suoi vantaggi. Agli oli che si ricavano in particolare. Il clima – ha riferito la dottoressa Chiappini – è scarsamente umido, gli attacchi dei patogeni rari, l’ultimo che si ricordi risale al 2004.

Le aziende impegnate non sono tantissime, ma tutte ben sensibili alla questione ambientale. C’è chi ricorre all’agricoltura biologica, chi no, ma senza l’abitudine a ricorrere a prodotti sanitari, perché qui in alto, dicono, la mosca non arriva. Le olive più rappresentative del territorio dell’Alto Orvietano sono per lo più le cultivar Frantoio, Leccino e l’immancabile Moraiolo. Il Leccino in particolare è la varietà che più si è dimostrata resistente alle gelate. Poi c’è la Pendolino, non meno importante perché è tra le cultivar più utilizzate per l’impollinazione.

Secondo le indicazioni fornite dall’agronomo Paola Chiappini, gli oliveti sono specializzati, anche per via dei diversi reimpianti che hanno rimesso in piedi una olivicoltura che necessitava di essere riatttualizzata. I sesti sono per lo più 6×6, il vaso è la forma di allevamento adottata nella quasi totalità dei casi, rari invece i casi di monocono. Anche l’attenzione alla frangitura ed estrazione viene qui ritenuta molto importante, tanto che quasi ogni comune dispone di un frantoio.

Ora, il desiderio di questo territorio così altamente vocato alla qualità ma non ancora conosciuto è di uscire dalla marginalità e ambire a una maggiore fama. Gli oli d’altra parte ci sono tutti, e sono davvero di alta qualità, come ha potuto constatatre il direttore di Teatro Naturale Luigi Caricato, che ha condotto una degustazione guidata muovendosi tra gli oli del 2011 e gli oli dell’olivagione 2012.

La medio alta colline è davvero un punto di forza qui, siamo a una altezza tra i 400 e i 600 metri sopra il livello del mare. La dottoressa Chiappini è stata molto brava a fotografare il territorio, specificando per esempio che sono dai 20 ai 25 kg le olive prodotte per pianta, all’incirca, in funzione delle annate, se più generose o meno. Quando tutto procede per il verso giusto anche la resa in frantoio è buona, tra l’11 e il 18-19%.

(…)

Questa voce è stata pubblicata in Saggi Assaggi, Viaggi. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *