Portami via, portami via con te

Ci vuole cultura. Ripeto: ci vuole cultura. Senza, non si va da nessuna parte. Lo ripeto fino all’ossessione, ma non sembra che a molti interessi. Io però insisto. E, per darvi un’idea di come si possa fare cultura con un occhio aperto all’economia, vi presento una brillante iniziativa lanciata dai sommeliers dell’Ais. Si tratta di “Portami via” ed è una campagna a favore del buon vino. E che senso ha, voi mi direte, segnalare qualcosa inerente al vino in un blog sull’olio. C’è un senso, invece, un grande senso. Sì, perché la stessa iniziativa potrebbe essere portata benissimo avanti con l’olio. Nei ristoranti.

 

Sì, proprio nei ristoranti, dove è così difficile convincere i ristoratori, sempre attenti a risparmiare anche un solo centesimo pur di non acquistare olio di qualità. E invece proponendo l’olio attraverso il consumo, per quel che serve per un pasto, e il resto da portare via non è affatto un’idea peregrina. E’ sufficiente gustare a tavola, aprendo una bottiglia ben sigillata, e poi, quel che resta, lo si porta a casa. L’idea è buona, basta solo crederci. Gli avventori dei locali vanno educati, i ristoratori pure, i produttori debbono insistere e trovare una formula pratica. Io sosterrò tale idea, diffondendola e facendomi tramite di consigli. Che aspettate? Muovetevi!

 

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2 risposte a Portami via, portami via con te

  1. m.rosa scrive:

    Qui da noi in Svizzera questa iniziativa funziona già da qualche anno con soddisfazione da entrambe le parti. Forza, mettetela in pratica anche voi! m.rosa dal canton Ticino

  2. Ciao Luigi, interessante l’iniziativa AIS che coinvolge i ristoranti, peccato però che per il nostro olio ci sia ancora molta strada da fare. Condivido le tue riflessioni ma vorrei spezzare una lancia per i ristoratori se posso nonostante non abbia nessun inteesse per la categoria.
    La questione è commerciale! La differenza tra il vino e nell’olio non è solo nel fatto che l’olio è un condimento e il vino una bevanda conviviale, la differenza è strettamente economica!
    I miei studi tecnici in economia aziendale mi insegnano che essenzialmente l’olio è una Materia Prima il cui corrispettivo per il ristoratore è implicito nel prezzo di vendita della pietanza e pertanto un costo, il vino invece è una mera Merce che rappresenta un’opportunità di guadagno importante per il ristoratore. Tanto è vero che il prezzo di un buon vino non è e non sarà mai un costo puro per il ristoratore ma un’opportunità.
    Finchè findi non viene sovvertito questo principio economico con l’olio il problema con i ristoratori non potrà mai essere risolto e l’olio sarà considerato solo un “peso” in termini di costo.
    Io stesso ho ideato bottigliette miglon da 100 ml per i commensali allo scopo di poter proporre la rivendita al ristoratore, purtroppo è stato un vero fallimento in quanto nessun esercente è riuscito a proporre la confezione sul proprio menù con relativo prezzo.

    Ti chiedo se è possibile di creare un blog come questo rivolto ai ristoratori al fine di martellare la cultura di proporre oli in formato mignon sui propri menù con relativo prezzo.
    In qualche modo ci dobbiamo riuscire, è l’unico modo, invertiamo il concetto economico di olio al pari del vino!

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