A Londra impazza l’olio Napolina. Un finto made in Italy

Mentre in Italia i parlamentari si inchinano, da veri servi del potere, all’impero di sabbia rappresentato da Coldiretti – approvando senza batter ciglio, sia alla Camera dei Deputati, sia al Senato, quanto loro suggerito in materia di oli di oliva, senza minimamente ascoltare il parere autorevole del mondo scientifico – all’estero accade di tutto, senza che nessuno di fatto si impegni e si mobiliti per contrastare una lunga serie di evidenti abusi. Prendiamo quale esempio il caso di Londra, segnalando il brand Napolina, un chiaro ed esplicito inganno perpetuato nei confronti del distratto consumatore, il quale mentre ammira, sul fronte dell’etichetta, il tricolore italiano, solo successivamente si potrà rendere conto che l’extra vergine in questione di italiano ha in realtà solo la bandiera, e in maniera un po’ subdola anche il nome.

Veniamo ai dettagli.

Le foto riportate di seguito sono la testimonianza di un acquisto effettuato nei giorni scorsi a Londra.

In etichetta è posta in grande evidenza, in basso, la rassicurante bandiera italiana, a conforto di un acquisto orientato alla qualità e alla certezza dell’origine.

Leggendo la retro etichetta, si nota tuttavia che il consumatore non viene ingannato del tutto, ma ha ancora qualche chance per difendersi, ammesso che abbia la pazienza di prendere visione anche del retro etichetta.

L’importante, come sempre, è non effettuare un acquisto d’impulso.

L’esempio odierno ci fa comprendere come l’origine italiana eserciti ancora un grande fascino sul consumatore internazionale, almeno per ora. Non sarebbe allora il caso di difendere tale origine, attraverso degli agenti vigilatori? A farlo dovrebbero essere delle figure istituzionali, non certo dei privati cittadini. Perché questo non avviene? Perché non si conducono battaglie vere, anziché fittizie come sta avvenendo in questi ultimi anni a discapito del comparto oleario italiano?

Nel caso specifico, il retro etichetta dell’extra vergine Napolina indica che l’olio è prodotto e imbottigliato in Unione europea. Nella sostanza dei fatti, però, l’olio che evoca sin dal nome del brand, oltre che dal tricolore in bella mostra, l’italianità, viene confezionato in Inghilterra. L’azienda che mette in circolazione il Napolina è infatti un’azienda inglese.

Fin qui la notizia. Presto altre curiosità. Prestate dunque la massima attenzione agli inglesi: hanno troppi interessi sul fronte degli oli. Ve lo spiegherò in un altro post di Olio Officina. Per ora godetevi le immagini di questo extra vergine finto italiano, e meditate, meditate e agite di conseguenza, senza lasciarvi abbindolare da chi vi racconta un mondo che non c’è.

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10 risposte a A Londra impazza l’olio Napolina. Un finto made in Italy

  1. vincenzo nisio scrive:

    ho molte informazioni sulla Sua attività dott. Caricato, e le faccio i complimenti.
    credo molto in quello che fa e credo anche che sia molto costruttivo.
    per questo La seguo con molto interesse.
    il mio intervento non voleva essere polemico, forse il Suo intervento iniziale voleva esserlo – contro chi come Lei si dedica all’ olio nell’ ottica di migliorare.
    la coldiretti non sarà l’unico faro, c’é bisogno di tutto è di tutti, ma è importante farlo insieme e ano critiche costruttive e leali.
    complimenti a Lei, e se potessi aiutarla in qualcosa non esiti a contattarmi, sarò lieto di collaborare.

  2. vincenzo nisio scrive:

    secondo me il dott. caricato è tesserato coldiretti…!?!
    ne parla praticamente (se pur male) ogni qual volta ne ha la possibilità…
    anche io lavoro nell’olivicoltura da qualche annetto, ed a me pare che questa associazione di categoria si sia messa contro il mondo intero per aiutare e difendere i consumatori ed il made in italy.
    pare che sia molto attiva nella divulgazione dell’alta qualità italiana e nella sensibilizzazione dei consumatori ecc.. ecc..
    Lei esordisce con questo articolo dopo che la coldiretti, sul proprio sito, ne ha pubblicati centinaia già da qualche anno…è in ritardo dott. Caricato!
    e poi volevo chiederLe: ma cosa vuole dire quando dice di ascoltare il parere autorevole del mondo scientifico???? Ma sa che coldiretti ha esaltato degli studi fatti da docenti universitari in materia di olivicoltura e li ha (per esempio) discussi presso il palazzo Rospigliosi varie volte????
    probabilmente i parlamentari hanno capito che solo il made in italy ci è rimasto ed hanno trovato in coldiretti il migliore supporto professionale al quale appoggiarsi per tutelarlo.
    saluti

    • Lei ha ragione, Vincenzo Nisio. Mi sa che io invece ho torto marcio, come si suol dire.

      La Coldiretti effettivamente è l’unica realtà che di fatto ha cambiato il volto all’Italia. Solo che pur avendo torto marcio, io, ed essendo, come lei giustamente dice, in grave ritardo rispetto a quanto ha fatto la Coldiretti per il Paese, io – è più forte di me, mi creda – nel volto dell’Italia che Coldiretti in tutti questi anni ha cambiato, io non mi ci vedo.

      In bocca al lupo, e complimenti. Sono certo che la Coldiretti sarà l’unico faro per le generazioni future.

      Io, insieme con chi crede nel mio paziente, quotidiano e incessante lavoro, andrò avanti in solitudine per una strada diversa. Senza rimpianti.

  3. Daniela Vannelli scrive:

    …sarebbe interessante sapere il prezzo di vendita dell’olio in argomento confezionato in bottiglia da 1 litro !!!

  4. giovanni scrive:

    Se conosce gli oli come le bandiere…allora può mangiare castrol sull’insalata!

  5. joachim scrive:

    tragico che uno non può differenziare tra una bandiera ed una fusciacca. vuol dire che anche tutti gli ufficiali dello stato civile in italia non sono dell’italia ma dell’ungheria?

  6. Paolo Digaetano scrive:

    se si guarda bene anche la bandiera italiana è fittizia, si perchè noi abbiamo i colori in modo trasversale (verde bianco rosso partendo da sinistra) mentre quella in etichetta li riporta in modo longitudinale (verde bianco e rosso partendo dall’alto), in pratica la bandiera dell’Ungheria invertita nei colori. Vista la similitudine tra molte bandiere la forma e la disposizione vanno rispettate e questa non le rispetta, anzi è pure inventata.

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