Un check-up completo per gli oli italiani

Qual è lo stato di salute degli oli italiani? Me lo ero chiesto qualche anno fa, nel 2007 per l’esattezza, per un’inchiesta sul settimanale “Teatro Naturale”. Oggi il tema può essere riproposto e a mio parere, nonostante alcune novità sul fronte legislativo, c’è ancora molto da riflettere su dove stia andando il comparto oleario italiano. Il fatto è che noi abbiamo uno sguardo fermo ai nostri piedi, non abbiamo più voglia e desiderio di andare al di là del nostro orticello. Siamo ancora convinti di essere al centro del mondo, ma è veramente così? O forse ignoriamo il fatto che si viva in un mondo completamente diverso, in cui i singoli Paesi non hanno più un mercato a propria immagine, ma si aprono a scenari del tutto nuovi, con i quali è urgentemente necessario confrontarsi. Ecco i riscontri di quella mia indagine.

LO STATO DI SALUTE DEGLI OLI EXTRA VERGINE DI OLIVA ITALIANI

 

> LA PAROLA AI SELEZIONATORI DI QUALITA’ E AI BUYER

> LA PAROLA AGLI ESPERTI ASSAGGIATORI

> LA PAROLA AI RICERCATORI

> LA PAROLA AI CONSUMATORI

 

 

 

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Una risposta a Un check-up completo per gli oli italiani

  1. Fausto scrive:

    Ho letto e riletto. Su alcune valutazioni dissento, su altre devo dire che ho fatto fatica a capire cosa volessero dire i signori intervistati con giro di parole in italiano precario e confuso. Ma nella maggior parte credo si siano dette cose molto sensate , anche se datate. Forse la situazione e ancora leggermente migliorata rispetto ad allora-2007- all’oggi -2012- . Tra tutti gli intervenuti concordo in toto con quanto a scritto Donati Creti. Rimane una questione centrale la perfetta conservazione ,oggi punto dolentissimo e mal affrontato dai piú. Tempo fa ricordo dissi , in un mio post, che dovremmo rapportarci all’olio come una madre si rapporta ad un figlio che dovesse nascere albino. Mai lo esporrebbe al sole, mai alla luce. Mai al caldo. In piú all’olio evo fa male anche l’aria bella profumata e sempre… troppo ossigenata per l’evo. Sul crio-olio credo possa valere lo stesso discorso che vien fatto, nello stesso identico modo, per i mieli che debbano andare in gare di degustazione, vengono congelati appena estratti dai favi. In questo modo si riescono a legare ai prodotti che temomo evoluzioni temporali i loro reali valori salutari ed aromatici delicatissimi e fragili ., ma su questo mi pare ci sia molta strada da fare. 🙂

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