Accade in Austria. Salviamo l’onorabilità dell’olio Garda Dop

Solo un attimo, voglio vederci chiaro. Leggo quel che tutti possono leggere? Polpenazze del Garda? Proprio così. Insomma, a leggere l’etichetta ci troviamo di fronte a una bottiglia piuttosto equivoca. Come è possibile vedere in bella mostra il riferimento a un luogo di produzione che non lascia spazio a equivoci, senza che vi sia il bollino della Dop? In questo modo si mette in ginocchio ogni sana regola commerciale. Si offende l’onorabilità degli olivicoltori gardesani. Vediamo un po’ di che si tratta. Un olio extra vergine di oliva viene venduto in Austria, calpestando spavaldamente ogni sana regola commerciale. Esagero? No. L’Austria – voi che fedelmente mi seguite ogni santo giorno e siete molti bravi in geografia – non si trova forse in Unione europea? Anche in questo bel Paese vigono i regolamenti di ciascun Paese membro, vero? E allora perché non manca l’indicazione della Dop Garda in etichetta?

Polpenazze del Garda si trova in Lombardia, ed esattamente in provincia di Brescia. Un’area in cui appunto ricade la denominazione di origine protetta Garda. Perché allora accade questo? Perché una bottiglia può fare esplicito riferimento a un territorio specifico senza che accada nulla?

Non sarebbe il caso di intervenire a difesa e a tutela del buon nome del Garda?

Non è il caso di far qualcosa a vantaggio dei produttori che decidono di garantire il consumatore attraverso il ricorso alla certificazione della Dop?

Non è il caso che vengano garantiti i consumatori circa la reale provenienza di un olio extra vergine di oliva?

L’olio in questione è a firma Conte De Cesare. Ovviamente, secondo quanto si legge nel sito dell’azienda l’olio è ottenuto esclusivamente da olive selezionate con cura, raccolte a mano, e ovviamente italiane.

Come notate dalle immagini, compare in bella mostra l’adesivo HS, la certificazione High Standard della Corporazione dei Mastri Oleari. E’ un riferimento autentico?

Nel sito aziendale di Conte De Cesare si fa esplicito riferimento alla collaborazione di circa 150 olivicoltori italiani. Non uno di più né uno di meno: 150 tondi tondi.

Un olio d’eccellenza? Non abbiamo avuto modo di degustarlo.

Nel testo contenuto nel sito internet si fa riferimento al CSQA, a sostegno e giustificazione del più alto valore nutrizionale dell’olio Conte De Cesare.

E’ una notizia fondata?

Sempre nel sito si fa esplicito riferimento ad aspetti salutistici specifici.

L’olio? Lo si trova in bottiglie da 250, 500 e 750 ml.

 

Conte De Cesare è solo un marchio, non esiste in etichetta alcun riferimento fisico.

Chi fornisce materialmente l’olio?

Chi lo confeziona?

Chi sono i 150 olivicoltori dichiarati?

Vogliamo nomi e cognomi, finché esiste la serietà.

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7 risposte a Accade in Austria. Salviamo l’onorabilità dell’olio Garda Dop

  1. Fausto scrive:

    Fausto Delegà Ho letto,Luigi, il tutto con attenzione . Condivido diversi dei post pubblicati,, da Franzini a Massimo Occhionegro, e il titolo da te usato è chiarissimo , centratissimo. Tra stupiditá e rispetto. Eccoli i due grandi argini in cui corre la vicenda che è di una tale leggerezza operandi che per forza arriva a rasentare la reale o presunta cialtroneria commerciale, ovviamente punita , il non parlarne sarebbe stato un po’ come mandare al macero ciò che le DOP cercano con immenso sforzo di fare da anni. Conosco bene la realtá austriaca perchè io a Vienna ci vivo e tu lo sai. Proprio qui, anche qui, ci sono i furbi. Eccome. Anche qui si sbandierano in etichetta i nostri colori nazionali spesso per confondere una clientela che sull’olio evo deve ancora far molta strada nel capire, comprendere, apprezzare il canto dell’olio che a volte può risultare stonato ad orecchio poco educato. E se in questo canto alto come dovrebbe essere quello dell’evo qualcuno cerca di far passare una buona mazurca per la quinta di Mahler la cosa non può essere taciuta. Questo hanno fatto l’uso leggero, e oculato , di nomi geografici ,di bandierine e di scritte “Hergestallt” messe bene in evidenza, e stanne certo nessuno in Austria si è chiesto il perchè della assenza del marchio DOP , perchè qui siamo all’ abc dell’evo, non all’universitá. Qui si conosce benissimo il Gardasee? Qui è ancora facile ciurlare nel manico tra falsi aceti balsamici tutti creduti come modenesi, o Parmesan venduto per tale ai mercatini con in crosta il marchio Padano o Trentingrana, e sugli oli evo sui quali più che cultura reale esiste una sorta di nozioni da Grand Hotel, la nota testata del fotoromanzo italiano. Ecco dove ha centrato il suo obbiettivo il blasonato nomignolo da GDO che ha cercato il colpaccio, cavalcato l’onda ,che però questa volta si è rotta creando questo grande schiumone che tutto confonde e non fa bene a chi come me ed altri qui lavora giorno per giorno per spiegare che l’amaro e il piccante sono pregi di un olio evo e non difetti, che l’olio evo è un prodotto vivo e delicatissimo, che può leggere un terroir e quando lo fa lo deve dire ad alta voce, scrivere in grande e non con nomignoli raffazzonati come un guardone che coglie i suoi soggetti nel loro intimo con il tranello, l’inganno , e senza il loro consenso.

  2. Guidalberto di Canossa scrive:

    Pare quasi ridicolo contestare che il luogo di provenienza (Polpenazze del Garda) venga indicato proprio perchè la DOP Garda indica un prodotto di qualità e per indurre il consumatore a credere quello che si desidera: purtroppo il caso di etichette ingannevoli non è l’unico.
    In altri settori la pubblicità ingannevole viene punità in modo severo: questo dovrà avvenire anche nel comparto alimentare.
    E mi sento ingannato ed imbrogliato sia come consumatore che come produttore di olio Garda DOP: ben vengano le azioni di controllo e, ove necessario, di repressione.

  3. vito nuzzi scrive:

    E bravo il nostro novello Don Chisciotte, paladino degli olivicoltori gardesani!
    A quando una simile, approfondita indagine sull’olio ligure, su quello toscano
    o emiliano; oppure ancora – più in generale – sui milioni di bottiglie “extra vergine”
    venduti nei Supermercati ad Eu. 2,90= la bottiglia da 0,75?
    Sono che il nostro avrebbe il suo da fare per i prossimi 20 anni!
    vito nuzzi

  4. Anonimo scrive:

    se vi interessa l’intestatario del sito http://www.contedecesare.at è il seguente:
    personname: Michael Hoermann
    organization: Ed. Haas Naehrmittel GmbH

    Serve l’indirizzo?

  5. T. P. scrive:

    Però! C’è da rimanere a bocca aperta.
    Leggendo l’etichetta si nota il luogo di confezionamento: via Rosario 22, Polpenazze del Garda; cliccando sul motore di ricerca, Google ci porta alla seguente azienda: Frantoio Valtenesi: http://www.frantoiovaltenesi.org/prodotti-e-servizi

    • Certo, sappiamo chi è il confezionatore. E intanto, ecco il parere esperto di un giurista al riguardo.
      Si tratta di una fonte attendibilissima e professionalmente competente e preparata:

      sembra evidente l’evocazione della DOP Garda, evocazione sanzionabile ai sensi dell’art.2 comma 2 del D.lgs 297/2004, qualora il prodotto venga imbottigliato in Italia.
      Ove l’imbottigliamento avvenisse in Austria bisognerebbe intervenire presso la Commissione Europea ed il Governo Austriaco
      “.

      Di conseguenza, essendo l’imbottigliamento avvenuto in Italia, il confezionatore è sanzionabile in Italia dai nostri organi competenti.

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