La comunità degli oliandoli, a partire dalle catacombe

Oggi su facebook rispondo a un signore nato a Lecce come me, Aldo Cannoletta, che a proposito di olio da olive scrive: “Purtroppo si parla poco dell’olio di qualità evo, di produzione italiana, in assoluto il migliore, nonostante sia l’alimento principe della cucina giornaliera di tutti”. E io a ribattere: “Per fortuna che se ne parla tanto, invece. Nelle nostre valutazioni occorre rapportarci sempre al passato, e non ai nostri, pur legittimi e comprensibili, desideri futuri. Quando io molti anni fa ero nelle catacombe a evangelizzare le masse con la valorizzazione di un alimento unico come l’olio extra vergine di oliva, i più erano ignari di cosa fosse l’olio ricavato dalle olive. Mai dimenticare il passato. E io sono orgoglioso che attraverso il mio costante e immancabile lavoro quotidiano abbia contribuito da diversi decenni a favorire un cambio di marcia”. Noi delle catacombe ne siamo fieri, come lo è per esempio l’amico Francesco Visioli, il quale in periodiche conversazioni via email mi scrive evidenziando le tante novità, come quella emersa di recente in Spagna, Paese in cui lui lavora. Un’azienda lungimirante, che ha un ufficio due piani sopra il suo, oggi produce idrossitirosolo puro: il Seprox Biotech.

Con questa azienda Visoli collabora pure. “Se tutto va bene – dice – in autunno avremo i dati di come l’idrossitirosolo modifica – se modifica – le proteine dell’organismo. Questa azienda all’avanguardia, ha depositato tra l’altro un brevetto sull’HIV. Ci stanno lavorando davvero”, aggiunge il professor Visioli.

“La sintesi chimica la fanno a Murcia, con un processo tracciabile e senza grosso uso di prodotti tossici. Faremo anche esperimenti, a Francoforte, su Parkinson e invecchiamento cerebrale. Dico ‘faremo’, ma in realtà lo farà della gente in gamba che conosco e che metto in contatto con Seprox”.

Ecco dunque i frutti di chi è stato nelle catacombe per anni, e talvolta continua a starci, nel silenzio delle istituzioni e della società, occupandosi di olio da olive nel silenzio generale, ma poi, come sempre succede, si vedono i frutti.

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Una risposta a La comunità degli oliandoli, a partire dalle catacombe

  1. Giulia scrive:

    Ammiro Lei e il professor Visioli per la sensibilità che dimostrate nei confronti di temi spesso trattati con eccessi d’enfasi, e spesso forzando anche le attenzioni dei media, senza dimostrare la necessaria prudenza prima di essere certi dei riscontri scientifici. Grazie. Infinite grazie.

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