Italia e Russia. Un legame antico nel nome dell’olio

Tenete in mente questo nome: Giovanni Presta. Si tratta di un medico salentino di Gallipoli (24 giugno 1720 – 18 agosto 1797) appasionato cultore d’olio. Di lui si ricordano in particolare tre importanti opere: Memoria su i saggi diversi di olio e su della ragia di ulivo della penisola salentina messi come in offerta a Sua Maestà Imperiale Caterina II, la Pallade delle Russie (1786); Memoria intorno ai sessantadue saggi diversi di olio presentati alla Maestà di Ferdinando IV, Re delle due Sicilie, ed esame critico dell’antico frantoio trovato a Stabia (1788); e Degli ulivi, delle ulive e della maniera di cavar l’olio (1794). E’ stata una figura di primo piano, tant’è che il suo corpo è sepolto nella Cattedrale di Gallipoli, la sua città. Oggi che sono in Russia, a San Pietroburgo, penso a lui, alla sua bella iniziativa con cui ha coinvolto addirittura l’imperatrice Caterina II. Sapete cosa è arrivato a chiedere alla sovrana?

Oltre ad aver dato in omaggio copia della sua pubblicazione, Giovanni Presta fece inoltre avere, insieme alla sua opera, Memoria su i saggi diversi di olio, anche alcuni campioni con le varie tipologie di olio di cui lui è stato il produttore. Non solo, Presta invitò pure l’Imperatrice a diffondere il messaggio contenuto nel suo libro, così da far conoscere l’olio ricavato dalle olive e le sue preziose proprietà. E ora, a onorare, l’impegno del Presta, una delegazione di italiani, tra cui io, siamo da domenica in missione, intenti a evangelizzare il popolo russo al consumo di oli da olive. Riusciremo nel nostro intento?

L’impegno del Ceq c’è. Il Consorzio di garanzia dell’olio extra vergine di oliva di qualità ce la mette tutta. L’impegno è massimo, ed è anche tra i più qualificati che si possano immaginare e desiderare.

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