Una domenica bestiale

Si può andare in una trattoria a Milano e trovare ancora le oliere sui tavoli? A me sembra un passo indietro nella civiltà, tanto più che dal 2006 sarebbero anche vietate. E i controlli? Dove sono i controlli? Perché non si fa piazza pulita delle oliere? Inutile dirvi che l’olio che ho degustato era una brutta Picual. Nulla da rimproverare alla Spagna, ma al ristoratore sì. Ha senso scegliere per il condimento a crudo un olio dalla qualità senza particolare pregio? Ma soprattutto: perché ancora insistere con le oliere? Basta, torniamo alla civiltà.

Sì, proprio una domenica bestiale, ma almeno, per chiudere in bellezza, lasciatevi catturare dalla deliziosa canzone di Fabio Concato.

Questa voce è stata pubblicata in Buoni o cattivi?, Stop alle oliere. Contrassegna il permalink.

14 risposte a Una domenica bestiale

  1. Olio Pugliese scrive:

    Per quanto riguarda la mia esperienza, ispettori dei NAS e ASL mi hanno comunicato che non possono sanzionare i ristoratori in merito ai probabili rabbocchi in bottiglia in quanto paradossalmente è necessario avere a disposizione una quantità consistente di campioni olio da analizzare, sigillati secondo normativa vigente. Se così non fosse le analisi sarebbero nulle. Giusta la legge, ma trovato l’inganno!!! Quindi non vengono effettuate le analisi sull’eventuale olio rabboccato in bottiglia.
    Nei punti vendita inoltre da quest’anno il ministero non paga i rivenditori dell’olio prelevato per le analisi di routine, di conseguenza essendo doversi prelevare molte bottiglie dello stesso olio… niente controlli e analisi!!!

    In merito invece all’uso delle oliere si dovrebbe sanzionare a prescindere la qualità del prodotto.

  2. Le oliere a tavola??? andate a controllare i fusti in cucina…oli esausti 10/40 per autotrazione!!!

  3. Michele scrive:

    OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVE PUGLIESI 10ML-ACETO BALSAMICO INVECCHIATO DI MODENA IGP 10ML SPEDIZIONI IN TUTTA ITALIA
    sono perfettamente conformi ai requisiti di etichettatura imposti dalla Legge n.81/2006 per le attività di somministrazione di alimenti: ristoranti, pizzerie, agriturismo, catering, hotel, self service, mense aziendali e tutte le altre strutture collettive di ristorazione.http://www.chrea.it/

  4. Michele scrive:

    A Taranto le oliere le stanno sostituendo con le monodose CondiRè che si Acquistano on-line. OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVE PUGLIESI 10ML-ACETO BALSAMICO INVECCHIATO DI MODENA IGP 10ML
    SPEDIZIONI IN TUTTA ITALIA sono perfettamente conformi ai requisiti di etichettatura imposti dalla Legge n.81/2006 per le attività di somministrazione di alimenti: ristoranti, pizzerie, agriturismo, catering, hotel, self service, mense aziendali e tutte le altre strutture collettive di ristorazione.

  5. Francesca scrive:

    Wow, conosco solo due persone che si azzarderebbero a dire con certezza la cultivar di un olio dal solo suo assaggio…! Ora ne conosco un’altra. Complimenti!

    • Giulia scrive:

      Anche gli asini possono riconoscere un olio Picual all’assaggio. Non e’ cosi’ difficile, in Spagna la varieta’ Picual domina la scena in una percentuale elevatissima. Diciamo che e’ una delle poche certezze della vita. Il guaio e’ che i consumatori italiani sono cosi’ abituati alle sensazioni di oli Picual di minore qualita’ da non accorgersene nemmeno
      Asini nel senso bonario, evidentemente.

    • Ti piace vincere facile? Con la Picual lavorata come prodotto di massa si può

  6. Massimo scrive:

    La mancanza di controlli sullo specifico problema dell’olio nei ristoranti, oltre alle oliere sussiste il grosso problema dei rabbocchi, e’ inspiegabile. Alle volte ci si trova anche olio di semi. Si badi bene i controlli nei ristoranti ci sono ma mai che riguardino l’olio di oliva nonché i liquidi di frittura. Sicurezza alimentare e’ anche questo usare e non usare e riusare scadenti oli vegetali oltre che guardare allo stato di conservazione degli alimenti.

  7. joachim scrive:

    ma la m**** nelle buste è meglio?
    scusate ma è un’argomentazione del c****!

    un ristorante che lavora con roba che a schifo la trova in tutte le confezioni!
    e una domande di cultura e non della confezione!

    • Daniele scrive:

      No! È meglio un olio buono in una confezione a norma di legge. Non mi sembra molto difficile da comprendere.

    • massimo scrive:

      Joachim, lei ha ragione. Molto spessissimo sono usati oli , a mio parere, scadenti, anche nelle bustine monodose. E’ un problema di mentalità, ci si adegua alle richieste dei clienti che vogliono spendere poco perchè banalizzano l’uso dell’olio extra vergine di oliva alla pari di una maionese o di un ketch-up. Così anche in quel canale (catering) si spinge sul prezzo e pur di risparmiare (su 10 ml!) le aziende usano oli spagnoli di basso costo replicando l’esempio delle offerte a basso prezzo della GDO. Occorre education dei consumatori e dei rivenditori che purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, non capiscono nulla o quasi. Chi vende olio cerca in ogni modo di avere valore aggiunto, anche differenziando le confezioni, sfruttando nuovi canali eccetera, ma poi si scontra con la realtà. A quel punto la “bustina” diventa comunque un veicolo pubblicitario del marchio anche se di un prodotto..scadente si, ma non per il consumatore che lo apprezza perchè “amabile”.

  8. Daniele scrive:

    Purtroppo è un male comune, sono Umbro e qua ancora ci sono ancora tanti di quei ristoranti impuniti con oliere che è davvero uno scandalo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *