Tra il sublime e lo scandaloso, pietà per l’extra vergine

Chissà che libro sarà Extra Virginity. The Sublime and Scandalous World of Olive Oil. A scriverlo è stato Tom Mueller, giornalista e scrittore americano, ma italiano ormai d’adozione, avendo sposato una ligure. Il titolo è piuttosto evocativo, ma anche l’ampio reportage pubblicato sul “New Yorker” qualche anno fa non è da meno: “Slippery Business: The Trade in Adulterated Olive Oil”. No, io mi astengo da ogni giudizio. Non accolgo con piacere l’atteggiamento scandalistico tanto caro all’autore.

Chi mi conosce sa quanto pesi la mia libertà di pensiero e la severità di giudizio nei confronti di chi si prodiga in affari loschi. Sull’olio ricavato dalle olive hanno speculato e continueranno a speculare in tanti, ma da qui a farne un capolavoro di frodi, truffe e sofisticazioni mi sembra piuttosto ingeneroso.

Io continuo per la mia strada, lavorando per una sana cultura dell’olio di oliva. Altri vadano pure per la strada che riterranno più opportuna. So per certo che costruire qualcosa di buono è difficile, e io francamente mi sento un bravo e coraggioso costruttore. Ho fatto la mia buona parte, e continuo a farla. Con l’autore ho avuto scambi polemici su “Teatro Naturale”. Il libro, intanto, per chi vorrà leggerlo uscirà in dicembre per la W. W. Norton & Company.

 

 

Questa voce è stata pubblicata in Buoni o cattivi?, Libri. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Tra il sublime e lo scandaloso, pietà per l’extra vergine

  1. Gilberto Celletti scrive:

    E se invece di etichettare con basso qualunquismo il libro di Muller come un'”americanata” ci fermassimo un secondo a pensare quanta piqual spagnola viene ancora oggi deodorata e rivenduta nei nostri supermercati italiani e fatta passare come ottimo-delicato extra vergine italiano-ligure? solo calunnie? mha i NAS ogni giorno ne trovano navi cisterne piene.
    Piuttosto impariamo ad assaggiare e a riconoscere gli odori, le provenienze, gli abbinamenti.
    Poi ognuno deciderà in coscienza (e con mano al portafoglio) quale sarà l’olio del bacino del mediterraneo che più gli aggrada/conviene.
    Ben venga ch qualcuno scriva un romanzo su questi argomenti “scomodi” (per i produttori/commercianti scorretti).
    Truffare è comunque sempre sbagliato (e reato penale).
    Da ultimo ricordo che i medi-piccoli-piccolissimi produttori di O.E.V. italiani subsiscono gli effetti catastrofici dei suddetti “produttori/commercianti” che drogano letteralmente il mercato con prezzi al pubblico irreali se rapportati al reale costo produzione di un buon olio italiano.
    Cordialità.

    • Contro le azioni truffaldine sempre, e nel medesimo tempo spazio al libero mercato, purché sia un mercato che rispetti l’etica. Da qui a a fare sensazionalismo però ce ne vuole. Non demonizziamo la Picual. Anche questa varietà da’ ottimi oli, se lavorata bene. E soprattutto non facciamo demagogia, visto che intorno all’olio s ene fa tanta.

      Con queste premesse anche il libro di Mueller va benissimo; ma non giudichiamo, nè in positivo, nè in negativo un libro che non è ancora uscito.

      Noi italiani dobbiamo invece alzare la testa e renderci conto che stiamo arretrando. Non basta l’impegno di pochi per salvare il comparto, è il sistema Paese che sta affondando, e le responsabilità sono colettive.

      Ritorno infine sul fatto che l’appello a un comportamento etico deve necessariamente riguardare tutti, nessuno escluso

  2. Iole scrive:

    Tutta questa corsa allo scandalo mi sembra improduttiva e deleteria. Non capisco le intenzioni dell’autore. Lessi a suo tempo l’articolo, e rimasi perplessa. Oggi mi riaffiara alla mente qualche dubbio. Speriamo non sia la solita americanata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *