L’olio del territorio? Va accolto soprattutto dal territorio

Alla seconda edizione di “Agrimed Montagna” si parlerà quest’anno di impresa in agricoltura, di montagna e di valorizzazione dei territori e delle produzioni agroalimentari di qualità. Ci sarò anch’io a Roccadaspide, in provincia di Salerno, nei giorni 28, 29 e 30 ottobre. Il tema che mi hanno affidato? “Comunicare la qualità per promuovere i territori”. Si possono spendere tante belle parole sull’argomento, ma se non vi è un territorio recettivo, a poco servono le buone intenzioni e gli esperti di marketing e comunicazione.

Sicuramente uno dei grossi limiti del nostro Paese consiste proprio in questo: nell’indifferenza dei territori verso il proprio territorio. Se ci pensate, è sempre così. Si parla, si parla, si parla, ma poi a conti fatti restano le vuote parole. Flatus voci.

E’ sufficiente pensare a quanto accade con gli oli extra vergini di oliva a marchio Dop o Igp. Tutti osannano il territorio, ma poi vai nel ristorante del paese e non trovi l’olio dei produttori locali, vai nel negozio di prossimità e non trovi l’olio dei produttori locali; vai nei supermercati del territorio e non trovi l’olio del territorio. Figurarsi. Basta in fondo poco, ma quel poco non interessa ad alcuno. E come sempre è la solita storia, e a poco servono le buone intenzioni.

Cosa dirò sabato 29 ottobre nel corso della mia relazione? Sto preparando il testo in questi giorni. Darò utili consigli, ma questi dovranno poi essere accolti e sostenuti con convinzione, altrimenti sarà solo un gioco di parole, di belle parole, ma solo parole, non fatti concreti.

 

Il luogo: sabato 29 ottobre 2011 – ore 9.30; aula consiliare – municipio di Roccadaspide.

Le informazioni: Segreteria organizzativa Stapa-CePica Salerno, tel. 089.2589136

LE RELAZIONI

ore 9.30

Germano CIPOLLETTA – Esperto di marketing

“La qualità dell’agroalimentare e dei territori in Campania: i marchi di riconoscimento (DOP-IGP-BIOLOGICO- MARCHI AMBIENTALI, etc.) e le strategie di marketing”

10.30

Giancarlo DALL’ARA – Università degli studi di Perugia

“I prodotti agroalimentari di qualità come risorsa di sviluppo turistico delle aree interne”

ore 11.00

Luigi CARICATO – Direttore di Teatro Naturale

“Comunicare la qualità per promuovere i territori”

ore 11.30

Bruno DANISE – Dirigente STAPA – CePICA Salerno

“Gli interventi del PSR a sostegno delle produzioni di qualità, della promozione dei prodotti a marchio e della valorizzazione del territorio”.

ore 12.00

Mario MIANO

Assessore all’Agricoltura – Provincia di Salerno

“Conclusioni”

Moderatore: Attilio Romita

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4 risposte a L’olio del territorio? Va accolto soprattutto dal territorio

  1. alessandra scrive:

    Buongiorno direttore, purtroppo non potrò essere presente a questo interessantissimo appuntamento, ma spero che avrà la bontà di voler dare qualche spunto anche a chi non ci sarà stato. L’argomento è molto interessante e lei, come sempre, mette il dito nella piaga!Comunicare la qualità sì, concordo, ma, come sacrosantamente lei afferma, il territorio deve essere recettivo! La mia personale esperienza di azienda agricola produttrice di olio extravergine, operante sul territorio da oramai quattro generazioni (anche se è solo l’ultima ha intrapreso la strada dell’olio) rispecchia in pieno quello che lei ha sunteggiato, mentre, a dire il vero, non mi ritrovo nel quadro prospettato da Massimo. Volevamo entrare, soprattutto, nel nostro territorio e parlo della Calabria, per tutti i motivi da lui esposti, ai quali mi sento di aggiungere anche una particolare affezione, un sentire di star perseguendo una qualcosa di buono prima di ogni altro luogo ‘in casa propria’ ed invece? invece è accaduto proprio quello che lei descrive…dalla ristorazione, ai negozi, ai privati!Perché? ho provato a darmi delle risposte, la sola che mi convince un po’ è che ancora non si ha, almeno nella mia regione, un’idea chiara di cosa sia un olio di qualità (e so che leggendo questo, in molti storceranno il naso). Ognuno ha un parente, un amico, o se stesso che produce, e produce un olio che ritiene essere il migliore, e quando si scontra con un altro olio (molto diverso) non si pone domande, ma ha solo risposte: non è un olio buono. Perché allora, oli buoni di altre regioni riescono a entrare, sia pure molto marginalmente, nel nostro territorio? Perché hanno il lasciapassare rappresentato da una tradizione di qualità!ci sono regioni e regioni! la Puglia, la Sicilia, la Toscana, l’Umbria, la Liguria, anche le Marche sono compatte nel sostenere un proprio prodotto, nel recuperargli una storia e un’appartenenza e nel difenderlo, in primis accogliendolo nel proprio territorio…non voglio dire altro…sono tempi in cui è meglio non lasciare spazio all’amarezza! Ci faccia sapere, direttore!

    • massimo scrive:

      La Calabria solo da poco sta recuperando il tempo perso. E’ ancora purtroppo territorio di molti lampanti come lo è , d’altra parte, il Salento. Le difficoltà ci sono , nessuno le nega , ma alla fine chi ha testardaggine la vince. Non creda che la Puglia sia migliore rispetto alla Calabria. In ogni regione ci sono persone che recepiscono ed altre che invece si ostinano a rimanere chiusi nel proprio credo.
      Il lavoro è sicuramente più arduo ma alla fine paga. Non si parla solo di teorie ma di pratica. Non bisogna mai scoraggiarsi nel portare avanti qualcosa in cui si crede e l’entusiasmo non deve mai mancare.

      • alessandra scrive:

        Grazie Massimo! fa sempre molto bene sentirsi parte di un gruppo che crede in qualcosa e che persevera per praticare il suo credo! A noi Calabresi la testardaggine non manca, purtroppo a volte la applichiamo male. Io amo profondamente la mia regione e forse proprio per questo soffro molto per le sue lacune, ammiro la Puglia la Sicilia e le altre regioni che stanno dando lustro al nostro Sud e non per una questione campanilistica ma perchè credo che possano apportare valori e cultura che possono e debbano dare un contributo all’unità d’Italia, io continuerò a lavorare caparbiamente e a ringraziare te e tutti quelli che continuano ad incoraggiarmi pur sapendo che la stradua è ardua! Grazie di cuore

  2. massimo scrive:

    Caro Luigi, cosa dirti, hai perfettamente ragione. Nell’edizione di 3 o 3 anni fa di Olio Capitale , come ricorderai spiegai che il primo territorio da conquistare per le DOP fosse costituito dal proprio territorio. Ebbi la netta sensazione che la platea rimase basita da tale affermazione. D’accordo, “Nemo Propheta in Patria” ma noto che spesso i piccoli produttori di oli eccellenti vanno piuttosto alla ricerca di vendere il proprio prodotto in mercati lontani, sostenendo costi più elevati e spesso anche rischi su crediti più elevati.
    Spiegai, non ricordo se anche in quell’occasione, che dovrebbe attuarsi quella che io chiamo la strategia dei cerchi concentrici o del sasso nello stagno. Regola n. 1, affermare il proprio prodotto nel proprio territorio, costa poco in termini di marketing. N. 2 estendersi ai mercati limitrofi. Solo in questo modo è possibile attuare un marketing concentrato e perciò efficace.
    Credo che prevalga la voglia di mettere le bandierine (ricordate Emilio Fede in una vecchia tornata elettorale) nei vari Paesi per inorgoglirsi e dire, vendo il prodotto in Germania o in Francia. In questo modo non si creano legami stabili ed il successo può essere effimero.

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