“Avete mai mangiato una gregada?”

“Calamari e patate tagliati a fettine, disposti a strati in una teglia con un pizzico d’aglio, prezzemolo, sale e pepe, una spruzzata di vino bianco, un filo di pregiato olio d’oliva e succo di limone, il tutto servito caldo dopo un’ora di cottura in forno? Gli immigrati greci portarono con sé questa ricetta oltre duecento anni fa, quando vennero a cercare fortuna a Trieste e vi si stabilirono”.

E’ l’incipit con cui ha inizio il libro di Veit Heinichen e Ami Scabar, Trieste. La città dei venti, edizioni e/o. Il virgolettato è di Heinichen, ma all’interno del volume le ricette, tutte le ricette, sono della Scabar.

Ho letto il libro con gran gusto, mi era stato donato dai produttori aderenti al Consorzio di tutela della Dop Tergeste, lo scorso marzo in occasione di Olio Capitale. Ho anche provato alcune delle ricette: è proprio vero, come dice Heinichen, la cucina triestina è l’espressione di più anime.

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2 risposte a “Avete mai mangiato una gregada?”

  1. Valentina scrive:

    Questo piatto mi giunge nuovo, non mi meraviglio…chissà se una vita mi basterà per conoscere un pò di tutto!! Quando ho letto la successione degli ingredienti non so perchè mi figuravo un piatto freddo, invece nella preparazione vedo che passa in forno. Considedarando l’uso del vino credo sia necessario, ma non posso fare a meno di figuararmi una versione stile carpaccio con limone, olio, patate e tutti quegli ingredienti che citi. Trieste per la sua posizione geografica si apre a varie culture, è sempre affascinante.
    Grazie per il consiglio alla lettura e buona domenica! Valentina

    • La cucina triestina è ricca di grandi sorprese, soprattutto perché ricca di apporti esterni che si sono nel tempo consolidati nelle abitudini. Ogni volta che ci vado non mancano per me le novità, e il libro che ho citato aiuta moltissimo.
      Buona domenica

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