L’insalata grika, e un bagno d’olio salentino

Il Salento è una terra magica che mi è conficcata nel cuore. Nonostante viva a Milano ormai dal 1984, il consolidato legame con le mie radici non viene mai meno. Ogni tanto il mio pensiero corre rapido verso il Sud, e tra breve, come di conseuto ormai in agosto, farò tappa in terra d’Otranto. Per rigenerarmi, per fare incetta di luce e vento. Oggi ho idealmente voluto anticipare il mio viaggio preparandomi una ghiotta insalata, che, per ovvie ragioni, dedico a una cultrice della materia, l’insalatologa, nonché insalatista, Jeanne. Un doveroso omaggio all’autrice dell’istruttivo blog “Alice nel Paese delle insalate”. Perché si chiama grika l’insalata?

Semplice: perché nel Salento vi è un’isola di nove comuni – la Grecìa salentina – in cui si parla un dialetto strano, noto come grecanico, detto altresì griko. E’ una sorta di neo-greco che a sentirlo affascina e cattura. Io non lo conosco e quando lo parlano non comprendo, perché sono nato a San Pietro in Lama, un comune che non rientra in quest’area.

L’insalata grika? Ecco gli ingredienti che ho utilizzato per prepararla:

Pomodori non ancora maturi

Cetrioli ( nel mio paese si chiamano menunceddre)

Peperoni

Cipolla

Peperoncino piccante

Rucola (ah, quella selvatica è difficile trovarla! Sarebbe invece la più azzeccata)

Olive nere della varietà Cellina di Nardò

Capperi

Cacio ricotta

Origano

Olio extra vergine di oliva dal fruttato di media intensità, rigorosamente made in Salento: ho utilizzatoper l’occasione quello prodotto da mio fratello, un blend ottenuto dalla molitura di olive Cellina di Nardò e Ogliarola salentina.

Perché mi è venuta l’idea di farmi questa insalata grika? Perché a inizio luglio, si è svolta a Martignano una sagra espressamente dedicata all’insalata grika, un appuntamento ormai che si ripete da diversi anni.

Non sono un frequentatore di sagre, tengo a precisarlo, ma dopo aver letto la notizia su “Sapori d’Italia”, il bimestrale di Nicola Bovoli, mi è venuta spontanea e immediata l’ispirazione, e debbo confessarvi che ne sono molto orgoglioso, perché ho trovato i sapori della mia terra. Una nota di chiarimento, tuttavia. Grika o non grika, da me, dove sono nato, questa ricetta è sic et simpliciter l’insalata, quella che riempie e allieta le serate estive. Che suprema bontà!

Buon insalata a tutti, dunque. Provatela anche voi.

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2 risposte a L’insalata grika, e un bagno d’olio salentino

  1. Caspita, dev’essere fantastica! ^^

  2. Insalata magistrale. Sarebbe opportuno provarne il piacere direttamente nel Salento, magari facendo prima un salto presso la Casa dell’Olivo.

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