Una bottiglia di extra vergine o quattro rotoloni di carta igienica?

Immaginate di avere in tasca solo una moneta da due euro. Che fate? Optate per una bottiglia di olio extra vergine di oliva Pietro Coricelli o per quattro, dicansi quattro, rotololoni – per giunta decorati – di carta igienica Foxy. Pensateci, riflettete. Considerando tra l’altro che i quattro rotoloni valgono in realtà dieci rotoloni. Dov’è l’affare? Ma, soprattutto: chi fa l’affare?

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18 risposte a Una bottiglia di extra vergine o quattro rotoloni di carta igienica?

  1. La DaMa scrive:

    Io continuo a ragionare sull’adagio: “Siamo ciò che mangiamo”. Lo scorso anno (l’aneddoto lo raccontai) presso un Centro commerciale della mia zona (Marche) in coda alla cassa mi trovai dietro di me una signora che aveva nel carrello due bottiglie di olio Monini… fu più forte di me: mi rispose la signora.

    ……………….. Sarà dura.

  2. Olio di Oliva scrive:

    La cosa incredibile è che ormai la GDO ha educato i consumatori che l’olio è un bene di largo consumo e largamente fungibile il cui prezzo può benissimo stare dalle 2 alle 3 euro!!!

    Finchè non spariranno gli olii, anche comunitari, a quei prezzi il consumatore preferirà sempre l’olio economico perchè così è stato sempre abituato.

    Ci vorrebbe un colpo di reni del governo e istituzioni, inventiamoci l’etichetta dell’olio Artigianale!!!

  3. alessandra scrive:

    uno dei problemi, forse, è che la Gdo se vende l’extravergine potrebbe avere problemi con i clienti, ma se continua a vendere il lampante come extravergine, di sicuro, continuerà a non avere alcun problema…con nessuno, anche se si tratta di frode in commercio, e tutti lo sappiamo!ma la legge si fa solo dopo avere trovato l’inganno, almeno da noi!

  4. Mario De Angelis scrive:

    analizzando tutti i prezzi del volantino…con i 2 euro in tasca, quasi quasi mi viene l’istinto di comprare le banane e ci “guadagno 20 centesimi”!!!!!!!!!!

  5. massimo scrive:

    Purtroppo è la triste realtà. Il prezzo, ben inteso ci sta tutto. Partendo da un olio spagnolo a 2,00 Euro al kg X 0,916 X 0,75 ed aggiungendo tutti i costi variabili, con il margine basso di guadagno.
    La domanda provocatoria è : è lecito acquistare un olio extra vergine di oliva, analiticamente perfetto anche con gli alchilesteri, dalla Spagna, ovviamente menzionando che è un olio comunitario?
    L’olio non piace ai cultori, me compreso. Ipotizziamo poi un panel test. In Italia forse lo declasserebbero a vergine o a lampante. In Spagna (sempre UE) lo classificherebbero invece extra vergine. Cosa accadrebbe? Si vorrà forse impedire l’acquisto di olio dalla Spagna? Quale sarà la prossima frontiera? E se qualcuno si rivolgesse all’UE, cosa direbbero? Sarebbe protezionismo? Sanzioni all’Italia? Interroghiamoci su questo.

    Un’altra cosa è l’educazione del consumatore, tuttavia lo ripeterò fino alla nausea, un consumatore medio che guadagna 1.500 euro al mese, forse (dopo aver compreso la differenza) vorrebbe acquistare la famosa mercedes, ma alla fine comprerà la carta igienica….scusate, l’utilitaria.

    • Il prezzo è legittimo, lo sappiamo bene perché rientra nelle logiche che conosciamo, ma è sconcertante semmai la caduta nell’abisso da parte di un grasso ritenuto migliore rispetto ad altri grassi alimentari. Il fatto è che, paradossalmente, i grassi di qualità nutrizionale inferiore costano di più di un extra vergine da primo prezzo.
      Sta qui il grande e inconsolabile dolore

      • massimo scrive:

        Luigi, purtroppo è così. Probabilmente l’olio “Cuore” dal cuore del mais costerà di più…. Per combattere questo occorre farlo con la GDO, che però segue i consumatori e se ne frega. E’ come combattere contro i mulini a vento. Ecco perchè occorre bypassare la GDO entrando unitari in altre strutture per colpire il target giusto che ancora oggi non è colpito ed affondato, ma solo sfiorato. Con questo si crea cultura e circoli virtuosi. Certamente non ho il dono della preveggenza ma una cosa è certa, può solo far bene.

        • massimo scrive:

          ovviamente segue i consumatori e non li vuole educare giacchè i responsabili agli acquisti sarebbero i primi da educare. Non vogliono avere lamentele e sanno che con l’olio che “pizzica” o è “amaro” ne avrebbero sia loro durettamente che le aziende.

          • Vorrà dire che mi inventerò qualcosa per far cambiare atteggiamento alla Gdo. Il fatto è che nessuno, dall’alto, agisce concretamente. Non c’è regia e tutti agiscono in totale libertà e dissennatezza

          • massimo scrive:

            Proprio oggi ho parlato con una signora che sto supportando per un’attività “casa per casa” con vari invitati, per l’education sull’olio extra vergine di oliva. Mi raccontava che una signora che compra da 20 anni un olio quando ha assaggiato il suo olio siciliano le ha detto, non mi piace, pizzica, invece quello che compro io è veramente “soave, dolce…La mia amica le ha spiegato con calma come il suo modo di pensare fosse profondamente sbagliato ma lei ha insistito. Al termine ha detto che non poteva pensare di essere stata buggerata per 20 anni.

          • massimo scrive:

            in America

  6. Francesco Visioli scrive:

    Chissa’ che buono quell’olio!!!! Mmmmmmmm. Gia’ sento i profumi ed il sapore di un extra vergine di alta qualita’. Continuiamo cosi.

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