L’olio da olive Bosana? Provatelo con un piatto di fregula

Mi trovo ad Alghero, per una ebbra immersione nell’olio. Partecipo a una manifestazione interamente dedicata alle donne. E’ un evento giunto alla quinta edizione, si intitola “La degustatrice di olio di oliva”, e quest’anno – finalmente, dopo tante promesse – riesco per la prima volta ad esserci. Fra poche ore in particolare sarò tra i relatori di una tavola rotonda, ma la giornata di sabato 3 giugno è stata un tuffo nella felicità gustativa. Ho avuto infatti il piacere di gustare qualche angolo di rara bellezza e di incontrare alcune persone che hanno lasciato una bella immagine di sé in una Sardegna che dimostra di essere molto attiva e capace di guardare al futuro con occhi nuovi. Ho incontrato tra gli altri l’imprenditore Domenico Manca e l’oleologo Giandomenico Scanu.

Con loro ho avuto l’onore di condividere il pranzo presso il ristorante di campagna “Le Pinnette”, proprietà dei Manca. Un agriturismo che ha saputo dettare le linee di tendenza in largo anticipo rispetto ad altre strutture ricettive. Si mangia molto bene perché è un agriturismo vero e non fittizio, con materie prime aziendali di alta qualità, sempre e comunque riconducibili al territorio.

Vi riporto, giusto per soddisfare il vostro piacere personale, una ricetta che mi sono fatto trascrivere appositamente per voi e che mi ha particolarmente soddisfatto: la “Fregula del contadino”, così l’hanno battezzata. E’ un primo piatto semplice, di facile digeribilità e gustosissimo.

LA RICETTA DELLE PINNETTE

Ingredienti

500 g di fregula

20 g di cipolla

40 g di zucchine

15 g di salsiccia

20 g di tartufo

Olio extra vergine di oliva

Medoro dolce

Fiore sardo piccante

 

Preparazione

Cipolla, zucchine, salsiccia e tartufo vanno mantecati con brodo vegetale e olio extra vergine di oliva (ovviamente magnifico in questa circostanza è perfetto l’olio denominato “Primer”, a marchio San Giuliano, prodotto da Domenico Manca; si gioca in casa, è vero, ma alle “Pinnette” quasi tutte le materie prime elencate sono prodotte in azienda dalal famiglia Manca.

Per finire, si completa la ricetta della Fregula dando una spolveratina di formaggio Medoro dolce e Fiore sardo piccante.

SAGGIO ASSAGGIO

L’olio da utilizzare – come già riferito – è un monovarietale Bosana, il “Primer” appunto > giallo oro dai riflessi verdolini, è limpido alla vista e ha profumi fruttati freschi, di oliva, con chiare connotazioni erbacee e sentori di carciofo e frutta bianca; al gusto è vegetale, sapido ed elegante, fine, armonico, con note amare e piccanti ben dosate; in chiusura note floreali e di mandorla, con una lieve punta piccante

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4 risposte a L’olio da olive Bosana? Provatelo con un piatto di fregula

  1. Giandomenico Scanu scrive:

    Attenzione. Fregule al plurale non esiste, si chiama fregula e basta.
    Verificate http://it.wikipedia.org/wiki/Fregula

    • Caro Giandomenico, ho inserito fregula al singolare, ma temo che si rivelerà un’operazione vana: è sufficiente cliccare “fregule” su Google per notare il largo impiego al plurale. In fondo il linguaggio è così, a furia di dire fregule – viene spontaneo farlo – passerà anche la formulazione al plurale

  2. Loredana Pietroniro scrive:

    E’ molto relativo il concetto di semplicità……..per questo mi permetto di chiederti se il piatto è considerato da te semplice negli ingredienti, nell’elaborazione o nel gusto…….per quello che mi riguarda, leggendo la ricetta lo trovo:
    complesso e strutturato relativamente al gusto
    elaborato nella preparazione (quanto tempo occorre per fare un buon brodo vegetale?)
    oneroso negli ingredienti (20 gr. di tartufo quanto costano?)

    • Sì, l’espressione “semplice” può sviare. Io ho trovato le fregule intanto piacevolissime al gusto, tanto da desiderarle ancora oggi, a distanza di qualche giorno; e le ho intese “semplici”, le fregule, non nel senso che comunemente si intende attribuire a una ricetta, cioè di facile esecuzione.

      Gli ingredienti sono d’altra parte tanti, il tartufo sicuramente oneroso (meglio fornirsi di tartufi meno celebrati ma non per questo meno buoni: in Sardegna gli stessi Manca ne producono; oppure nel Molise), il che, visto il gran numero di ingredienti, potrebbe rendere tale ricetta piuttosto laboriosa, ma non tuttavia complessa.

      Ecco, provando il piacere di queste fregule, ho immediatamente associato i sapori a quelli della semplicità del minestrone fatto da mia madre.
      Per me, di conseguenza, dire “primo piatto semplice” equivale a dire che si tratta di qualcosa di genuino, schietto, onesto, umile, sincero, anziché cerebrale, ricercato, artefatto, sontuoso, ridondante…

      La persona che mi ha portato il piatto lo ha definito molto opportunamente “contadino”.
      Ecco: per me è cucina semplice, cucina di campagna, che non significa cucina necessariamente rapida e svelta, con pochi ingredienti, ma cucina onesta e franca, sincera e soprattutto appagante al gusto.

      Per ciò che concerne i dettagli della ricetta, estendo l’invito a chi ha realizzato il piatto a intervenire in merito. In ogni caso, queste fregule, che siano da considerarsi semplici o meno, vanno assolutamente provate: sono una meraviglia.

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