AAA cercasi ristoranti oliocentrici

Educare e formare un futuro cuoco è un atto molto importante. Equivale a trasmettere indirettamente il medesimo sapere anche a quel vasto, indistinto e variegato mondo dei consumatori. Il cuoco, il personale di sala, ma anche lo stesso ristoratore titolare del locale, sono figure chiave dalle quali non si può prescindere. Sono i trasmettitori di una cultura alimentare mediata da linguaggi più comprensibili. La gente comune crede più a un cuoco che a un tecnologo alimentare, tanto per intenderci. Per questo, per mettere in luce i locali più attenti all’olio, ho inventato il termine di ristoranti oliocentrici. Io farò la mia parte, sia ben chiaro, ma lo stesso compito lo affido anche a voi.

Quando si è a tavola, si è più disposti ad ascoltare ciò che ci consigliano. Per questo, quando siamo in un ristorante, o in una più semplice trattoria, ci affidiamo volentieri a ciò che ci raccontano, e in parte crediamo a quanto ci dicono. Non tutti sono però davvero preparati in materia di oli. Dobbiamo fare in modo che si mettano in luce i più bravi, e renderli noti a tutti, quasi fosse una caccia al tesoro. E’ il motivo per cui mi è venuto in mente di segnalarvi i ristoranti più affidabili, quelli che non scivolano mai (o quasi mai) sull’olio.

Tutti d’accordo? Non lasciatemi solo in questo lavoro di dura ma certamente giocosa selezione. Chiedo gentilmente a voi tutti un solerte aiuto. E’ anche un modo per riflettere sull’effettivo grado di preparazione dei nostri addetti alla ristorazione

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9 risposte a AAA cercasi ristoranti oliocentrici

  1. tano scrive:

    Ciao Luigi,
    mi sagnala la mia amica Ludovica Querci, il tuo commento sul suo olio….che dire, fantastico è dire poco.
    Poi leggo qua e la e trovo quest’articolo.
    Non so se mi conosci gia o hai solo sentito parlare del sottoscritto.
    Faccio uso di extra vergine da 20anni, insegno a degustare l’olio extra vergine d’oliva da almeno 10 e ritengo che sia di gran lunga il miglior condimento al mondo, sia a caldo che a freddo.
    Con me sfondi un Collosseo, non una porta aperta.
    Noto però, che molti miei colleghi si stanno convertendo, piano pano stanno arrivando a capire che cucinare con l’olio EVO da molte più garanzie di fragranza e mantenimento dei prodotti scelti da cucinare, inoltre molti mi copiano con gli assaggi prima del pranzo o cena.
    Questo denota che, come dicevo, stanno comprendendo l’importanza dell’olio EVO.
    Certo la battaglia è solo all’inizio, per quanto mi riguarda non abbozzerò mai e contiunerò a divulgare l’importanza di un elemento, forse il più importante della cucina Italiana, così prezioso….

    A risentirci presto…

    tano del “tano passami l’olio ristorante” Milano

  2. Massimo scrive:

    L’iniziativa e’ eccellente ed aggiungerei anche di verificare quale olio usano per la frittura….anche se mi rendo conto che sia un’impresa ardua….li cascano in tanti. Tuttavia secondo me vale la pena provarci così potremmo fare una guida italiana con i ristoranti anziché con le ricette come si da con il bimbi. Una guida suggerita dal basso, finalmente!

    • E come tutte le guide sarà esposta a errori, visto che la parte più complessa è la verifica di attendibilità dei ristaranti censiti e segnalati; ma è già un bel segnale, a livello di incentivo all’uso corretto dell’olio. Chissà mai, qualcosa si semina, qualcosa si raccoglierà.
      Il bello sarà quando il progetto Olio Officina si tradurrà in qualcosa di concreto, in un evento di cui ci sarà più di un’anteprima: a Trieste, in occasione di Olio Capitale, dal 18 al 21 marzo, e in aprile, a Milano, in occasione di un altro evento. Poi si aprirà la strada che si sta lentamente pianificando per il 2012. Vedremo. E’ una scommessa, qualcosa si raccoglierà di sicuro

  3. Iole scrive:

    Ci sto, le segnalerò tutti i ristoranti oliocentrici – bella definizione.
    Per esempio questo: “Alla via di mezzo”, via di Mezzo, loc. Torre sul Colle, a Bevagna, in provincia di Perugia

    • Bene, ho preso nota. Tra l’altro apprezzo anch’io la trattoria citata, Il patron è Giorgio Barchiesi, che lavora incompagnia della moglie – che di cognome fa Antonelli, nobile casato per il vino Montefalco

  4. Sposiamo l’iniziativa, e facciamo anche noi il possibile per sensibilizzare i ristoratori meno attenti alla materia prima olio extra vergine di oliva.

    • Dura battaglia quella con i ristoratori, ma non è che sia stata finora – o continui a essere – meno dura quella con gli olivicoltori.
      Si tratta di due categorie chiuse in se stesse, poco aperte al cambiamento.
      Ce la faremo? Non saprei. Io sono tenace

  5. alessandra scrive:

    bellissima iniziativa! Grandiosa, mi si passi il termine! e questo lunedì si parte con una marcia in più e una bella prospettiva. Grazie, c’è estremo bisogno di bei progetti!

    • Sì, è una iniziativa lodevole, ma tanto complicata da portare avanti.
      Come si dice? “Chi la dura la vince”.
      Il progetto è in sè valido, ma occorre che venga condiviso e fatto proprio da tutti

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