Dare o non dare la notizia

Su Olio Officina Magazine ho pubblicato una notizia, tratta da un comunicato stampa.

Questa:

Xylella fastidiosa e gelate, i Gilet arancioni danno i numeri

Non voglio essere polemico, anche se in fondo lo sono. In questa nota stampa che ho riportato tal quale si danno effettivamente i numeri. Per davvero, senza alcuna scientificità. “Da dove sono stati ricavati?”- mi scrive in privato un lettore che conosce bene la realtà. E aggiunge: “Mi riferisco in particolare al numero di piante morte e alla superficie interessata”. Non riporto il nome perché ho ricevuto il commento via WhattsApp.

“Gilet, ministro, numeri e promesse. Teniamoli a mente”, scrive invece lo storico dell’agricoltura Alfonso Pascale su facebook, postando la notizia.

Già, si danno proprio i numeri. Per questo il comparto oleario affonda, perché si ferma al sensazionalismo. Ero incerto se passare o meno la notizia su Olio Officina Magazine. L’ho fatto – ma con un titolo ironico; anche se non so se oggi l’ironia può essere davvero compresa. Ho dato la notizia ma non ne sono contento, perché significa dare spazio a inesattezze e, soprattutto, a invocazioni di aiuto.

La verità è che nessuno investe di tasca propria, per il beneficio di tutti. Non si crede nel bene comune, e tutti si attendono solo aiuti dall’esterno, dalla politica, mai invece un atto di responsabilità e di presa di coscienza.

Mi torna in mente – sempre – il terremoto del Friuli, dove senza tanto clamore si sono alzati in piedi da soli e subito, in silenzio, senza tante chiacchiere.

La migliore soluzione per uscire dalla crisi è impegnarsi in prima persona, ma non indossando gilet arancioni, a imitazione di quelli gialli di Francia.

L’olivicoltura, e con essa il settore oleario, in Italia arretrano per inedia e assenza di progettualità. Ditemi pure che non è così e vi faccio un monumento per i posteri.

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L’Italia ripartirà, non abbiate timori

Dopo quasi vent’anni, è stato ottenuto il via libera per la presenza di Esselunga con un proprio punto vendita a Modena. Nessuno aveva perso le speranze, per carità. La politica, quando si mette di impegno, riesce sempre a risolvere ogni tipo di problema – se non in tempi brevissimi, quanto meno in un lasso di tempo breve. Vent’anni non corrispondono nemmeno a un battito di ciglia nell’economia generale del tempo. Onori dunque al Consiglio comunale di Modena, il quale ha eroicamente ufficializzato il via libera all’apertura del cantiere già per l’autunno 2019. Occorre crederci sempre, perché anche i sogni si possono avverare. In Redazione oggi a Olio Officina abbiamo brindato con soddisfazione a questa grande notizia, perché è l’ennesimo successo della politica contro il logorio della vita moderna, come l’amaro Cynar insegna. Di questo passo, anche l’olivicoltura italiana compirà presto la decisiva svolta. In tempi brevi. Noi abbiamo già pronte in frigo tante bottiglie per brindare al futuro. Voi, se volete, portate pure i calici, e magari con l’occasione vi abbonate pure al trimestrale OOF International Magazine, unendo l’utile al dilettevole

 

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Quando si dice Forum

Forum Olio & Ristorazione. La scelta consapevole

Forum Olio & Ristorazione. La scelta consapevole

Si dice Olio & Ristorazione. È una iniziativa tra le tante di Olio Officina, cui ho creduto fortemente: mettere in dialogo due mondi che non si sono mai parlati, pur incontrandosi, che non si sono mai compresi, pur avendo bisogno l’uno dell’altro. Avete presente una cucina senza olio extra vergine di oliva, o senza altri oli da olive? Impossibile. Eppure dov’è il problema? Nella qualità degli acquisti, nella difficoltà di utilizzare al meglio gli oli in funzione della loro specificità. Sta tutto qui il problema: far ricorso all’olio come fosse una materia prima tra le tante, solo un condimento, senza riservare il giusto spazio, la giusta attenzione, il giusto rispetto. Un olio vale l’altro, per i ristoratori. Un olio è differente da tutti gli altri, per le aziende  che invece producono e confezionano e vendono gli oli da olive. La seconda edizione del Forum Olio & Ristorazione è in programma i lunedi 27 maggio 2019 a Milano, e quella che vedete in apertura è la cartolina di presentazione e annuncio. Vi aspetto.

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Chissà perché

Gli italiani continuano a snobbare il Premio Mario Solinas, riservato ai migliori oli extra vergini di oliva del mondo. Chissà perché. Su 164 oli partecipanti solo 4 provenivano dall’Italia. Forse il motivo di tale disaffezione può essere individuato nel fatto che il premio sia dedicato allo studioso Mario Solinas? Può darsi che trattandosi di una figura gigantesca, apprezzata ovunque nel mondo, spaventi, oppure, proviamo a ipotizzare, potrebbe non risultare gradito ai tanti grandi geni oleari nostrani. O forse perché il cognome Solinas sembra più spagnolo che italiano? Oppure perché quando si è troppo ma troppo bravi a che serve partecipare… Le ipotesi sono tante, ma dopo essercelo chiesto per ben 22 minuti e 35 secondi in Redazione, a Olio Officina, dopo una ben meditata pausa caffè, ci siamo messi l’animo in pace e così abbiamo pubblicato l’esito del concorso. Ci è piaciuta tra l’altro l’idea di una categoria da noi poco gradita, quella del “fruttato maturo”, dove peraltro si è imposto al primo posto proprio un italiano, il pugliese Sabino Leone, di Canosa.

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Novità in vista di Olio Officina Festival 2019


Torna a Milano, dal 31 gennaio al 2 febbraio 2019, l’evento da me ideato e diretto, Olio Officina Festival, aperto a un pubblico sia amatoriale, sia professionale, con la dichiarata intenzione di far scoprire e svelare una materia prima, l’olio extra vergine di oliva, non ancora del tutto compresa e apprezzata. Tema portante della ottava edizione: la pubblicità. Ci si interroga su come sia possibile oggi promuovere l’olio, veicolando una corretta cultura di prodotto. In programma degustazioni guidate di oli, olive e finger food, blending di oli, nonché mostre d’arte, spettacoli, conferenze, talk show e seminari di approfondimento

Una ottava edizione tutta incentrata sulla pubblicità, quella in programma a Milano, presso il Palazzo delle Stelline, dal 31 gennaio al 2 febbraio 2019. Tema portante: Nostra Signora Pubblicità.

Il grande dibattito si concentra tutto su una questione essenziale: come sia possibile, oggi, comunicare e promuovere una materia prima nobile e preziosa come l’olio extra vergine di oliva andando oltre i consueti messaggi, sviluppando nuove idee, nuove formulazioni, nuove narrazioni, includendo, in questo percorso esplorativo anche gli altri condimenti, oltre all’olio da olive.

L’olio immaginario e l’olio immaginato: un po’ alimento, un po’ condimento; un po’ functional food, un po’ piacere sensoriale. Una materia prima che unisce e non divide, che amalgama, veicola sapori e conferisce profumi piacevoli alle pietanze.

La pubblicità, si sa, muove il mondo e determina anche il successo commerciale di un alimento, imponendolo alle attenzioni dei consumatori di ogni angolo del globo. Proprio per questo a Olio Officina Festival interverranno i grandi maestri, artefici della pubblicità, i titolari delle storiche agenzie, i creativi, gli art director, i copywriter, nonché, a loro supporto, un nutrito gruppo di sociologi, antropologi, letterati, esperti di marketing sensoriale e nuovi media, artisti e visual designer, esperti di semiotica e teorici delle lingue e dei segni, oleologi, nutrizionisti, cuochi, sommelier e molti altri specialisti di svariati settori che si confronteranno sul tema olio e sui molteplici e possibili impieghi.

L’intero Palazzo delle Stelline di Milano – il chiostro e tutte le sale, da giovedì 31 gennaio a sabato 2 febbraio 2019 – diventerà un edificio “oliocentrico”, ospitando mostre d’arte e spettacoli, performance artistiche, una libreria e un caffè letterario, oltre alle sale di assaggio dedicate (per degustazioni guidate di oli, olive e finger food), nonché conferenze, talk show e seminari di approfondimento.

Alcune sale sono destinate a un pubblico professionale, altre sale a un pubblico amatoriale, appassionato del buon cibo e che vuole confrontarsi con le produzioni olearie italiane e del resto del mondo. Sono infine previsti due annulli filatelici di Poste Italiane, riservati ai collezionisti, nonché uno spazio di approfondimento incentrato sul packaging e il visual design, oltre a molte altre sorprese, come è ormai tradizione del festival, stimolare nuove visioni e stupire, partendo da una materia prima qual è l’olio extra vergine di oliva, fino a ieri ignorata e utilizzata solo per abitudine, ma non ancora del tutto compresa e apprezzata. Continua a leggere

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Creare una cultura dell’olio diffusa


Sabato 16 giugno 2018 mi troverete a Monopoli
. Andrò a sostenere la brillante e originale iniziativa di Mimmo Lavacca, anima pulsante di TerraSud, che, con il Premio OLIO DI FAMIGLIA, sta portando dei buoni frutti all’olivicoltura praticata da dilettanti. Cresce sempre più, infatti, la qualità degli oli anche delle piccole produzioni familiari, perlopiù destinate all’autoconsumo. Ecco allora l’idea di un concorso che valorizzi tali produzioni.

Io sarò lì per un intervento su un tema che ha un titolo lunghissimo, proprio come i titoli dei film di Lina Wertmüller:

La cultura dell’olio non può essere un vuoto slogan. Siamo chiamati all’impegno in prima persona

Anche il sommarietto non è tanto breve, ma chiarisce su quanto dirò:

Siamo diventati tanto bravi a produrre oli di qualità ma non abbiamo ancora fatto nulla per far percepire il valore di questa qualità ai buyer di grande distribuzione organizzata e del canale Horeca. Nemmeno i consumatori dimostrano di apprezzare la qualità con tutti gli impegni che vi sono dietro, costi compresi, per ottenerla. Sbagliano gli altri, perché dimostrano scarsa sensibilità, o chi produce perché non sa trasmettere il valore della qualità e creare quella che si può definire “cultura diffusa di prodotto”?

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