La leggerezza dell’olio

cartolina oof16 occhio oliva aquiloneSi parla, in taluni casi, di olio pesante, ma in maniera impropria, attribuendo tale aggettivo per lo più agli oli meridionali, forse anche con una connotazione involontariamente (e chissà quanto inconsapevolmente) razzista. Invece, se proprio vogliamo parlare delle accezioni pesante/leggero, l’olio ricavato dalle olive è da considerare per nulla pesante, è anzi così leggero da poterlo quasi immaginare materia propulsiva in grado di farci spiccare il volo. Altro che salto delle staccionate. Così, quantomeno, mi piace inquadrare una tra le tante cartoline utilizzate per lanciare la quinta edizione di Olio Officina Festival. La firma creativa è, come sapete, di Valerio Marini, il quale ha realizzato anche una vignetta divertentissima, dal titolo Volio. Per il resto, io vi aspetto numerosi a Milano, sia agli otto workshop sull’olio al Simei, sia (preparatevi, prenotate pure l’albergo per i tre giorni di Olio Officina festival 2016. E’ il modo migliore per smentire alcune inesattezze che si sentono sull’olio. Macché pesante e pesante, l’olio da olive è sinomino di leggerezza.

marini volio

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L’olio entra nel bar

marini oil barE’ stata una bella esperienza quella iniziata al Simei anni fa, nel novembre 2007, quando ci fu la prima volta assoluta dell’Oil Bar. Poi, da allora, trasferì subito questa bella idea dapprima alla manifestazione fieristica Olio Capitale (di cui più non mi occupo da tempo), e da lì a Olio Officina Festival, ma, come sempre accade, una bella idea viene mutuata da altri, sviluppandola ulteriormente (ora quasi tutte le fiere del settore ospitano un Oil Bar), e così una iniziativa semplice nella sua dinamica, è stata motivo di un format di sucesso, libero, aperto a tutti, senza vincoli di alcun genere. Ne sono profondamente orgoglioso; e Valerio Marini mi immagina così, intento a servire l’olio da olive in bicchieri tulipani senza gambo, quelli ufficiali dell’assaggio. Questa iniziativa si rivolge a un pubblico, ma dietro vi è tanta sapienza che va incentivata e sostenuta. Per le aziende che vorranno partecipare, possono avere dettagli QUI, per chi vorrà sperimentare in prima persona, con assaggi guidati dall’associazione delle Donne dell’Olio, non resta che andare a visitare il Simei, l’ingresso è libero e ne vale proprio la pena di farci un salto.

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Igp regionali, la nuova frontiera dell’olio

olio paceSabato 24 ottobre, se siete a Milano e avete voglia di fare un po’ di coda per accedere all’esposizione universale in Expo, sappiate che avete anche una grossa opportunità presso il cluster Bio-Mediterraneo. Punto primo: è possibile degustare l’olio nuovo, da olive frante al momento. Non è un particolare da trascurare. Punto secondo: se proprio ne avete voglia, alle 11 si parlerà dell’olio Igp Sicilia, e ci sarò anch’io tra i relatori.
Cosa significa parlare di Igp. Intanto che l’Italia, pur vantando una enormità di attestazioni di origine, ha fallito nell’individuare quelle giuste, sbagliando nel non puntare a origini territorialmente più estese, non circoscritte ad aree ristrette. E’ prevalso il sentimento campanilistico, secondo il quale occorre guardare solo ed esclusivamente al proprio orticello, alla rpopria provincia e a volte a territori ancora più minuscoli. Tutto ciò ha portato a una eccessiva frammentazione, all’incapacità di gestire marchi che abbiano la forza propulsiva di farsi riconoscere. Quando si dice Sicilia, o Puglia, o Campania, o altro ci si intende subito. All’estero le regioni sono ben più note e possono avere un maggiore impatto mediatico, rispetto a territori sconosciuti, anche per via della mania di scegliere, quali denominazioni da valorizzare, nomi astrusi, inattuali, che rimandano al passato più che al presente. Per questo la scelta di puntare a Igp regionali è una scelta di per sé felice, ammesso tuttavia che si gestiscano bene tali attestazioni di origine, non come è avvenuto per il passato, dove erano posti a capo degli organismi che se ne dovevano occupare persone inesperte, senza capacità manageriali e, soprattutto, senza visione di futuro.
Ecco, di seguito, la presentazione di ciò che avverrà a Milano, in Expo, al Cluster Bio-Mediterraneo, sabato 24 ottobre 2015 Continua a leggere

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Il futuro dell’olio è adesso

cartolina web oof 2016 bicchieriVi ricordate la canzone di Claudio Baglioni, La vita è adesso. Ecco, credo proprio che sia un titolo molto azzeccato per spiegare cosa mi piace fare: proiettarmi nel futuro vivendo il presente. Ed è pertanto nel nome dell’avanguardia che sto organizzando a Milano la quinta edizione di Olio Officina Festival, in programma dal 21 al 23 gennaio 2016. L’ho scritto in più occasioni: essere all’avanguardia è un modo per poter stare davanti a tutti, prima di tutti, precedendoli, assumendo anche una funzione di guida, quando necessaria. Di solito si ha paura del nuovo, ma la tradizione, si sa, vive di futuro. Tante le novità che a breve annuncerò. Qualcosa, ma poco, ho anticipato a Recanati, nell’ambito di Olio Officina Anteprima. Poco perché occorre abituarsi al piacere della scoperta quotidiana, non perdendo mai il gusto dello stupore. Tra le novità del 2016 uno spazio, maggiore e più evidente, dedicato ai libri di gastronomia, alimentazione e agricoltura, le tre grandi. Altra grande grande novità è nel nome. Dalla quinta edizione il nome è Olio Officina Festival, senza più la parola food che precede la parola festival. Ho voluto concentrarmi meno su una parola abusata, il food, e polarizzare invece le attenzioni sul riferimento all’olio e al festival. Anche il logo del festival è stato rinnovato. E’ ora più snello, senza l’oliva e la goccia d’olio. Resta uguale invece il sottotitolo: Condimenti per il palato & per la mente. Il tema della quinta edizione di Olio Officina Festival 2016 è Avanguardia – L’olio del futuro. Ho fatto riucorso alla parola Avanguardia, così come veniva intesa dai movimenti artistici e letterari del Novecento, con la loro capacità di esprimere, attraberso le loro opere, anche tanta audacia, apportando così innovazione, e individuando e creando sempre nuove tendenze, giocando in ogni caso anticipo sulle tendenze di gusto e sulle conoscenze. Per ora mi fermo qui. Potete ammirare la cartolina che introduce l’evento. E’ l’immagine di riferimento, ma ve ne sono altre di cartoline che preannunciano il festival. L’immagine dei quattro bicchieri è stata individuata come l’immagine portante. Come ogni anno, abbiamo infatti una immagine di riferimento, una illustrazione che viene trasmessa e rilanciata su ogni mezzo di comunicazione, oltre a essere stampata in forma di cartolina e diffusa ovunque. Sono tante però le immagini, che di volta in volta sono state e saranno presentate sui social e in altri canali di comunicazione. Tutte le cartoline sono state realizzate da Valerio Marini. Quella che vedete mette in evidenza il bicchiere ufficiale dell’assaggio dell’olio, oggetto sconosciuto alle masse, e proprio per questo motivo posto al centro dell’attenzione, ricorrendo a diverse tonalità di colore che lo rendono ancora più evidente. La sensazione di stupore, come immaginavamo, è tale da far interrogare le persone che ignorano di cosa si tratti. In molti percepiscono che si tratti di un bicchiere, seppure dalla forma strana, di un tulipano senza gambo. Da questo atteggiamento interrogativo e di curiosità, l’interesse a saperne di più, e intanto preparatevi, gennaio si avvicina.

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Olive francescane

macine in pietra, laura astuto frantoio caricatoOggi, 4 ottobre 2015, è un giorno speciale per me. Vedete queste olive appena frante? Appartengono alla olivagione 2015, e ancora si sente il profumo che si diffonde nell’aria. Oggi, in particolare, è l’onomastico di due persone care cui voglio molto bene. Inizio da chi ha un’età più tenera: mio nipote Pierfrancesco, due anni un mese e otto giorni; e proseguo con il padre di mio nipote, mio fratello Francesco. A loro due dedico il mio primo pensiero del giorno, augurando con grande affetto buon onomastico. Oggi entrambe, padre e figlio, con la rispettiva moglie e madre, le persone più care, le amichette e gli amichetti del piccolo, festeggeranno in frantoio. Quale migliore luogo per onorare il proprio nome? A loro, anche se sono distante oltre mille km, va il mio abbraccio. Unisco al mio pensiero anche i tanti Francesco che mi hanno accompagnato finora, da quelli che non ci sono più (il mitico nonno Ciccio), a quelli che mi riservano tante gioie, pensieri sani e vera amicizia. Buon onomastico a chi ha nome Francesco-Francesca, e buona domenica a tutti, con il profumo dell’olio nuovo. Oggi pubblico un post di carattere strettamente privato, ed è, mi pare in tutta la sua evidenza, un modo, molto bello, per salutare l’ingresso nel vivo dell’autunno, proprio attraverso una foto emblematica.

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La concretezza di chi sa fare imprenditoria

recanati primo giornoIeri si è conclusa la due giorni di Olio Officina Anteprima a Recanati, ed è stata una bella esperienza, con tante persone che ho conosciuto e apprezzato, tra cui lo storico della gastronomia Ugo Bellesi. Impareggiabile l’apporto delle sorelle Gabrielloni, Elisabetta e Gabriella, con i loro oli capaci di farti sognare, buoni e con grande personalità. Ho soggiornato nel loro agriturismo “Al Crepuscolo“, ed è un fiore di agriturismo, con tanti elementi della famiglia all’opera, tra cui la cugina Sonia e la madre Cesarina e il nipote Luca. Quando si dice che la famiglia è l’asse portante delle piccole e medie imprese io penso per esempio a loro, capaci di esportare le loro produzioni in ogni angolo del mondo e a curare gli olivi come fossero figli, cugini, nipoti, fratelli, padri o nonni. Ho conosciuto tante belle persone nei due giorni di una bella e appagante ‘Anteprima’, tra cui mi resterà viva l’immagine di un bel pubblico, e soprattutto una visione complessiva positiva, in grado di costruire un nuovo mondo possibile. In fondo, basta individuare le persone più belle e la realtà diventa più gradevole e, penso proprio che si, che l’Italia possa farcela per ripartire. Presto altre confidenze. Per intanto penso al lonzino di fichi (buonissimo) che ho ricevuto con gioia e conseguente grande appagamento dei sensi, senza trascurare altri beni divini come le “Gocce di Armonia”, che equivalgono a finissimi cioccolatini farciti di composta di olive, mica qualcosa che tutti fanno. Così, per dire. La concretezza di chi sa fare imprenditoria e che può manifestare pubblicamente il piacere di festeggiare i sessant’anni della propria attività con grande orgoglio non è da tutti. Sono queste le imprese che lasciano il segno Continua a leggere

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