Premio Olio Officina – Cultura dell’olio 2016

Premio Olio Officina Cultura dell'Olio, logo aQuando ho ideato questo premio, correva l’anno 2012, in coincidenza con la prima edizione di Olio Officina Festival. Ogni anno, così, come ormai da tradizione, vengono attribuiti i riconoscimenti per quanti hanno contribuito a elevare e diffondere la conoscenza degli oli da olive. A riceverli questa volta sono tre italiani e uno spagnolo. Gli italiani sono due donne e un uomo. Le donne: l’imprenditrice Laura Turri e l’antropologa e scrittrice Daniela Marcheschi. L’uomo: l’architetto Antonio Monte. Lo spagnolo è l’editore di “Mercaei” e “Olivatessen”: Juan A. Peñamil Alba. Perché sono stati premiati? E perché l’idea di questo premio? Parto dalla seconda domanda, e rispondo molto semplicemente perché nessuno immagina il grande lavoro che sta dietro a un prodotto alimentare come l’olio da olive. Ci sono persone che dedicano tante energie per favorire una sana cultura dell’olio, e molte di queste persone sono perfino estranee al comparto, lo fanno solo perché ci credono fortemente, perché danno valore a ciò che apparentemente non lo ha. Altre persone, invece, sono protagoniste di primo piano nel mondo dell’olio, si occupano d’olio per prefessione, e allora è importante riconoscere il loro impegno, la grande attenzione che dedicano nel creare una sana ed efficace cultura dell’olio. Ci si limita invece a produrlo, l’olio da olive, considerandolo pura merce e nulla più, non, al contrario, l’equivalente di un’opera di carattere culturale, così come può essere un libro o un dipinto o una scultura. Ecco, io, con questo premio, sento di essere riconoscente per quanti a vario titolo hanno contribuito a elevare una materia prima tanto nobile qaunto fondamentale per la civiltà qual è appunto l’olio ricavato dalle olive. Se questa materia prima ha oggi un valore, lo deve anche al contributo di chi ha fatto tanto perché tale valore venga riconosciuto in tutta la sua evidenza.
La prima domanda: perché sono stati premiati? La risposta la trovate nelle rispettive motivazioni riportate di seguito Continua a leggere

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Premio Le Forme dell’Olio 2016, i vincitori

oof2016_formedellolio2_alta-9829Io ci credo moltissimo, per questo ho voluto ideare il concorso sul packaging e l’abbigliaggio. L’ho organizzato all’insegna del progetto culturale Olio Officina, che voi tutti ormai conoscete. E quest’anno, alla terza edizione del concorso, si è imposta all’attenzione l’azienda abruzzese Olearia Fratelli De Cecco, nell’ambito della categoria regalistica, mentre, per gli oli da scaffale destinati alla Grande distribuzione organizzata e al canale Horeca, il primo posto se lo è aggiudica l’azienda iberica Casas de Hualdo. Il Premio speciale alla linea commerciale va all’azienda sarda Domenico Manca-San Giuliano, mentre, quello per l’originalità stilistica è stato assegnato a una edizione limitata di Mia Italy.

Ecco, per entrare più nel dettaglio, l’elenco dei vincitori Continua a leggere

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L’irriconoscenza del mondo dell’olio

enzo fedeli aLasciatemi fare una libera e sincera considerazione. Lo scorso 25 gennaio è scomparso Enzo Fedeli, una figura centrale, storica, che al mondo dell’olio ha dato tanto, sia nelle vesti di direttore della Stazione sperimentale per le industrie degli oli e dei grassi di Milano, sia in qualità di direttore della “Rivista italiana delle sostanze grasse”. Ebbene, tra tutti coloro che ora si sentono importanti semplicemente perché producono una bottiglia d’olio, e, oltre a costoro, anche i tanti che si occupano della materia e fanno parte delle varie organizzazioni di categoria, se finora non hanno avuto modo di esprimere una parola di cordoglio nei confronti di quest’uomo, ebbene sì, lasciatemelo pur dire, è proprio un mondo di ingrati, ma forse anche di ignoranti, dovendo magari ammettere di non sapere nemmeno chi sia Enzo Fedeli e cosa abbia fatto per l’affermazione di una cultura dell’olio in Italia. L< notizia è sttaa riportata su Olio Officina Magazine: QUI

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Messaggio ai produttori d’olio

Luigi Caricato e l'Atlante, foto MartelliCarissime amiche e amici che dedicate ogni secondo della vostra vita, con tutta la passione che posso ben immaginare, a produrre pregiatissimi oli da olive, vi chiedo scusa se non vi do’ riscontro, nemmeno con un cenno, rispetto agli extra vergini che mi continuate a inviare in degustazione, ma essendo impegnato nell’organizzazione di Olio Officina Festival 2016, dal 21 al 23 gennaio a Milano, non mi è materialmente possibile dedicare un tempo di qualità ed eventualmente recensire i vostri oli nelle mie diverse rubriche. Pazientate, fino a quando verrà il tempo, dopo il festival, che me ne potrò occupare come fossero figli miei, con tutta la cura e l’attenzione del caso. Vi aspetto intanto al festival.

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Il signore che vedete nella foto

nonno luigiIl signore che vedete nella foto è mio nonno – Luigi Caricato, nato nel 1894 e scomparso il 21 dicembre 1970. Come vedete, posso vantarmi di aver avuto un nonno nato nell’Ottocento. Mi ha salutato per l’ultima volta quando avevo solo cinque anni. Ne conservo un ricordo molto bello, e leggevo nei suoi occhi, gli ultimi giorni della sua vita, tanta gioia nel vedermi. Andavamo insieme in bicicletta, io seduto sull’asse del telaio, lui orgoglioso del nipote che perpetua il nome: L U I G I. Ma lui, come tutti i Luigi che erano nati nel Salento, veniva chiamato da tutti Pici. Proprio così: PICI. Poi, dopo qualche generazione nessun Luigi è mai stato chiamato Pici. Pici è il vezzeggiativo di Luigi nel dialetto salentino, come evidenzia Gerhard Rohlfs, autore del celeberrimo Dizionario dei dialetti salentini, ma pici, con la p minuscola, indica anche, come riferisce lo stesso Rohlfs, una persona che non la smette mai di parlare; e casualmente mio nonno era proprio un tipo ciarliero, ma questa coincidenza è stata una pura casualità. In Toscana, invece (in Val d’Orcia e Val di Chiana, soprattutto), la parola pici fa riferimento a una pasta fatta in casa, simile agli spaghetti, ma ben più larghi. Cosa c’entra tutto ciò con l’olio? Nulla. Per questo, per non suscitare alcun disagio in chi da un post sul blog Olivo Matto si attende qualcosa di attinente all’olio, vi omaggio di due spunti di riflessione Continua a leggere

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Avete mai provato il pesto d’aglio?

aglioForse non tutti lo apprezzeranno, alla sola idea di un ingrediente ritenuto così socialmente poco opportuno, per le relazioni interpersonali, soprattutto quelle più intime, ma, in fondo, chi ne resta attratto, soprattutto dal mix degli ingredienti utilizzati, non fa che sognarselo anche di notte, non riuscendo più a farne a meno. Provare per credere. E’ una salsa dalla consistenza cremosa, di colore bianco avorio e dal sapore tendenzialmente dolce, con una nota di pinolo di fondo. E’ una salsa tipica della provincia di Genova, ma è possibile individuarla anche in altre province. Io, se proprio avete curiosità, vi svelo ingredienti e modalità di preparazione. Per chi non si tira indietro Continua a leggere

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