Io sono un albero, la cartolina di annuncio

Dimentico sempre di segnalare gli aspetti più importanti della vita. Per esempio l’annuncio della settima edizione di Olio Officina Festival, con le date del 2018. Sempre a Milano, sempre a Palazzo delle Stelline.

So già che qualcuno mi accuserà di essere autoreferenziale, e di evidenziare solo ciò che organizzo. Sì, forse è vero: sono un lurido egoista – ma non è così, in realtà: sono davvero tante le iniziative che sforno, e se proprio ho da attribuirmi una colpa grave, è semmai  di non segnalarle mai a sufficienza.

Ecco perché diffondo la cartolina di annuncio del festival, che non è ancora quella trainante, ma solo quella destinata a fornire il tema portante: #ioSONOunALBERO – a indicare le date: 1, 2 e 3 febbraio 2018 – nonché a ricordare che il tempo passa in gran fretta, e che il programma della settima edizione già si sta delineando.

Non mancherò di stupirvi.

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Dacci oggi il nostro olio quotidiano

Vi ricordate il refrain riportato nella prima pagina dell’annuario Olio Officina Almanacco 2014? Repetita iuvant: Dacci oggi il nostro olio quotidiano. Il motto di apertura, riprende l’evangelico “dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Si associa l’olio al pane, perché non si può fare a meno di un alimento che ormai rientra di diritto tra i functional food.

Dacci oggi il nostro olio quotidiano” è stato un refrain di grande successo, visto che in tanti lo hanno ripreso e fatto proprio. Non perché del tutto privi di idee, ma perché lo hanno sentito come parte di se stessi. Si associa i consumo dell’olio a un gesto quotidiano familiare.

Ecco allora il comunicato stampa che ricevo da Marco Magheri per conto dell’Unasco, una organizzazione di produttori olivicoli che riunisce a sé oltre 130 mila olivicoltori. Il testo della nota stampa richiama un incontro che si terrà a Roma il prossimo 23 marzo, in un teatro, il Quirinetta. Si parlerà tra l’altro di etichettatura, un tema ricorrente e abusato, e perfino svilito, svuotato ormai di significato. Però l’etichetta è importante, occorre parlarne, sempre, ma senza assegnare a questo abito esterno che riveste una bottiglia d’olio, un peso eccessivo e soffocante. L’etichetta è un’arma a doppio taglio. Se ci si limita all’essenziale, è utile; se si esagera caricandola di troppe attese, può risultare controproducente.

Sono contento che Luigi Canino, il presidente di questo organismo consortile a carattere nazionale, ritenga il caso di illustrare, nell’incontro romano di giovedì 23 marzo, così come si legge testualmente nel comunicato, “i progressi e le nuove sfide per il nostro olio quotidiano”. Insomma, fa piacere che prima o poi tutti riconoscano il mio immenso lavoro, a tutto tondo, a favore di una sana cultura dell’olio, riprendendo, quando possono, le mie indicazioni, come pur le mie espressioni, la mia stessa creatività, il mio stile, perché si riconoscono e ne conoscono e apprezzano il valore.

Il nostro olio quotidiano è, soprattutto, l’olio democratico: un bene comune che appartiene alla comunità, ed è come tale un alimento “per tutti” e “di tutti”. Ci appartiene, fa parte della nostra identità, e dobbiamo perciò renderlo popolare, con un prezzo che consenta di remunerare chi lo produce e di renderlo nel medesimo tempo accessibile a un prezzo ragionevole a chi deve comprato e utilizzarlo come “olio quotidiano”.

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L’olio salverà il mondo

Tutti protagonisti di primo piano. Ecco uno dei tanti modi con cui si è lanciata la sesta edizione di Olio Officina Festival 2017. In questa creatività potete notare il ringraziamento ai tanti super eroi che popolano la vasta schiera che costituisce  quella che l’illustratore Valerio Marini ha mirabilmente rappresentato in quella che si materializzerà nei chiostri di Palazzo delle Stelline, ovvero: l‘United Forces of Oil. Siete pronti i nuovi super eroi?

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La cartolina di OOF 2017

Sono tante le immagini che hanno contribuito a promuovere e raccontare l’avvento della sesta edizione di Olio Officina Festival. Tra le tante, tutte realizzate da Valerio Marini, abbiamo scelto questa. L’appuntamento è come sempre a Milano, ma questa volta come sapete non più in gennaio, ma dal 2 al 4 febbraio. Tutte le informazioni sul sito del festival (QUI), nonché su Olio Officina Magazine. Per il resto, lo so: sto trascurando il blog Olivo Matto, ma, credetemi, il festival sta crescendo così tanto che c’è da diventare proprio matti a organizzarlo. Alla fine, però, dopo ogni edizione, c’è sempre l’attesa dell’edizione successiva. È un evento indipendente, perché nato dal basso e che non ha nessuno alle spalle, se non tanta voglia di lavorare sodo,  senza sosta, perfino sedici e più ore al giorno. È un evento nato da una mia idea, coltivata da sempre, molto libero, molto indipendente, ma che di fatto crea dipendenza. Non si riesce a farne a meno.

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L’olio d’artista è lui

È lui l’ideatore del progetto “Olio d’Artista”. Sappiatelo. Si chiama Francesco Sannicandro e ha dato vita a una mostra itinerante senza precedenti nella storia dell’olivo e dell’olio. Non che siano mancate le ispirazioni. Tutt’altro. La storia ci ha consegnato una miriade di opere impareggiabili, nel corso dei secoli. Tutte le opere di cui abbiamo ricordo elevano  un inno all’olivo e all’olio, ma, nel caso specifico di Sannicandro, la particolarità sta nel aver creduto in un progetto così importante, a partire dai contenitori dell’olio, e in particolare le lattine in banda stagnata, da assegnare a un contenitore, il ruolo di portavoce di una cultura olivicola e olearia che appartiene intimamente all’uomo. Così, dopo la piacevole mostra dello scorso anno a Olio Officina Festival 2016, anche nel corso della sesta edizione, in programma a Milano dal 2 al 4 febbraio 2017, torna la mostra “Olio d’Artista“, atto secondo.

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Fratello olivo

Fratello Olivo, per tante ragioni. Una tra tutte: ogni pianta di olivo evoca immancabilmente il simbolo della civiltà acquisita. L’olivo, per le tre grandi religioni del Libro – ebraismo, cristianesimo e islam – fanno riferimento costante proprio all’albero dell’olivo. Che poi è l’albero della pace e, nel medesimo tempo, l’albero della riconciliazione. Non piantare nuovi olivi equivale a rinunciare alla civiltà e di conseguenza al futuro.

Teatro dell’incontro, come già ho avuto modo di annunciare anche altrove, è l’azienda agricola di Domenico e Pasquale Manca. C’è  un luogo ben preciso, il Podere Monte Sixeri, presso il Ristorante di campagna Le Pinnette. Ad Alghero, come opportunamente recita la locandina.

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