L’olio democratico e l’olivicoltura dalla funzione sociale

intensivi coratoChi mi conosce lo sa: non demordo. A Olio Officina Festival 2013 annunciai l’importanza di avere un olio democratico, concetto che fu accolto con grande risalto – per quanto sia possibile avere risalto con notizie che abbiano valenza positiva. Ne scrissi da più parti (QUI per esempio), e questa mia teorizzazione compare ben delineata anche nel libro Libero olio in libero Stato, che ho pubblicato per le edizioni Zona Franca.
Io ho sempre teorizzato l’olio democratico, quello cui finalmente tutti possono oggi aspirare. Chiunque infatti, e ovunque, almeno da qualche anno a questa parte, può comperare un olio extra vergine di oliva senza dover spendere tantissimo, anche perché mai come in quest’ultimo periodo il prezzo di una bottiglia è diventato abbordabile. Ciò non significa che si debba accettare lo svilimento dei prezzi e i sottocosto al supermercato (questo mai), ma un prezzo in cui ai lavoratori viene riconosciuto il frutto del proprio impegno sì. Un olio democratico non esclude che chiunque non possa a sua volta aspirare a un olio d’eccellenza, e a pterne, se può, se ha sia ha capacità di spesa, acquistarne in gran quantità, e perfino a regalarlo ad amici e a chi ne ha bisogno, ma ciò che è essenziale – ora, subito – è garantire la disponibilità e l’accesso dell’olio da olive a tutti. Non come avveniva in passato, con un consumo segnatamente elitario, perfino in luoghi di abbondante produzione come la Puglia.
Una olivicoltura moderna, ad alta densità, è, di fatto, una olivicoltura dall’alta funzione sociale, proprio perché consente, attraverso l’abbattimento dei costi di produzione, di rendere fruibile l’olio a tutti, senza perdere nè in genuinità nè in qualità. Oltretutto i tempi di raccolta sono più rapidi, con l’automazione delle operazioni. Si va prima in frantoio, con un prodotto fresco e sano, e si ottiene un olio, appunto, che io definisco molto opportunamente “democratico”. La foto che vedete in apertura è di questa estate, mentre camminavo per i campi olivetati nel feudo di Corato. Non so dirvi chi sia il proprietario del campo.

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