Una bellezza condivisa

olive susanneEntrare nel tessuto vivo di un’azienda e presentare l’Atlante degli oli italiani, libro edito da Mondadori, di cui sono autore, è un’esperienza bellissima. Il tour che sto conducendo in lungo e in largo per il Paese è sempre un motivo di gioia e condivisione. Fa piacere incontrare un pubblico ogni volta nuovo e diverso, con cui interagire. Dal Nord al Sud non mi sono mai risparmiato, anche se vi sono regioni che non ho ancora percorso, in verità, segno che, nonostante le tante presentazioni di cui ho perso il conto, intraprendere un itinerario completo, senza trascurare i tanti territori vocati all’olivicoltura, richiede comunque tanto tempo ed energie. Sono stato invitato da diversi mesi da Susanne Falkenberg e Massimo Longo Adorno in Sicilia, e ora si è riusciti a trovare la data dell’incontro pubblico: il 26 di ottobre, alle ore 17, in via Chelia, nella sede privata dell’Azienda Adorno a Patti Marina. Ad aver voluto l’incontro sono Massimo e Susanne, molto sensibili ai temi culturali, consapevoli di quanto possa essere utile seminare cultura in ambito agricolo. La loro azienda agricola “è una delle più grandi a Patti”, in provincia di Messina, ed è – mi dicono – tutto “un grandissimo oliveto”. La sede dell’incontro è Villa Chelia, “la più grande e più bella villa a Patti”. Si trova direttamente di fronte al mare, e già prefiguro la bellezza del paesaggio. E’ la mia prima volta a Patti, ne ho sempre sentito parlare e ne ho letto, ma non ci sono mai stato. Ho curiosità di conoscere, e Villa Chelia, che so essere anche luogo di riunioni di lavoro e di studio, dispone anche di una suite e di una stanza bed and breakfast. Non vedo l’ora di immergermi in un contesto di bellezza che abbraccia olivi e mare. Nel corso dell’incontro il primo intervento è di Massimo Longo Adorno, con una introduzione al tema e immagino una presentazione dell’azienda. Suscita sempre grande curiosità e interesse in me sapere come degli intellettuali si approccino con un’azienda agricola. Longo Adorno è uno storico e ha pubblicato diversi libri, tra cui La guerra d’inverno. Finlandia e Unione Sovietica 1939-1940, per le edizioni Franco Angeli. E ho avuto modo di apprezzato l’approfondita analisi e lo stile con cui narra un’epoca, il Novecento, così terribile e funestato da tante guerre. Longo Adorno si è concentrato sul Novecento, e colgo l’occasione per segnalare un altro suo libro: Gli ebrei Fiorentini dall’emancipazione alla Shoa, pubblicato per la casa editrice Giuntina. Tanti anche i saggi e gli articoli apparsi su importanti riviste di storia. Insomma, sapere che un fine intellettuale si confronti con l’arte di coltivare gli ulivi fa molto piacere e spinge alla curiosità di conoscere il frutto del suo lavoro agricolo. So già – così come mi ha riferito la moglie, Susanne Falkenberg, che nel corso dell’incontro avremo modo di prendere visione di un videoclip, e lei stessa, che ha raccolto alcune delle sue foto piu belle, di olivi e di olive, si occuperà della presentazione fotografica dell’azienda (è sua la foto in apertura di questo post). Poi ci sarò io e il mio libro. Lo scenario si annuncia molto bello. Ho qualche curiosità riguardante Villa Chelia: il nome – mi spiega Susanne – deriva dal greco e sta per “tartaruga”, il che trova una sua spiegazione e un senso il fatto che vi sia un piccolo parco tartarughe nel giardino artistico di Villa Chelia. Oggi Villa Chelia è diventato un luogo d’incontro: “è una creazione mia”, precisa Susanne: “E’ una mia recente idea, nata dall’esigenza di non sprecare una risorsa di bellezza così importante, senza poter usufrire dello spazio e delle possibilità che tale luogo offre”, Così, anziché viverci solo per qualche mese, potranno fruirne in tanti. Rientra nella logica di una bellezza condivisa. Sarà per me un grande piacere esserci. E non finisce qui. Per vostra curiosità, anche Susanne Falkenberg ha pubblicato, insieme con il marito Massimo, un libro. Si intitola Un anno da pecora. Dialogo tra Italia e Germania nella crisi dell’Eurozona. Ora, dopo tutte queste informazioni, non resta che scoprire il frutto del loro lavoro agricolo.

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