La grande paura dei grandi simboli global

Il tema portante di Expo 2015, “Nutrire il pianeta”, è così vasto e onnicomprensivo che non lo si può eludere, nemmeno a volerlo. Tutto sta alla nostra coscienza accettare di affrontare il tema a partire da alcune sollecitazioni di carattere simbolico che mi pare siano tutte presenti in Expo. Occorre solo spogliarsi di pregiudizi inconsapevoli di cui possiamo essere vittime ignare. La presenza tanto contestata, tra gli sponsor, di realtà come Mc Donald’s e Coca Cola non mi impensierisce: sono così presenti ovunque, in qualsiasi contesto, che averli o non averli a Expo non cambia di fatto nulla. Le nostre scelte sono scelte (io sono convinto che debbano necessariamente esserlo) autonome, di conseguenza non vedo alcuna minaccia nella presenza di simboli storici della globalizzazione quali Mc Donald’s e Coca Cola. Non sono nemici, sono opzioni che ciascuno può accogliere o non accogliere. Non vedo la ragione di essere contro. Io in un Mc Donald’s ho consumato un pasto solo una volta (il menu di Gualtiero Marchesi, qualche anno fa; e per aver difeso il padre nobile della cucina italiana mi beccai anche alcune offese), ma sono favorevole alla presenza di tale catena in tutti i Paesi del mondo. Perché no? Perché negare la presenza dei punti di ristoro di una hamburgheria ovunque ciò sia possibile? Anche la Coca Cola è un mito contemporaneo (anche se ora è da alcuni anni che non la consumo, perché mi piace meno rispetto a quella di un tempo; oppure, forse perché sono io – il mio organismo – che non la desidera più); e se la Coca Cola è un mito, perché andarci contro? Ciascuno di noi ha un valore importante, fondamentale: la libertà. Se non siamo all’altezza di onorare una scelta di libertà, allora il problema è nostro, non dei simboli della globalizzazione. Questa ingiustificata lotta contro Coca Cola o Mc Donald’s mi sembra un esplicito atto di debolezza e, soprattutto, il segno di una profonda contraddizione. Quelli che più sono ostili verso tali simboli, di solito sono coloro che più di altri hanno cavalcato tali simboli in una loro vita precedente, passando da un condizionamento all’altro, senza essere liberi e capaci di compiere scelte personali e autonome: mi piace un hamburger, ci vado anche con gli amici a mangiarlo; non mi piace, non ci vado. Amo la Coca Cola, la bevo; non mi piace, consumo altre bevande. Chi mi costringe a scelte non volute? Per questo motivo non sono affatto contrariato per la presenza di Coca Cola e Mc Donald’s tra gli sponsor di Expo 2015: sono risorse importanti che vanno riconosciute come tali. E visto che il mio mondo, professionalmente, è quello dell’olio, lo stesso vale per le major dell’olio. Si contestano le grandi marche? E perché? Solo per puro pregiudizio, ma soprattutto per incapacità (personale) di riflettere senza paraocchi. Cos’è la libertà se non siamo in grado di esercitarla? Qualcuno per esempio mi contesta che io accolga tra gli sponsor del mio Olio Officina Festival la presenza di grandi marchi dell’olio. E allora? Dov’è il problema? Un po’ di sana intelligenza, e di rispetto verso se stessi, contribuisce a migliorare sensibilmente il poprio rapporto con il mondo, con il proprio sé e con l’altro da sè.

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