Una televisione senza agricoltura

Ieri, il televisore acceso, mi sono trovato a seguire mio malgrado, visto che ero in compagnia, una trasmissione domenicale su Rai Uno, e così mi è venuto spontaneo scrivere un brevisismo post sul mio profilo facebook, che riporto qui, tal quale, senza ulteriori commenti:

Cosa abbiamo fatto per meritarci “Linea Verde”? Quante colpe ancora dobbiamo espiare pur di vedere soppressa questa assurda e inutile trasmissione Rai?

Mi chiedo soltanto – oggi, a pensarci – perché l’agricoltura sia scomparsa dalla televisione. Vi sono tante belle trasmissioni, perché allora non si riesce a fare qualcosa di buono e di moderno che parli e affronti temi agricoli in modo diverso e più interessante e coinvolgente rispetto al deserto attuale?

“Linea Verde” è tutto tranne che agricoltura, ma soprattutto è la peggiore televisione che si possa immaginare. Paradossalmente, è di gran lunga migliore perfino l’arcinota TV spazzatura dei reality. Insomma, quando si deciderà di far qualcosa di utile in materia di agricoltura e ruralità, possibile che non vi sia la volontà di uscire dai soliti schemi?

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2 risposte a Una televisione senza agricoltura

  1. Sono a disposizione della RAi per una trasmissioni di Agroecologia per lo Sviluppo Rurale: Diritti e Doveri
    saluti
    Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo

    E’ necessario un immediato programma territoriale di riconversione biologica dell’Agricoltura, a partire dal Simbolo del Salento e della Cultura Mediterranea: “l’Ulivo Sacro Millenario”… Immortale.

    La coltivazione Agroecologica è sostenuta con enormi risorse europee nei piani di sviluppo rurale regionali, attraverso i quali è possibile riconvertire tutte l’Ulivicoltura del Salento (e tutta l’agricoltura Nazionale, ndr) al biologico, garantendo maggiori redditi agli agricoltori, per il beneficio ambientale/sanitario conseguito.
    Ciò attraverso le Misure Agroambientali per l’Agricoltura Biologica, cui si sommano le misure Agroclimatico-ambientali dei PSR Regionali, che prevedono la compensazione
    – di tutti i maggiori costi (gestione Biologica, potature annuali, “slupature”, raccolte adeguate con reti e non con aspiratori, cure colturali biologiche obbligatorie, inerbimenti controllati, incremento della Biodiversità funzionale, Lotta biologica ecc.),
    – del mancato ricavo per riduzione della produzione (viene riconosciuto dalle norme europee il 30% anche se la produzione può essere mantenuta più alta con tecniche agroecologiche adeguate, il che premia i migliori agricoltori, come previsto nella filosofia delle politiche agroambientali europee),
    – più un 20% per il lavoro burocratico connesso alla certificazione biologica,
    – cui si somma un 30% per le azioni collettive di più agricoltori che insieme coltivano in biologico in un territorio limitrofo, con immensi benefici per la salute e l’ambiente

    E’ previsto inoltre il rimborso delle spese di certificazione biologica (3.000 € annui – ex. Mis 132 del psr) con cui si dovrebbe potenziare il sistema di controllo Biologico, e la copertura dell’assistenza tecnica indipendente fitoiatrica (1.500 €/ annui), obbligatoria dal PSR 2015-2020.
    Oltre a notevoli fondi per attività di Innovazione, per la messa a punto delle tecniche agroecologiche sul territorio e per la formazione dei Consulenti Tecnici in particolare per la prescrizione fitosanitaria.
    Un’occasione da non perdere, visto che siamo nel periodo di approvazione dei PSR da parte della Commissione UE, coordinatore Dr. Colleluori, la quale ha bocciato le misure agroambientali della Puglia, che pretenderebbe il pagamento di 4 trattamenti chimici contro presunti insetti vettori della Xillella, coi fondi pubblici delle nostre tasse… cosa assolutamente illegittima e non giustificabile.

    Mentre la Regione dovrebbe prevedere un pagamento per l’Ulivicoltura Biologica secolare adeguato, dell’ordine di 2.000 – 3.000 € /ha, cumulando tutte le tecniche agroecologiche finanziabili dal PSR.

    Miliardi di € che spesso tornano indietro a Bruxelles o non arrivano agli agricoltori, i quali potrebbero tutelare l’Ambiente, la Bodiversità e la Salute (la propria in primis), oggi danneggiata in modo irreversibile dall’uso dei prodotti chimici.
    Attraverso l’Agricoltura Biologica Tradizionale, 100% Agroecologica, 100% made in Italy e 100% libera da OGM.

    Ancora oggi molte regioni italiane non prevedono adeguati pagamenti per l’Agricoltura Biologica e spesso sovvenzionano con i fondi agroambientali una falsa agricoltura integrata, che prevede uso di pesticidi in quantità maggiore del normale uso convenzionale, Si sovvenziona addirittura l’uso dei dissecanti chimici, pericolosissimi per la salute, che inquinano le falde potabili (sono la prima causa di inquinamento delle acque, fonte ARPA-ISPRA 2012) e devastano territori e paesaggi (colorazione Arancio di erba morta), distruggendo la biodiversità (microrganismi utili del terreno, erbe salutari, insetti utili, uccelli, rettili, mammiferi, ecc.). Predisponendo i territori alle alluvioni, per la distruzione dell’Humus (base della fertilità e resistenza delle piante) che trattiene acqua fino a 10 volte il suo peso… acqua che così scorre a valle, provocando morte e distruzione… e Miliardi di danni per lo Stato.
    Mentre l’atmosfera si riempie di anidride carbonica e vapore acqueo, proprio a causa della distruzione dell’humus e delle erbe fotosintetiche operate dai Disseccanti Chimici.

    Fermiamoci,
    E’ già troppo tardi… troppo tardi per essere Pessimisti.
    L’Italia ha il triste primato mondiale dei tumori dell’Infanzia, per le modificazioni del DNA causate da agenti chimici.
    Stiamo distruggendo il nostro futuro in modo irreversibile: la salute dei nostri Bambini.
    Ora vogliamo distruggere anche il Passato… gli Ulivi, i Patriarchi del Salento?
    Se continuiamo cosi periranno prima gli esseri Umani.

    Le soluzioni alternative sono semplici ed efficaci e renderebbero gli agricoltori biologici e l’Italia più ricca e sana che mai.
    Un esempio da mettere in primo piano per Expò 2015.
    Agroecologia, ovvero “nella Tradizione… l’Innovazione”, a partire dal recupero delle conoscenze antiche smarrite… e delle ricerche agroecologiche avviate negli anni ’80-’90 ma mai trasferite in Italia

    Superando i conflitti di interesse, per una convergenza collettiva degli interessi… nessuno escluso.
    Perchè i Consorzi Agrari, invece di vendere Pesticidi pericolosissimi, potrebbero guadagnare molto di più vendendo prodotti per l’Agricoltura Biologica, grazie ai Pagamenti Agroambientali previsti nei PSR Regionali, che ne sostengono i maggiori costi.

  2. Sono a disposizione della RAi per una trasmissioni di Agroecologia per lo Sviluppo Rurale: Diritti e Doveri
    saluti
    Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo

    E’ necessario un immediato programma territoriale di riconversione biologica dell’Agricoltura, a partire dal Simbolo del Salento e della Cultura Mediterranea: “l’Ulivo Sacro Millenario”… Immortale.

    La coltivazione Agroecologica è sostenuta con enormi risorse europee nei piani di sviluppo rurale regionali, attraverso i quali è possibile riconvertire tutte l’Ulivicoltura del Salento (e tutta l’agricoltura Nazionale, ndr) al biologico, garantendo maggiori redditi agli agricoltori, per il beneficio ambientale/sanitario conseguito.
    Ciò attraverso le Misure Agroambientali per l’Agricoltura Biologica, cui si sommano le misure Agroclimatico-ambientali dei PSR Regionali, che prevedono la compensazione
    – di tutti i maggiori costi (gestione Biologica, potature annuali, “slupature”, raccolte adeguate con reti e non con aspiratori, cure colturali biologiche obbligatorie, inerbimenti controllati, incremento della Biodiversità funzionale, Lotta biologica ecc.),
    – del mancato ricavo per riduzione della produzione (viene riconosciuto dalle norme europee il 30% anche se la produzione può essere mantenuta più alta con tecniche agroecologiche adeguate, il che premia i migliori agricoltori, come previsto nella filosofia delle politiche agroambientali europee),
    – più un 20% per il lavoro burocratico connesso alla certificazione biologica,
    – cui si somma un 30% per le azioni collettive di più agricoltori che insieme coltivano in biologico in un territorio limitrofo, con immensi benefici per la salute e l’ambiente

    E’ previsto inoltre il rimborso delle spese di certificazione biologica (3.000 € annui – ex. Mis 132 del psr) con cui si dovrebbe potenziare il sistema di controllo Biologico, e la copertura dell’assistenza tecnica indipendente fitoiatrica (1.500 €/ annui), obbligatoria dal PSR 2015-2020.
    Oltre a notevoli fondi per attività di Innovazione, per la messa a punto delle tecniche agroecologiche sul territorio e per la formazione dei Consulenti Tecnici in particolare per la prescrizione fitosanitaria.
    Un’occasione da non perdere, visto che siamo nel periodo di approvazione dei PSR da parte della Commissione UE, coordinatore Dr. Colleluori, la quale ha bocciato le misure agroambientali della Puglia, che pretenderebbe il pagamento di 4 trattamenti chimici contro presunti insetti vettori della Xillella, coi fondi pubblici delle nostre tasse… cosa assolutamente illegittima e non giustificabile.

    Mentre la Regione dovrebbe prevedere un pagamento per l’Ulivicoltura Biologica secolare adeguato, dell’ordine di 2.000 – 3.000 € /ha, cumulando tutte le tecniche agroecologiche finanziabili dal PSR.

    Miliardi di € che spesso tornano indietro a Bruxelles o non arrivano agli agricoltori, i quali potrebbero tutelare l’Ambiente, la Bodiversità e la Salute (la propria in primis), oggi danneggiata in modo irreversibile dall’uso dei prodotti chimici.
    Attraverso l’Agricoltura Biologica Tradizionale, 100% Agroecologica, 100% made in Italy e 100% libera da OGM.

    Ancora oggi molte regioni italiane non prevedono adeguati pagamenti per l’Agricoltura Biologica e spesso sovvenzionano con i fondi agroambientali una falsa agricoltura integrata, che prevede uso di pesticidi in quantità maggiore del normale uso convenzionale, Si sovvenziona addirittura l’uso dei dissecanti chimici, pericolosissimi per la salute, che inquinano le falde potabili (sono la prima causa di inquinamento delle acque, fonte ARPA-ISPRA 2012) e devastano territori e paesaggi (colorazione Arancio di erba morta), distruggendo la biodiversità (microrganismi utili del terreno, erbe salutari, insetti utili, uccelli, rettili, mammiferi, ecc.). Predisponendo i territori alle alluvioni, per la distruzione dell’Humus (base della fertilità e resistenza delle piante) che trattiene acqua fino a 10 volte il suo peso… acqua che così scorre a valle, provocando morte e distruzione… e Miliardi di danni per lo Stato.
    Mentre l’atmosfera si riempie di anidride carbonica e vapore acqueo, proprio a causa della distruzione dell’humus e delle erbe fotosintetiche operate dai Disseccanti Chimici.

    Fermiamoci,
    E’ già troppo tardi… troppo tardi per essere Pessimisti.
    L’Italia ha il triste primato mondiale dei tumori dell’Infanzia, per le modificazioni del DNA causate da agenti chimici.
    Stiamo distruggendo il nostro futuro in modo irreversibile: la salute dei nostri Bambini.
    Ora vogliamo distruggere anche il Passato… gli Ulivi, i Patriarchi del Salento?
    Se continuiamo cosi periranno prima gli esseri Umani.

    Le soluzioni alternative sono semplici ed efficaci e renderebbero gli agricoltori biologici e l’Italia più ricca e sana che mai.
    Un esempio da mettere in primo piano per Expò 2015.
    Agroecologia, ovvero “nella Tradizione… l’Innovazione”, a partire dal recupero delle conoscenze antiche smarrite… e delle ricerche agroecologiche avviate negli anni ’80-’90 ma mai trasferite in Italia

    Superando i conflitti di interesse, per una convergenza collettiva degli interessi… nessuno escluso.
    Perchè i Consorzi Agrari, invece di vendere Pesticidi pericolosissimi, potrebbero guadagnare molto di più vendendo prodotti per l’Agricoltura Biologica, grazie ai Pagamenti Agroambientali previsti nei PSR Regionali, che ne sostengono i maggiori costi.

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