Non si riduca l’olio a pura merce

Forse sarò estremo, ma, almeno sotto Natale, consentitemi di esserlo. Per questo vi chiedo di non fermarvi a ciò che appare, ma di avere uno sgaurdo che vada oltre il consueto e il prevedibile. Io non accetto l’idea che l’olio venga banalmente considerato l’olio. Per me ha qualcosa in più della semplice e scontata apparenza. L’errore in cui incappano in tanti, è di  ostinarsi a guardare all’olio da olive quale pura merce, quando invece c’è una profondità spirituale ignorata non solo da chi l’olio lo consuma, ma perfino da chi lo produce e ne ha fatto una professione il produrlo o benderlo. C’è chi, da professionista, magari bravo e serio, continua a trattare tale materia prima senza a volte rendersi conto di ciò che ha concretamente tra le mani. Ecco, io credo che occorra aspirare ad altro e non fermarsi alla sola evidenza. Occorre avere una visione diversa, non più legata alla sola mercificazione. Volete volare alto? Leggete QUI, allora. Se non conoscete la vita di san Benedetto, colui che ha scritto la regola dell’Ora et Labora, allora fermatevi un po’. Rfiflettete, meditate. Non lasciatevi scivolare addosso la vita professionale pensando solo a far quadrare i conti o guadagnare di più.

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Una risposta a Non si riduca l’olio a pura merce

  1. Davide Giuseppe Tassielli scrive:

    “non si riduca l’olio a pura merce”…
    qualcuno lo dica a chia ha scritto il seguente articolo…
    http://www.olioofficina.it/societa/incursioni/cosa-intendo-per-fare-sistema.htm

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