Sempre consumato extra vergine

Lo so, in molti hanno paura di confrontarsi su temi così… lampanti. Avete letto la mia “incursione” su Olio Officina Magazine? QUI. Ebbeene, si cerca di dimenticare ciò che siamo stati e preferiamo di gran lunga ignorare la nostra memoria storica, considerando anche la materia prima di cui in molti si sono in vario modo cibati per generazioni: l’olio vergine lampante. Cerchiamo comprensibilmente di ignorare il passato, ma dobbiamo pur confrontarci con esso, prima o poi. Per parlare di eccellenze oliandole in modo serio, per comprenderle e valorizzarle nella loro potenza espressiva, percependole come una grande conquista, soprattutto degli ultimi decenni, occorre pur conoscere il rovescio della medaglia, trovando il coraggio di riconoscere ciò che in fondo siamo stati fino all’altro ieri (e in certi casi ancora lo siamo): produttori di olio lampante. Il percorso verso l’eccellenza non può assolutamente ignorare la nostra storia. La qualità è sempre in divenire. Per questo ci vuole tanta umiltà quando si parla o si scrive di olio da olive. C’è stato un tizio al telefono, ieri, che mi ha detto: in casa nostra abbiamo consumato sempre olio extra vergine di oliva, da sempre, perfino i miei bisnonni. Ah, però. Peccato che l’olio extra vergine di oliva sia ufficialmente nato solo nel novembre del 1960 (piccolo particolare).

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