Quando tutti se ne accorgeranno, sarà troppo tardi

E’ incredibile come le attenzioni sull’olio siano tutte concentrate su temi negativi e perfino nefasti. Non esitono più persone lucide in grado di scorgere luci e accendere la necessaria e doverosa attenzione su aspetti positivi, costruttivi, creativi, educativi, che diano pieno slancio e dinamismo all’olio da olive, compreso tutto il mondo che vi ruota attorno. Mi sorprendono in particolare – e lo dico con grande amarezza e dolore – i tanti produttori olivicoli così defilati, così silenziosi di fronte all’insistita campagna diffamatoria orchestrata ad arte da Coldiretti. Si getta in continuazione fango sull’Italia dell’olio, puntualmente ad ogni inizio di olivagione, turbando così i mercati e le percezioni del prodotto olio da olive da parte dei consumatori. In tutto ciò, gli olivicoltori e i frantoiani tacciono, assenti, come se fossero estranei alla questione. Sorprende il loro silenzio, il loro lasciar fare ad altri, il loro non partecipare, la loro non reazione a tutto questo fuoco amico, al dilagare di atteggiamenti sfrontatamente inopportuni. In questo stato di disagio che mi attraversa ormai da anni, resto come sempre del parere che ciascun popolo va costruendo il proprio destino anche a partire dalle proprie viltà. Io sono l’unico – quasi, tranne pochi altri resistenti – a non cedere al tentativo continuo di distruggere il comparto oleario. Quando tutti se ne accorgeranno, forse sarà troppo tardi.

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3 risposte a Quando tutti se ne accorgeranno, sarà troppo tardi

  1. In un paese dove nessuno paga gli errori (tranne i poveretti…!),non fanno eccezione gli amici della Coldiretti (sicuramente in buona fede) e i politici che li hanno sostenuti.
    Dopo 2 anni di sian e altre vessazioni INUTLI il prezzo dell’olio italiano e’ arrivato a 2,50 euro al kilo…non è cambiato niente per il mondo agricolo (era e rimane in ginocchio) ma in compenso stanno distruggendo quello che rimaneva del l’industria italiana.
    Gli spagnoli ringraziano…

  2. michele scrive:

    è di oggi un allarme a taiwan. Trovano in un olio di oliva l’acido ricinoleico, e l’acido tricosanoico (C23); in realtà confondono il primo con un isomero dell’acido oleico, cis-vaccenico, normalmente presente (esce accanto all’oleico) e confondono il tricosanoico con lo squalene, anch’esso presente negli extra vergini. Richiedono una dichiarazione che non sono aggiunte clorofille rameiche (leggi: colorato con la clorofilla). In altri campioni ritrovano olio di cotone, e questo è verosimile in oli confezionati in loco e dunque banalmente contraffatti. Ma tutta questa allerta non è altro che il frutto delle continue allerte che giungono da tanta stampa, e presunti esperti, in realtà dei “talebani dell’extravergine” !

    • massimo scrive:

      Purtroppo è la dura realtà Michele. Ci stiamo uccidendo con le nostre stesse mani. Prima si giudicavano certe uscite come “folkroristiche” e si sorrideva, ma adesso con il coinvolgimento di una europarlamentare dei Paesi Bassi (sic!) e con il tam tam mediatico , con il rapporto EURISPES che sarebbe da denunciare ma che per il momento viaggia in rete, oggi non si scherza più.
      In una trasmissione televisiva su Canale 5 mi hanno riferito di aver sentito un’intervista ad alcuni olivicoltori dell’Umbria i quali sostenevano che in passato vendevano l’olio a 12 euro al litro e che oggi invece le “multinazionali” comprano l’olio da loro a 3 Euro. Roba da matti.

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