Un’Italia istituzionale malata di anarchia

io e massimoNon seguite il gruppo “Noi che vogliamo l’unione del comparto olio di oliva” su facebook? Errore. Consultandolo, potete prendere visione di argomenti di grande interesse, intorno ai quali è sempre bene confrontarsi. Il gruppo lo ha creato Massimo Occhinegro, uno tra i più autorevoli esperti di marketing a vocazione soprattutto internazionale. Lo vedete ritratto con me in una foto vacanziera. Gli spunti di riflessione che si possono trarre seguendo il gruppo sono tanti, tutti ispirati a uno spirito di indipendenza, perciò ancora più interessanti. Come questo post che vi riporto integralmente, sul quale sarebbe bene riflettere, ma riflettere con la dovuta attenzione, non con la superficialità di chi resta ammaliato da mamma Istituzione. Ecco cosa scrive Occhinegro a proposito di un dirigente del Ministero delle Politiche agricole di nome Stefano Vaccari, il direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare

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Stefano Vaccari, orgogliosamente ha sostenuto che l’Italia ha scientemente sempre “normato” in materia di etichettatura in contrasto con le leggi europee pur sapendo che ciò avrebbe comportato una sanzione per infrazione. “Siamo gli apripista in materia”, ha chiosato. E infatti l’Unione europea, successivamente ha tenuto conto delle nostre norme.

Faccio quindi due osservazioni, in sintesi:
1) Chi paga le infrazioni? Non le paghiamo forse noi cittadini italiani?
2) Con tutte queste norme succedutesi nel tempo, a partire dalla legge 3 agosto 1998 n. 313 e finite nella legge Mongiello (al momento), cosa è cambiato per l’olivicoltura italiana? I produttori sono forse più ricchi? Forse lo sono, di carte e burocrazia, oltre che di costi! Ma chi si è veramente “arricchito”, se non le organizzazioni dei produttori che queste leggi le hanno “spinte” e forse scritte per il tramite dei loro funzionari burocrati?

In ultimo, osservo: ma perché, se proprio si vogliono fare i cambiamenti (che causano, a mio modesto parere, un avvitamento del settore, usque ad inferos) non si mandano uomini capaci direttamente a Bruxelles, e queste leggi eventualmente non le si fanno lì?
A quando la prossima legge?

Massimo Occhinegro

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