L’olivo ha lo stesso volto dell’uomo

fasano, olivoOggi è domenica e ogni domenica va salutata con gioia. Io quest’oggi la saluto con le belle espressioni, di quelle che si imprimono nell’anima, dello scrittore Giovanni Arpino. Sono tratte dalla prefazione al volume L’Olivo, di Napo Mastrangelo, libro illustrato pubblicato nel 1982 in una edizione fuori commercio e di cui ho la fortuna di disporre di una copia. L’olivo, secondo Arpino, ha sembianze umane.

 

“Sediamoci sotto un olivo, scrutiamo le sue rughe che sanno di misteri lontanissimi. Amiamo, accarezziamo i suoi nodi così stretti e bruschi, così ghignanti e ridenti, così solidi e stretti.

Vi sono alberi che ricordano l’uomo nei suoi movimenti, nella sua statura, nelle sue gesticolazioni.

(…)

L’olivo è lo stesso volto dell’uomo nelle sue lunghe cicatrici, nello svariare dei colori, dal verde al cinerino sia della foglia sia del legno, ogni volto d’uomo trova qualcosa di sé. Trova la sue età passate e future, la maturità possibile, la vecchiaia inevitabilmente giusta”.

Giovanni Arpino

 

L’olivo in evidenza, collocato a corredo del post, è una foto di Luigi Caricato presso la tenuta Pantaleo a Fasano.

I libri di Giovanni Arpino li trovate qui.

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