L’emozione e l’attesa

bottiglie1Osservate bene queste bottiglie. Sono disposte in ordine, pronte per essere riempite. Conterranno olio extra vergine di oliva. In questa schiera di vuoti trovate, racchiuse, l’emozione e l’attesa. L’emozione di chi, pur ripetendo un’operazione sempre uguale a se stessa, la vive e la sperimenta ogni volta come fosse diversa. C’è tutta la soddisfazione di chi riempirà le bottiglie immaginandole sulle tavole di tanti che ne consumeranno tutta la bontà del contenuto. Provate per esempio a immaginare l’emozione della prima volta, di chi non ha mai imbottigliato il proprio olio e lo ha sempre venduto allo stato sfuso. E’ immensa. Pensate inoltre all’orgoglio di chi ha lavorato tanto e attende di percepire quello stato di profonda beatitudine di chi prova, altrettanto intensamente, le stesse emozioni del produttore, ma questa volta trovandosi dall’altra parte, nel ruolo di chi apprezza l’olio che ha comperato. Questo incrocio di emozioni è possibile solo quando si ha a cuore la perfetta combinazione di contenuto e contenitore. Tali emozioni si spengono subito, fino ad annullarsi, quando nelle bottiglie prende spazio un olio senza qualità né identità. Perciò, per vivere con gioia il momento dell’emozione e dell’attesa, è sufficiente dimostrare il massimo rispetto della materia prima e di quanti la lavorano fino a metterci perfino l’anima.

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