Incendiare olivi è un atto barbarico

incendio 3Campagna in agro di Lequile, in provincia di Lecce. Quest’oggi con dolore denuncio una pratica ricorrente in Puglia, d’estate. Lo so di non smuovere l’attenzione delle Istituzioni, sorde a tali richiami, e tuttavia complici per ignavia. Le foto che mio fratello Francesco mi ha inviato, non lasciano adito a dubbi: ritraggono una terribile scena. Come si può notare, non essendoci erbe infestanti né sotto né intorno alla pianta, l’incendio è stato un gesto volontario e meditato. E’ ormai frequnete che gli alberi vengano incendiati direttamente dall’interno del tronco, scientemente. E’ solo un’azione vandalica, di balordi che non meriterebbero di essere ritenuti persone, o è piuttosto un modo per aprire il varco all’invasione degli impianti fotovoltaici. Nel Salento lo scempio delle campagne è inarrestabile. Si intende distruggere il paesaggio con le migliori e più fertili aree coltivate.

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2 risposte a Incendiare olivi è un atto barbarico

  1. ettore franca scrive:

    Presso i Greci, gli olivi erano dedicati ad Atena, vergine personificazione della castità, ed erano oggetto di culto profondo tanto che, non solo chi faceva scempio della pianta o danneggiava un olivo, ma anche chi ne bruciava il legno, andava incontro alle gravi punizioni previste dalle leggi ateniesi.
    Sacri alla dea, gli olivi erano risparmiati anche in tempo di guerra quando i vincitori, di solito, lasciavano al fuoco l’opera della distruzione finale delle città vinte. A quel codice si attennero persino gli Spartani quando sconfissero Atene nella lunga guerra del Peloponneso, iniziata nel 431 e conclusa nel 404 a.C.

    Purtroppo il tempo ha modificato il comportamento non solo di chi governa ma anche la cultura degli uomini che, oggi, si ritengono più evoluti, più civili, più colti. Se questo è il progresso …. !

  2. mauro scrive:

    …questi sono gli alberi che mi verrebbe voglia di abbracciare!

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