Donne, uomini: arriva l’aliuvaro

L'aliuvaro. Foto procurata da Fabiana Romanutti

L’aliuvaro. Foto procurata da Fabiana Romanutti

Avete letto bene: aliuvaro. A segnalarmi tale figura è stata Fabiana Romanutti sul profilo facebook di Olio Officina, rimandando alla canzone classica napoletana. E’ uno dei mestieri che nel passato aveva una grande centralità, ora le olive si acquistano molto comodamente al supermercato. Ecco cosa scrive per l’esattezza la Romanutti, direttrice del mensile q. b. Fvg, quanto basta Friuli Venezia Giulia: “L’aliuvaro era l’olivaio, il venditore di olive. Figura tipica dell’Ottocento, si poteva incontrare per le strade mentre vendeva olive bianche e nere. Il trasporto degli alimenti poteva avvenire in un recipiente posto sulla testa, detto cupiello, o in un secchio. Solitamente le olive venivano vendute all’interno di un recipiente cilindrico, detto mesuriello (riempito con un mestolo bucato, detto ramaiuolo), con il quale il venditore misurava anche la quantità venduta per calcolarne il prezzo”. Io mi fermo qui, ma vi consiglio un libro sul tema molto utile e prezioso: A tavola e in cucina con le olive, pubblicato per l’editore Tecniche Nuove.

Sì, libro olive da tavolaproprio così, è un mio lavoro che consiglio caldamente perché documentatissimo, con, in più, un ricettario dello chef Lino Gagliardi.

I libri sono importanti, anche perché, come sapete, le olive vanno pure conosciute, mica solo mangiate. Vi pare?

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