Le persone a cui piace l’aceto? Le più simpatiche

OLYMPUS DIGITAL CAMERAEstate, è tempo di vacanze e viaggi – di spostamenti in auto, per lo più. Con me porterò una pila di libri che non riuscirò forse a leggere tutti, ma già il solo provarci è un buon risultato. Nonostante il poco tempo a disposizione, cerco comunque di ritagliarmene un poco per rileggere un libro già apprezzato. Il piacere della rilettura rende più appagati, soprattutto quando si ripercorre il periodo in cui si ha avuto piacere di scorrere le pagine. Il libro che mi sono promesso di leggere è di Laura Bosio, scrittrice raffinata e profonda, sensibile e molto abile nel trovare sempre le parole e le espressioni giuste. Dopo aver letto il suo D’amore e di ragione. Donne e spiritualità, pubblicato da Laterza, il libro che ho piacere di rileggere è il romanzo Le ali ai piedi, edito nel 2002 da Mondadori. E’ un romanzo potente che affronta i temi della malattia e della morte attraverso il viaggio di due donne, due care amiche, a bordo di una vecchia spider rossa lungo l’Italia. Presentai questo libro al Vinitaly, e ancora ne ho un ricordo intenso e vivo. Leggetelo. Si tratta di un viaggio dell’anima in cui i luoghi visitati diventano luoghi dello spirito. Ci si muove per strade secondarie. In direzione del Garda, per esempio, con la “collina di vigneti e uliveti appena mossi dalla brezza del lago”. Si parla non a caso di una preferenza “per le strade secondarie, in particolare le provinciali che attraversano la campagna coltivata e i paesi dove le persone sono meno ruvide e diffidenti, ma ancora vive. (…) Nessuno si innervosisce se è costretto a fermarsi per le manovre di un trattore o il passaggio di qualche supersiste mucca pascolante…” Capite perché ho grande desiderio di rileggere Le ali ai piedi? A spingermi è la voglia di autenticità trasmessa da libri veri, che trattano la vita affrontando i sentimenti più autentici. Mancano, purtroppo, questi solidi approcci narrativi, oggi. In tanti puntano su temi più ruffiani ed emotivi, trasmettendo al lettore un testo ben scritto, certo, ma vuoto d’anima.

Lungo il viaggio delle due amiche c’è sempre tempo per riflettere, interrogarsi e gustare del buon cibo: “sarde alla marchigiana, macerate in olio e rosmarino, cosparse di pan grattato e cotte in forno”. Nel romanzo c’è inoltre spazio anche per una battuta che sarebbe il caso di approfondire direttamente con l’autrice, sul perchè scriva: “Ho dedotto che le persone a cui piace l’aceto sono più simpatiche”. Lo credo anch’io, grande estimatore di aceti, e non solo di oli. Sono convinto che il cibo nutra l’anima, come sono altrettanto convinto che anche i viaggi interiori siano quelli che rendono il viaggio ancor più stimolante.

E se pianificassimo le nostre vacanze non più come banali vacanze tra le tante, ma come un viaggio per ritrovare un tempo che aiuti a ritrovarci? Non sarebbe una cattiva idea. Così, dal momento che vi trovate qui, sul mio blog, e dal momento che stimo e apprezzo moltissimo Laura Bosio, con tutti i suoi libri, vi consiglio caldamente, tra i tanti che lei ha pubblicato, anche uno più strettamente rurale: Le stagioni dell’acqua, edito da Longanesi. E’ una storia tutta da leggere.

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