Gli alberi di olivo del Garda, testimoni della storia

Foto di Roberto Lazzarin

Foto di Roberto Lazzarin

Ho avuto modo di sfogliare in questi giorni un agile volumetto che l’autore Bruno Festa mi aveva a suo tempo inviato. Non riguarda l’olio, in realtà, e neppure l’olivo, ma, come recita il titolo, è incentrato su ben altro: Gargnano. Luoghi della Repubblica Sociale Italiana. E in effetti, solo a pensarci, tra l’ottobre 1943 e l’aprile 1945 Benito Mussolini ha vissuto proprio lì, lungo le sponde del lago, a Villa Feltrinelli, in località San Faustino. Nel libro di Festa – documentatissimo – compaiono immagini in cui si scorge il paesaggio come appare oggi, con gli olivi che circondano le belle dimore intorno al lago. Negli anni in cui il territorio era teatro di tragedia, forse gli olivi erano ancora più numerosi, chissà. Non è stato un periodo felicissimo, all’epoca, con le requisizioni e la presenza delle truppe germaniche. Oggi, però, i tedeschi soggiornano qui con grande piacere, e senza dubbio sono tra i fruitori più attenti e sensibili della bellezza dei luoghi. Per saperne di più, vi consiglio di leggere il volume di cui sono autore, Olio di lago. Garda Dop, edito da Mondadori. Vi suggerisco in particolare di gustare la prefazione della scrittrice e antropologa Daniela Marcheschi. Bellissimo il titolo: “Fra stupore del mondo e attenzione al lavoro della terra. La maestosa bellezza del Garda”. Un vero e proprio saggio che introduce il mio lavoro, ricco di molti utili spunti.

Si scopre per esempio che:

Tanto forte fu l’emozione provata nel 1786 da Goethe di fronte allo splendore naturale, ai giardini disposti a terrazze, agli alberi da frutto e agli olivi delle rive del Garda, che, precisamente qui, non solo il poeta tedesco tracciò alcuni disegni efficaci, ma riprese anche in modo decisivo il lavoro per la stesura in versi della sua tragedia Ifigenia in Tauride.

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