Altri libri per nutrire bene la mente d’estate

io e libriNessuno abbia paura della saggistica. Oggi i saggi sono scritti per un pubblico più vasto, e in alcuni casi hanno anche un taglio narrativo, capaci come sono di raccontare un sapere e di incuriosire il lettore. Ne propongo alcuni tra quelli che si soffermano su temi legati all’agricoltura e al cibo, oltre che all’ambiente. C’è un tempo per riflettere. L’estate sicuramente aiuta. Per invogliare i più renitenti, ho individuato anche alcuni volumi illustrati che vale la pena sfogliare e leggere.

Ecco dunque la seconda lista dei libri per l’estate che ho selezionato per voi, dopo i libri di narrativa. Le note esplicative di ciascun testo sono tratte dai risvolti di copertina. Quest’oggi vi segnalo soltanto i saggi. Con un altro post, più avanti, segnalerò alcuni utili manuali.

Il LIBRO DEL CUORE

Alfonso Pascale, Radici & gemme. La società civile delle campagne dall’unità ad oggi, Cavinato

Il saggio ricostruisce fatti e idee riguardanti i ceti rurali: contadini, proprietari, pescatori, artigiani, mercanti, piccoli industriali del settore alimentare, professionisti e tecnici. Un mondo variegato e fortemente intrecciato coi luoghi degli scambi e con la vita delle città, che ha saputo conquistarsi, in forme originali e a volte contraddittorie, lo spazio politico e sociale per trasfondere nella contemporaneità i propri valori. Non si ripercorrono solo le tappe del processo di costruzione delle forme organizzative con cui si è manifestato il protagonismo rurale, ma anche quelle che hanno riguardato l’evoluzione delle culture, dei modi di pensare e della percezione delle trasformazioni socio-economiche che sono avvenute nelle campagne. Un’attenzione particolare è rivolta al rapporto tra uomini e risorse e alle innovazioni tecnologiche e si dà conto dell’ampiezza del sapere tecnico ed esperienziale accumulato nelle campagne riguardante il lavoro dei campi, l’uso delle acque, l’adattamento del territorio, la cura delle piante e degli animali. Nel saggio si descrive, inoltre, il fenomeno della nuova ruralità – comparso in Europa tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso – e le forme peculiari con cui si manifesta nelle regioni mediterranee, in continuità con una tradizione che si caratterizza per una maggiore integrazione tra città e campagna, nonché per una diffusa presenza della pluriattività e dell’economia informale. L’odierna ruralità mediterranea non è affatto “nostalgia del mondo rurale”, nuova “arcadia”, bensì rinnovata combinazione di attività in più settori e di soggetti sociali di diversa estrazione e provenienza, legati tra loro da relazioni di tipo collaborativo.

 

I SAGGI ILLUSTRATI

Iacopo Manna, Giancarlo Gentilini, Giuseppe Fontanazza,  Il dono di minerva – Minerva’s gift, Editrice La rocca

Il volume è un’ampia e dettagliata analisi dedicata a un tema figurativo legato come pochi altri alla storia e all’identità culturale europea: quella dell’olivo, il cui valore simbolico accompagna la cultura occidentale e il suo sviluppo sin dalle origini. Quasi duecento riproduzioni di opere d’arte, dall’Atene classica alle espressioni contemporanee, raffigurano l’olivo e i suoi frutti. Il volume è interamente bilingue, italiano-inglese.

 

Andrea Zanfi (a cura di)), Sicilia. L’isola dell’olivo, Salvietti&Barabuffi

Sicilia. L’isola dell’olivo è un libro, dove le immagini, tutte  inedite, scattate da cinque professionisti quali Claudio Brufola, Vincenzo Brai, Paolo Spigariol, Giuseppe Leone e Carlo Giunta,  si fondono con gli otto saggi firmati da prestigiose firme come Giuseppe Fontanazza, Gaetano Basile, Maria Concetta di Natale, Giuseppe Barbera, Enza Cilia, Giovanni Lercker e Luca La Fauci.  Una composizione pittorica creativa, costituita da professionalità e competenze specifiche che regalano un valore aggiunto al volume.

 

Gianni Berengo Gardin, Il racconto del risoan italian story of rice, Contrasto

Nel volume sono raccolte le fotografie in bianco e nero che Gianni Berengo Gardin dedica al mondo delle risaie. Nelle immagini del grande fotografo ligure c’è la Colombara, piccolo paese in provincia di Vercelli che ospita la cascina dove per anni si è coltivato un’eccellenza della gastronomia italiana: il riso Acquerello. Un mondo che continua a esistere, con le macchine che hanno preso il posto delle mondine. Nei ritratti di Gardin si svela un percorso incredibile che si snoda tra campi e coltivazioni, diversi a seconda delle stagioni, gli strumenti di lavoro, i volti legati alla terra e un rito che si rinnova lungo i dodici mesi dell’anno, in bilico tra antiche esperienze e nuove tecniche

 

Nino Migliori, Ferdinando Scianna, Antonio Pascale, Centoquaranta anni di amore per la terra. Polli. Un racconto per immagini, Contrasto

“Ferdinando Scianna e Nino Migliori hanno realizzato, con distinte e intrecciate visioni, il racconto per immagini di una Azienda che è parte integrante della cultura italiana produttiva e familiare. Scianna si sofferma sul gioco di sguardi che coinvolge le protagoniste di quella che sarà la nuova generazione dell’azienda Polli. Dal grande al piccolo, dal dettaglio al paesaggio, dalla figura umana alle grandi infrastrutture, il racconto coinvolge persone, macchine e stabilimenti in una storia di passione che da Milano alla Toscana tramanda la fiducia nelle idee, nell’innovazione e nella dimensione familiare, a partire dal rapporto con il territorio. Migliori, invece, “gioca” con la grande creatività di cui è capace. La manipolazione delle sue fotografie reinventa le immagini stesse: visioni oniriche, accattivanti e fluorescenti nascono da improvvise intuizioni, per sviluppare un unico e coerente progetto, dominato dal piacere per la ricerca e lo stupore. Attraverso le immagini di Scianna e Migliori, la documentazione e la ricerca sociale si alternano con la sperimentazione di tecniche e materiali. Il viaggio attraverso i centoquarant’anni di Polli sembra allora indicare un’importante chiave interpretativa dell’immagine fotografica e alla fotografia viene assegnato il ruolo fondamentale di tradurre in immagine un sentimento. E l’amore per la terra il centro vibrante di un processo produttivo che distingue la storia di questa Azienda.” (Denis Curti)

 

ALTRI SAGGI

Alice B. Toklas, I biscotti di Baudelaire. Il libro di cucina di Alice B. Toklas, Bollati Boringhieri

Con il loro salotto artistico e letterario – che negli anni tra le due guerre era frequentato, tra gli altri, da Picasso, Picabia, Matisse, Braque, Hemingway, Fitzgerald, Sherwood Anderson – Alice B. Toklas e Gertrude Stein hanno fatto un pezzo di storia. Ma quando, dopo la morte di Gertrude, un editore chiese ad Alice di scrivere le sue memorie, lei si schermì dicendo che al massimo sarebbe stata in grado di scrivere un libro di cucina. L’editore promise di accontentarsi, ma Toklas fece molto di più. Uscito nel 1954 in America con il titolo “The Alice B. Toklas Cook Book”, “I biscotti di Baudelaire” è una raccolta di ricette e di ricordi non solo culinari, di aneddoti divertenti, di convinte opinioni su questioni gastronomiche ma anche artistiche, di viaggi tra Francia e America, di pranzi e cene a casa di artisti bohémien ma anche di ricchi e famosi. E così ecco i piatti, le idee, gli spunti di ricette che Alice condivideva con gli amici: il branzino di Picasso, per esempio, decorato con uova sode, tartufi ed erbe tritate (“Quando lo servii Picasso diede in esclamazioni di meraviglia. Poi aggiunse: Non sarebbe stato meglio prepararlo in onore di Matisse?”), le uova alla Francis Picabia (“il solo pittore da cui riuscii mai ad avere una ricetta”), le mele glassate di Cecil Beaton, la crema di Josephine Baker, la minestra di alloro di Dora Maar, il caffè di James Joyce e quegli incredibili biscotti di Baudelaire…

 

Mario Soldati, Da leccarsi i baffi. Memorabili viaggi in Italia alla scoperta del cibo e del vino genuino, DeriveApprodi

“Da leccarsi i baffi” è un’antologia di scritti di Mario Soldati; una raccolta di racconti, appunti, dialoghi su vino, cibo, olio (e acqua), in un viaggio dentro l’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, con una puntata in un ristorante italiano di Chicago. Un viaggio che dura decenni, ricco di aneddoti e di colore, costellato da una miriade di ritratti di vignaioli e di osti, attraverso paesaggi agresti che sembrano usciti da una tela del Quattrocento. Soldati ama l’umanità civile, semplice, operosa, che dalla terra tira fuori prodotti genuini. Ama l’osteria col campo di bocce, il produttore di vino schietto, l’olivicultore che fa l’olio con le proprie olive. Grande, affabile conversatore, Soldati mette il suo io al centro di brevi racconti e note, di flash diaristici e memorialistici, e facendo perno su quello ruota intorno lo sguardo curioso, accogliendo stuoli di personaggi famosi e ignoti: contadini, principi, operai, industriali, artisti. Attraverso la descrizione anche minuta di cibi e vini che quell’Italia variegata produce e consuma, i racconti di Soldati si rivelano uno straordinario reportage su un paese colto nel momento di trapasso verso la modernizzazione selvaggia del consumismo. Soldati, dietro il fumo del suo immancabile sigaro tenuto stretto tra i denti, da sotto i baffi sornioni, preferisce rischiararci con le testimonianze vive di un’Italia del gusto, materiale e intellettuale, che, anche se odora di passato, avrebbe tutta la forza di indicare un’alternativa per il futuro.

 

Gabriella Bonini, Chiara Visentin, Geografie, storie, paesaggi per un’Italia da cambiare. La geopolitica come politica del territorio e delle relazioni internazionali, Aracne

I saggi raccolti nel volume intendono fare riflettere le istituzioni ma anche la comunità civile su quelle che sono state le scelte di ieri e le intenzioni di oggi in alcune politiche territoriali globali. Il valore della scelta indirizza da sempre percorsi che sono il più delle volte irrimediabili, per questo la dinamica del fare dovrebbe sempre connotarsi di una qualità etica ad ogni livello di azione: politica, scientifica, progettuale, comunicativa, esecutiva, individuale. Diversi ma interconnessi sono i percorsi presentati nel volume, per valutazioni politiche, per metodo scientifico, per approfondimenti culturali o artistici, o, più semplicemente, per appartenenza geografica. Il volume riporta in appendice il saggio di Emilio Sereni Strutture e “blocco storico”. Città e campagne nell’Italia preromana. L’autore ci lascia uno studio fondamentale sulla concezione contemporanea della città accostando quella antica greco-romana alla moderna, accomunate dalla supremazia della città sulla campagna. Una riflessione storica e sociologica di incredibile attualità nel dibattito sul rapporto città-campagna che percorre molta della storia urbana e sociale del nostro Paese, fino ad oggi.

 

Vito Fumagalli, Storie di Val Padana. Campagne, foreste e città da Alboino a Cangrande della Scala, Il Mulino

Pochi storici hanno avuto, come l’autore, il talento di evocare quasi visivamente il mondo dell’uomo medievale. A partire da una preparazione versata in particolare nella storia dell’ambiente e dell’agricoltura, egli sapeva reimmergere il lettore entro il paesaggio e la vita comune del Medioevo, raccontando con grande efficacia il rapporto quotidiano tra uomo e natura: gli animali, le coltivazioni, i boschi, i fiumi, le alluvioni, le malattie, e insieme il complesso di sentimenti e atteggiamenti che quel rapporto generava, In questo volume Fumagalli aveva raccolto alcune delle sue pagine più dichiaratamente narrative centrate sul Medioevo padano: sull’elemento predominante delle foreste, innanzitutto, animate da pericoli veri e immaginari, e poi sul graduale addomesticamento del territorio con la ripresa dell’agricoltura e dei commerci e la rinascita delle città. È la Padania di Matilde di Canossa e di Cangrande della Scala, dei goliardi e dei monaci, dei contadini e dei pastori…

 

Franco Poggianti, Capra & cavoli. Agricoltura e zootecnica nell’Italia di oggi. Perché niente, nel nostro paese, è più secondario del settore primario, Agra

In qualche parte del mondo (e con ogni probabilità in un paese del sottosviluppo) è nato il bambino sette miliardi. La speranza che questa creatura possa sopravvivere e mangiare a sufficienza, insieme con quel miliardo e passa di persone che oggi soffrono la fame, è affidata unicamente all’agricoltura. Basterebbe solo questa motivazione per dare all’agricoltura e all’allevamento il peso che meritano nella considerazione di tutti noi e soprattutto di quanti hanno nelle mani il destino del pianeta. Purtroppo non è così. In Italia, per esempio, il settore primario viene considerato dalla politica, dalla stampa e dall’opinione corrente qualcosa di assolutamente secondario. Franco Poggianti, in questo libro, racconta a quanti ne hanno solo una vaga idea, le caratteristiche, i problemi e le straordinarie potenzialità della nostra agricoltura, la più bella del mondo, senza indulgenze al folklore e alla retorica georgica.

 

Maria Giuseppina Muzzarelli, Nelle mani delle donne. Nutrire, guarire, avvelenare dal Medioevo a oggi, Laterza

Un viaggio a ritroso seguendo un percorso temporale che dalla contemporaneità va indietro al XV secolo della strega Matteuccia del Castello di Ripabianca, al XII secolo della dotta monaca Ildegarda di Bingen, fino all’XI secolo del vescovo Burcardo di Worms, seguendo il filo di una pluralità di fonti: procedimenti giudiziari, trattati, dipinti, opere letterarie. Scrive l’autrice:  “Voglio raccontare, soprattutto a quante giovani donne impegnate in diversi ambiti lavorativi amano cucinare e lo fanno con maestria, mangiano di gusto e non si pongono, progettando una maternità, il problema dell’allattamento, come sono andate le cose fino a non molto tempo fa. Questo perché sappiano preservare quello che è stato faticosamente conquistato, anche se non sempre ne sono consapevoli, e recuperare quello che, più a loro che alle donne della mia generazione, pare di aver perduto. Soprattutto perché abbiano materia su cui riflettere a proposito di quanto è naturale e quanto invece socialmente costruito (dagli uomini ma anche dalle donne), ora perpetuando limitazioni e tenendo in vita pregiudizi e luoghi comuni duri a morire, ora introducendo opportunità prima assenti.”

 

Paolo A. Rossi, Ida Li Vigni, Non di solo pane… piuttosto di gola. Scienze dell’alimentazione e arte culinaria dall’età tardo-classica e quella medievale, Aracne

L’opera si propone di dare un quadro il più possibile esaustivo della realtà alimentare e culinaria che ha contraddistinto la nostra cultura dall’età tardo classica a quella medievale. L’intento è stato quello da un lato di mostrare il legame, pur nelle molte differenze, fra arte culinaria romana e cucina medievale, al di là del luogo ricorrente che sancisce una netta frattura fra il De re coquinaria di Apicio (IV – V secolo d. C.) e i ricettari medievali (fine XIII secolo d. C.), dall’altro di disegnare gli scenari produttivi, sociali e culturali che si delineano dietro la nascita dell’arte culinaria, sfatando al contempo alcuni luoghi comuni duri a morire: l’idea delle spezie usate come conservanti, o quella relativa alla tarda introduzione della forchetta, l’origine cinese o araba della pasta. Così, accanto alla riproduzione di numerose ricette tratte dalle fonti documentate dell’epoca, si è voluto ricostruire non solo i modelli produttivi e alimentari, ma la controversa storia dell’idea di “gola”, nel suo passaggio da ostentazione di lusso a vizio capitale, da puro piacere di stare a tavola a trasgressione sociale, il tutto attraverso una ricca documentazione letteraria.

 

Dario Bressanini, Le bugie nel carrello. Le leggende e i trucchi del marketing sul cibo che compriamo, Chiarelettere

Cos’è esattamente il Kamut? Perché è meglio non mangiare troppo tonno? Le patate al selenio fanno bene alla salute? La mortadella 100 per cento naturale esiste davvero? Dopo il successo di “Pane e bugie” (Chiarelettere 2010), il libro sulla disinformazione in campo alimentare, Dario Bressanini ci accompagna tra gli scaffali di un supermercato immaginario e ci aiuta a capire cosa raccontano, e cosa nascondono, le etichette dei prodotti che acquistiamo. Scopriremo, tra l’altro, che l’equazione “naturale = buono” è uno dei pregiudizi più radicati e più usati dalla pubblicità, che un prodotto che l’etichetta descrive come a “chimica zero” i conservanti li contiene, che il prezzo di una bottiglia di vino ne influenza l’apprezzamento e che il tonno più buono non si taglia con un grissino.

Autori vari, Dietetica e semiotica. Regimi di senso, Mimesis

Il titolo può leggersi in molti modi. Per esempio: dietetica e semiotica sono due regimi di senso, uno alimentare e l’altro comunicativo, con pari dignità, dunque da paragonare fra loro. Oppure: grazie alla semiotica la dietetica appare, non più come un regime alimentare, ma come un regime di senso. O anche: regimi alimentari e regimi di senso sono due facce della medesima medaglia, e si rafforzano a vicenda. Se stare a dieta, come insegnavano gli antichi, non è soltanto star attenti al cibo ma curare l’intera esistenza, è anche vero che tale esistenza è innanzitutto nutrizione. Se l’uomo, come si dice, è ciò che mangia, cenare di gusto è essere persone migliori. Testi di: Lorenzo Bianciardi, Jean-Jacques Boutaud, Lucia Corrain, Paolo Fabbri, Giacomo Festi, Giorgio Grignaffini, David Le Breton, Dario Mangano, Francesco Mangiapane, Gianfranco Marrone, Nicola Perullo, Maria Pia Pozzato, Simona Stano.

 

Ferdinando Scianna, Ti mangio con gli occhi, Contrasto

Fotografo, scrittore, giornalista, coscienza critica della cultura visiva contemporanea. Ferdinando Scianna ha realizzato “Ti mangio con gli occhi” rintracciando nella sua memoria personale, nella sua vita professionale e nei suoi tanti incontri, la parte che il cibo – inteso come cultura del mangiare ha avuto nell’elaborare ricordi, impressioni e idee. Tutto ciò che ruota intorno alle tradizioni culinarie diventa così il pretesto per far riaffiorare immagini, sapori, luoghi, persone legati alle tradizioni culturali, alla storia di un popolo e di una regione insieme, alla piccola storia personale dello stesso autore. I panieri calati dalle donne della Sicilia dell’infanzia, gli strilli dei venditori di pane e panelle, le foglie di limone, il profumo del finocchietto, le granite di Acireale. Ma anche il latte appena munto, i pesci dal volto umano, l’anatra gustata a Parigi, il cioccolato a Oaxaca, le polpette della madre di Scorsese, o lo spuntino di Ferran Adrià e molto altro ancora: questi sono i veri protagonisti del volume. Per ognuno esiste un ricordo profondo, un gusto penetrante e duraturo e spesso, un’immagine – nello stile classico e della grande fotografia di documentazione.

 

Tiziano Fratus, Manuale del perfetto cercatore d’alberi, Kowalski

“Non ditemi quali monumenti ci sono vicino a casa vostra ma quali alberi.” Così si presenta Tiziano Fratus, che è riuscito nella mirabile impresa di rendere la passione di cercatore d’alberi un vero e proprio – seppur bizzarro – lavoro. Come scrive nella prefazione: “Non sono poche le persone che affermano di parlare con gli alberi e di ascoltare gli alberi. Ed è una buona notizia; nessuna malattia mentale, come talvolta ironicamente rispondo quando mi si chiede: ‘Anche lei parla con gli alberi?’. Ascoltare gli alberi vuol dire capire, vuol dire conoscere, vuol dire approfondire, vuol dire abbellirsi e arricchirsi, vuol dire espandere la capacità di sentirsi una creatura di Dio – o della Natura – nel mezzo di un pianeta che vive e pulsa e respira, a ogni suo battito”. Un manuale che si pone l’ambizione d’essere una guida pratica e al contempo filosofica per tutti quelli che vogliono allevare il cercatore di alberi che riposa in loro, al di là della propria istruzione e del tempo a disposizione per passeggiate in mezzo al verde o nell’alveo di una riserva naturale piuttosto che nella Milano dell’Expo o della Roma immobilizzata dal traffico. Un libro per imparare e riflettere: un viaggio nella natura, sempre e necessariamente con il naso all’insù.

 

Giorgio Samorini, Animali che si drogano, Shake

Mucche che si cibano solo di droghe, capre che perdono i denti a furia di raschiare dalle rocce licheni psicoattivi, scimmie che si mettono in bocca grossi millepiedi per ottenere un effetto esilarante simile al popper, uccelli che si danno a enormi sbornie collettive, gatti che assumono afrodisiaci vegetali prima di copulare, fiori che ricompensano i loro insetti impollinatori con delle droghe invece che col solito nettare. La credenza che lo “sporco” comportamento di drogarsi sia specifico della specie umana è oramai solamente una delle tante favole inventate dall’antropocentrismo di cui è afflitta la cultura occidentale. Gli animali si curano. Gli animali si drogano. Gli animali hanno comportamenti sessuali privi di fini procreativi, inclusa l’omosessualità. Gli animali hanno una coscienza. Tutte affermazioni ormai supportate da un’ampia mole di dati scientifici, ma che restano inammissibili secondo i rigidi principi del behaviorismo e del darwinismo ortodosso. In questo libro l’autore espone i dati dell’uso di droghe nel mondo animale, e si cimenta in una dissertazione sulle motivazioni che spingono animali e uomini a drogarsi, avvalendosi anche dei nuovi paradigma scientifici quali l’Esuberanza Biologica, la Teoria del Caos, il post-Darwinismo, la Non-Località quantistica, aprendo la strada a nuove “teorie della droga”, ritenute dallo stesso autore “magnificamente inaccettabili” e proprio per questo “coerentemente proponibili”.

 

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