Un’estate senza l’urlo degli olivi per la grande sete

Luigi Caricato in terra istriana, a Cittanova

Quest’anno pare che tutto proceda bene, gli ulivi non piangeranno la sete. La fioritura è spettacolare. Nella foto un esempio eloquente dall’Istria. Si spera che molti dei fiori si mutino presto in copiosi frutti, ma sappiamo bene come la gran parte dei fiori sia solo un annuncio di gioia. Non tutti i fiori diventeranno, come tutti vorrebbero, olive. Ciò che più mi fa piacere, è che con ogni probabilità le piante non soffriranno la siccità. Avremo un’estate più indulgente. Non si assisterà all’urlo silenzioso degli olivi. Può sembrare strano, ma le piante sono organismi vegetali molto sensibili. Alcuni studiosi dell’università di Grenoble sono riusciti nell’intento di registrare il suono prodotto dai tronchi nei momenti di intensa siccità. Forse sono io a percepire il dolore delle piante, ma non credo di essere così lontano dal vero. Anche le piante hanno un’anima e patiscono. Sarà per via delle bolle d’aria che si formano nei tronchi, ma le piante gridano la propria sete. I ricercatori capitanati dal professor Philippe Marmottant hanno potuto verificare che nell’atto di attingere e assorbire con fatica la poca acqua a disposizione le piante si lamentino. Quando l’albero ha radici che succhiano acqua in un terreno secco e arido, si percepisce un suono corrispondente a un urlo di dolore. L’orecchio umano non riesce ad ascoltare il pianto degli alberi. Il suono è troppo veloce per il nostro organo dell’udito, ma è avvertibile comunque in laboratorio. La sperimentazione per comprendere tutto ciò è avvenuta immergendo il legno di un pino in un idrogel, riproducendo di fatto quanto accade nella realtà. Sono le bolle d’aria a determinare la sofferenza della pianta, e chissà se tali bolle non siano anche la causa di morte delle piante per penuria d’acqua. Forse le bolle d’aria agiscono come un embolo, ostacolando la libera circolazione dell’acqua nella pianta assetata. Io so bene cosa significhi mantenere vive e in forma le piante quando gli oliveti non sono irrigati. Quanti viaggi di speranza con cisterne colme d’acqua! La vita dell’agricoltore non è facile, ma l’amore per le piante è immenso.

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