Cosa mi aspetto dal futuro?

luigi a chiuroMi aspetto che si compiano alcuni passi importanti nella direzione della qualità dei consumi. La strada non è facile, ed è anzi lunghissima, ma è necessario compierla, se vogliamo per davvero che l’olio ricavato dalle olive recuperi il valore perduto. Il bilancio di tanti sforzi compiuti in tal senso – ottenendo oli senza dubbio di una qualità di gran lunga superiore rispetto anche al recente passato – è un bilancio comunque positivo, ma resta una zona d’ombra irrisolta. I consumi si estendono geograficamente in Paesi che fino a pochi anni fa addirittura ignoravano tale grasso alimentare, ma le ombre sono quelle di sempre: la scarsa remunerazione, con i bassi margini di guadagno. In tutto ciò la grande distribuzione organizzata non ha facilitato né reso possibile il riposizionamento dell’olio extra vergine di oliva, tranne rare eccezioni. L’olio continua ancora a essere percepito come prodotto commodity, senza alcun valore. Ritengo che si debba contribuire, con il proprio lavoro quotidiano, a un cambio di mentalità e atteggiamento. I risultati non saranno immediati, ma ci saranno. Ne sono certo, ma ci vuole un respiro comune.

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Una risposta a Cosa mi aspetto dal futuro?

  1. Luigi Caricato scrive:

    Facebook e’ una miniera di commenti.
    Ecco cosa scrive al riguardo Alessandra Paolini dell’azienda agricola Doria:

    bellissimo Luigi, come sempre, e pensa che stamane, un po’ appesantita dalla quotidianità lavorativa, con questi chiaro-scuri tutt’altro che artistici, stavo meditando un po’ perché dentro mi si rinforzasse quell’ardore che deve sostenerci sempre e, ancor di più in tempi come questi! e come una nebulosa emergeva indistinto e informe il pensiero che poi ho trovato ben definito nel tuo post: il nostro lavoro quotidiano indirizzato al cambiamento del presente, sì, perché altrimenti è troppo duro affrontare la quotidianità lavorativa a volte nauseante, pensando di “tirare a campare”, di mordicchiare un altro po’ di margine di sopravvienza, che ancora, ancora domani e dopo, ancora sarà messo a repentaglio perché il nostro singolo egoistico intervento a nulla è servito se non a un breve tornaconto e, ancora, nulla è cambiato, il panorama è stesso lo stesso e ancora lotteremo per ritagliarci questi confini così angusti e instabili! no, prendiamolo questo respiro comune, e che sia armonia, una buona volta, per non essere somari che ruotano in tondo per macinare fatica!
    Alessandra Paolini

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