Vivere i momenti di crisi ricavandone buoni e proficui frutti

faiIn questi giorni ho incontrato tanti produttori a Tutto Food. Mi hanno emozionato, io cerco di fare il possibile per loro, ma non è facile trovare soluzioni per tutti. Vince chi ha inventiva, chi ha capacità e desiderio di indagare nelle dinamiche che determinano le scelte del consumatore. Andare oltre la lusinga del prezzo in apparenza conveniente è possibile, ma occorre un approccio culturale. L’economia per alimentarsi ha necessità di buoni contenuti, potentemente espressivi. L’economia fine a se stessa è destinata a fallire, almeno così credo, i fatti sembrano darmi ragione. Ci vuole impegno e costanza, studio e disciplina, ma soprattutto tanta cultura. Senza di essa l’economia è debole. Sono fortemente convinto che non possa esserci una solida economia senza una solida cultura che la sostenga. La fortuna commerciale segue inevitabilmente un ciclo: ci sono momenti di grande successo e altri di forte decadenza. Se le basi dell’economia facessero perno sulla cultura, i momenti di crisi si vivrebbero in maniera fruttuosa e proficua. Sono per certi versi momenti benedetti quelli derivanti da una crisi, perché consentono di fare un grande salto in avanti imponendosi su coloro che al contrario arrancano. Per questo occorre reagire ai soliti meccanismi. Ci sono tanti spreconi di danaro pubblico, e ne ho avuto piena conferma in fiera in questi giorni a Milano. Si sta sprecando tanto danaro senza che tale impegno economico sia supportato da una progettualità. In tal modo i risultati non arriveranno mai, o comunque non saranno mai quelli desiderati. Non ha senso creare false attese e inutili illusioni. Il produttore ha bisogno di stimoli differenti. Così pure i fruitori professionali dell’olio e i commercianti. Anche lo stesso consumatore va conquistato educandolo. E’ l’unica strada, non c’è altra soluzione, per raggiungere buoni risultati. Muoversi attraverso la via della cultura, quella vera, perché solo così si potrà ridare valore agli extra vergini. Con questo messaggio auguro a tutti gli espositori di Tutto Food che ho incontrato e a cui ho stretto la mano un grande in bocca al lupo, con l’invito a non affidarsi ai tanti soloni che promettono l’impossibile, autoproclamandosi migliori e vincenti.

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