L’olio che piace ai bambini

cucina italiana maggioIniziamo dai più piccoli, seguiamoli con amore e dedizione. Credetemi, è un ottimo investimento sul futuro. L’impegno di alcuni imprenditori che hanno riservato le proprie attenzioni ai bambini va premiato. Ho fatto bene a riservare loro  la mia rubrica “Conoscere l’olio” su “La Cucina Italiana” di maggio. Ho presentato  quattro extra vergini pensati espressamente per essere destinati all’infanzia. Un olio ligure, quello di Casa Anfosso. Un extra vergine marchigiano, quello delle Winx, di Francesca Petrini. E due oli pugliesi: il Pantaleo Young e i BimboBio di Troiano. Il gusto va coltivato sin dalla tenera età. Il consumatore di domani lo si forma oggi, senza tuttavia mai forzare mai la mano, portandolo verso l’olio da olive anche attraverso il momento ludico. Senza nemmeno trascurare il momento dell’assaggio. I nasi dei bimbi sono nasi buoni, sensibili. Se ben educati, rispondono molto bene, colgono ogni minimo sentore. Una prova in tal senso l’ho potuta verificare personalmente nelle due edizioni di Olio Officina Food Festival. Perciò, cosa si aspetta ancora a investire nelle nuove generazioni? Per anni nessuno, o in pochissimi, se ne sono occupati in modo serio. Che si aspetta a farlo? Onore al merito a chi lo ha già fatto con grande inventiva.

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